Superbike 1199 Panigale R

Superbike retrospective, Ducati Panigale: La prima vittoriosa con Chaz Davies

Il canto del cigno del bicilindrico Ducati. La Panigale R perde la sigla 1199, ma sfonda il muro dei 200 cv. Sofisticata nell'elettronica, eccezionale in ogni particolare costruttivo, torna alla vittoria in Superbike. Ma senza conquistare il titolo

7 maggio 2021 - 19:00

Continuazione dalla [prima parte]

Superlativa nella linea, carismatica e molto potente, la Ducati 1199 Panigale svolge perfettamente il ruolo della sportiva purosangue all’italiana fra le superbike del periodo 2012-2014. Non solo la versione R, ma anche la standard e la S sono premiate per il design e considerate da stampa e pubblico come il riferimento di categoria per doti di guida. Ciò che manca alla bicilindrica bolognese è la vittoria in Superbike. Per il 2015, in vista dei nuovi e più stringenti regolamenti del mondiale, Ducati cala l’asso: il progetto Panigale riceve un aggiornamento in tutte le sue versioni, prevedendo due differenti cilindrate. Infatti, alla versione standard ed alla S spetta un nuovo motore di 1285 cc, concepito per superare nettamente i 200 cv ed offrire più tiro ai medi. La versione R, che deve mantenersi al di sotto dei 1200 cc, riceve a sua volta un profondo rinnovamento su tutti i fronti.

Ducati Panigale R 2015, travaso tecnologico dalla Superleggera

Perso il riferimento alla cilindrata, la Ducati più estrema per il 2015 si chiama semplicemente Panigale R ed è proposta in serie limitata. Il design della carrozzeria cambia poco, mostrando qualche sottile differenza solo nella forma delle prese d’aria al di sotto dei fari LED. Il plexy del cupolino è più alto di 2 cm, per una migliore penetrazione aerodinamica in pista. Rimane ben esposta la componentistica, ad esempio lo maestoso serbatoio in alluminio spazzolato, la piastra superiore di sterzo ricavata dal pieno o i numerosi pezzi in fibra di carbonio. Dovunque cada l’occhio, sulla Panigale R è presente qualche piccolo capolavoro della meccanica. Lo scarico sotto motore Akrapovič è omologato e contribuisce a centralizzare le masse. Grazie ad una riduzione maniacale del peso dei singoli componenti, compresa la batteria, sulla bilancia il peso a secco si ferma a 162 Kg, ben 6 in meno della precedente 1199 R.

Il Desmo “da corsa” è ancora più potente

Al motore Superquadro vengono dedicati materiali alleggeriti e la riprogettazione di diversi componenti interni. Nuove valvole di scarico in titanio vanno ad accompagnare quelle di aspirazione già presenti e con il medesimo, leggero materiale sono costruite le bielle. I pistoni sono a due fasce e sfoggiano un mantello accorciato, come i propulsori da corsa. Anche l’albero motore è stato messo a dieta ed equilibrato con pastiglie in tungsteno sui contrappesi. Lo scopo di queste modifiche è incrementare la prontezza del motore nel prendere giri, favorendo gli alti regimi anche grazie ad alberi a camme specifici. I numeri parlano chiaro: 205 cv a 11.500 giri significano 10 cv guadagnati, mentre la coppia è pari a 13,9 Kgm a 10.250 giri. Considerando il nuovo regolamento Superbike, che condiziona pesantemente il numero di motori per stagione, la frizione è di derivazione racing e più robusta, con assistenza elettronica sia in innesto che scalata.

Elettronica perfezionata e nuove sospensioni meccaniche

A Borgo Panigale dimostrano con i fatti di essere all’avanguardia anche nell’elettronica. Infatti, la Panigale R nasce con una piattaforma inerziale IMU che porta in dote un pacchetto di aiuti elettronici sofisticato. Il controllo di trazione DTC resta protagonista, ma lo compongono anche la gestione del freno motore EBC, l’ABS cornering e, finalmente, il controllo d’impennata DWC. Con il sistema Ducati Data Analysis+GPS vengono registrati tutti i dati, comprensivi di tempi e angolo di piega, consultabili dall’utente tramite il software a corredo. L’attivazione dei dispositivi elettronici passa attraverso il blocchetto a manubrio ed è verificabile sul cruscotto TFT. La ciclistica mette in luce una differenza importante rispetto alla precedente R: le sospensioni perdono la regolazione elettronica. Non si tratta di un peggioramento, perché le nuove unità Öhlins, rispettivamente una forcella NIX30 all’anteriore ed un ammortizzatore TTX36 al posteriore, sono molto specialistiche e di altissima qualità.

Difficile su strada, stratosferica in pista

La posizione di guida bilanciata della precedente Panigale R si mantiene intatta nel nuovo modello. Le pedane sono alte, ma nella posizione corretta, il manubrio è molto ampio e la sella, pur stretta ed improntata all’agilità negli spostamenti del corpo, non eccede nella durezza. Il nuovo motore è una vera sorpresa, perché è diventato ancora più estremo nell’erogazione della potenza. Gli alleggerimenti interni si manifestano già dagli strappi ai bassi regimi, ma dai medi in poi il tiro è lineare ed il contagiri schizza in alto con più rapidità. Rispetto alla più stradale 1299, così come alla 1199 R 2013, occorre sfruttare maggiormente gli alti regimi, ma l’accelerazione è superiore. Il cambio elettronico è molto efficace, alla pari di tutto il pacchetto elettronico. Ancor più che in passato, la ciclistica mette sul piatto un connubio sensazionale di agilità e precisione, lasciandosi gettare in curva come una 600 pur mantenendo rigore e precisione nel tenere la traiettoria. L’assetto delle nuove sospensioni è l’ideale per la pista, a patto di andare veloce.

Il ritorno alla vittoria nel mondiale Superbike

Confermata per il 2015 la coppia di piloti dell’anno precedente, ovvero Chaz Davies e Davide Giugliano, Ducati stringe una partnership per la Superbike con Aruba. La nuova denominazione del team diventa quindi Aruba.it Racing. In occasione del round di Aragon, finalmente Davies riesce a portare il Desmo sul gradino più alto del podio. Si ripeterà altre quattro volte nel corso della stagione, concludendo secondo in campionato grazie anche a 13 podi. Nessuno può immaginare che il 2015 sia solo l’inizio del lungo dominio di Jonathan Rea, ma la Ducati torna ad essere una delle superbike migliori dello schieramento. Negli anni seguenti la Panigale porta a casa numerosi titoli nel CIV e vince anche in Superstock. Purtroppo, continua a mancare l’iride della massima classe, a dispetto delle numerose vittorie di Davies. Il gallese rimane il miglior interprete del Superquadro, ma anche il suo collega ducatista Marco Melandri riesce a vincere tre gare fra il 2017 ed il 2018. Per il 2019 è in dirittura d’arrivo una nuova sportiva V4, quindi la Panigale bicilindrica deve terminare la sua carriera agonistica senza aver ottenuto il titolo mondiale Superbike.

Rimani sintonizzato! Continua nella [terza parte]

Jonathan Rea “In Testa, la mia autobiografia” In vendita anche su Amazon Libri

Foto: Mediahouse.DucatiGetty

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Superbike, Michael Rinaldi

Vi spiego perchè la Superbike è ancora bellissima, ma…

Superbike, Scott Redding

Superbike, Scott Redding e il triplice smacco di Misano

Loris Baz, Ducati

MotoAmerica, La Ducati in fumo spegne il sogno di Loris Baz