Superbike, BMW

Superbike: “Ecco perchè BMW è contraria alla centralina unica”

La marca tedesca spiega perchè si è opposta con decisione all'adozione della centralina unica in Superbike. "Fare da soli è necessario per lo sviluppo del prodotto di serie"

18 gennaio 2020 - 11:05

Sembra un controsenso che in MotoGP, la categoria dei prototipi, sia stata introdotta la centralina unica (Marelli) mentre in Superbike l’elettronica sia libera. Ma al contrario di quanti tanti pensano, il promoter Dorna non c’entra niente: sono i Costruttori ad aver voluto questa situazione. Il tema è stato sul tavolo per parecchi mesi, un paio d’anni fa, ma BMW Motorrad puntò i piedi: se il WorldSBK si fosse adeguato alla centralina unica, i tedeschi sarebbero usciti di scena. Ottenuta rassicurazione che non se ne parlerà ancora per un bel pò, BMW ha deciso il ritorno in forma ufficiale. Marc Bongers, ingegnere olandese direttore del reparto corse bavarese, spiega i perchè di questa scelta.

LA SUPERBIKE PER NOI E’ SVILUPPO

L’impegno nel WorldSBK per noi è strategico perchè ci permette di sviluppare moto stradali sempre migliori” spiega Bongers. “Fra competizioni e altri settori dell’azienda che si occupano di prodotto c’è uno scambio di esperienze e tecnologia continuo. In Superbike si parla di elettronica standard da anni, ma per noi sarebbe stato impossibile adeguarci alla centralina unica. In particolare non saremmo stati in grado di controllare il nostro dispositivo “shiftcam”, che già nel 2018 sapevamo sarebbe stato introdotto sulla nuova versione della S1000RR.”  Bongers allude al sistema che permette di variare alzata e fasatura delle valvole di aspirazione.

FARE DA SOLI E’ UN VANTAGGIO

Per il Mondiale 2020 abbiamo approntato parecchie modifiche al nostro sistema di controlli elettronici” ha spiegato Bongers a Speedweek. “Il vantaggio è avere tutto in casa, avessimo dovuto fare uno specifico sviluppo con Marelli, sarebbe stato assai costoso e molto complicato. Usando i nostri ingegneri, riusciamo a essere molto più flessibili. In passato la nostra elettronica proprietaria gestiva solo i parametri dell’inclinazione e di accelerazione. Adesso abbiamo un terzo asse che ci permette di controllare anche la deriva della moto durante la percorrenza di curva. Abbiamo molte più possibilità di regolazione. Abbiamo fatto molti investimenti in questo settore, perchè pensiamo di avere tanto margine di sviluppo.”

ORA TOCCA A TOM ED EUGENE. E AL TEAM..

Dopo un 2019 di rodaggio, archiviato fra alti (due podi, una pole position) e qualche basso, la prossima stagione sarà assai importante per BMW Motorrad. Con l’arrivo di Eugene Laverty i tedeschi hanno ulteriormente alzato il livello proponendo una coppia di piloti esperti e velocissimi. Adesso tocca ai tecnici fare in modo che la S1000RR compia il decisivo salto di qualità. Sotto esame, più che il reparto corse interno, sarà il team SMR, l’antenna britannica che gestisce in pista l’impegno ufficiale. Nel paddock molti ritengono che la struttura di Shaun Muir non sia all’altezza degli altri top team. Il 2020 fornirà risposte importanti.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Superbike, Scott Redding

LIVE Test Superbike Australia: la seconda giornata in diretta

Superbike, Jonathan Rea

Superbike, Jonathan Rea: “Meglio non scoprire le carte”

Tom Sykes

Superbike, Tom Sykes “Noi BMW sottovalutati, se ne accorgeranno”