3 Maggio 2024

Edoardo Savino, chi è l’agguerrito rookie Leopard by Roc’n’Dea nel CIV PreMoto3

Edoardo Savino si è già fatto ben notare al debutto nel CIV PreMoto3 a Misano. Il profilo del 13enne monzese nell'intervista.

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Esordienti d’attacco nel primo round del CIV PreMoto3 a Misano. Vi abbiamo parlato di Lorenzo Pritelli, ma è d’obbligo anche citare Edoardo Savino, 13 anni compiuti lo scorso 31 marzo, di Cesano Maderno (Monza) e al debutto con Leopard by Roc’n’Dea. Dal primo turno nelle zone alte della classifica, era arrivato sul podio già in Gara 1, prima della squalifica per irregolarità tecnica. S’è però rifatto in Gara 2, portandosi a casa il primo trofeo nel nuovo monomarca Honda del CIV.

Un giovanissimo ed agguerrito pilota da tenere d’occhio, “spinto” anche da un certo Fabrizio Pirovano, che ha visto qualcosa in quel bimbo in azione su una motoretta elettrica e che ha ‘invitato’ papà Daniele a tentare la carriera nelle due ruote col figlio. Senza dimenticare gli studi, visto che il giovane Talento Azzurro frequenta il secondo anno dell’Istituto Comprensivo Statale Anna Frank di Monza. Ma lasciamo raccontare la storia al suo protagonista.

Edoardo Savino, da dove comincia il tuo percorso in moto?

Ho iniziato quando avevo 4-5 anni, la passione me l’ha trasmessa mio padre, che andava in giro in moto con una Honda VTR. Un giorno gli ho chiesto se mi faceva provare ad andare in moto, ha visto che andavo bene ed un amico, Fabrizio Pirovano, gli ha detto di farmi provare. Ci abbiamo provato e adesso siamo a questi livelli, continuiamo nel nostro percorso sperando un giorno di arrivare al Mondiale. È il sogno di tutti arrivare dove c’era Rossi e dove c’è Marquez.

La tua è una strada già di successo.

Il primo campionato che ho fatto è stato un campionato interregionale nel 2017 con una minimoto, nel 2018 ho corso anche in Andalucia. Ho poi fatto il CIV Minimoto Junior A nel 2019 e nel 2020 e l’ho vinto due volte, ho poi vinto l’Europeo ed anche un Trofeo Simoncelli. Nel 2021 sono passato alle MiniGP RMU 50, nel biennio 2022-2023 ho corso con le Ohvale, e quest’anno sono nella PreMoto3 del CIV.

Non senza ossa rotte, giusto?

Ho un curriculum di infortuni già abbastanza consistente. Due volte un malleolo, due volte un polso, otto costole, due delle quali scomposte, poi un nervo ascellare che non esiste più… Una bella lista. Spero mi basti per un pezzo!

Quest’anno affronti un cambio importante. Come ti trovi con la Honda NSF250R?

La moto è più grande, le velocità sono aumentate, è un bel cambio soprattutto per gli esordienti come me. Passare da una moto che fa i 160 km/h a una che fa i 200 km/h è tosta. Per gli altri è sicuramente stato un po’ più facile rispetto a me, io sono stato un po’ più svantaggiato.

Eppure le classifiche del CIV a Misano hanno mostrato un quadro diverso.

Dipende da pilota a pilota. Io non ho avuto difficoltà: io guido la moto e la guido forte come piace a me, cercando di fare subito il meglio possibile, poi bisogna sempre migliorare. Non è detto che vada forte tutto l’anno, è andata bene a Misano ma magari nelle altre gare non vado così forte. Spero di no, però potrebbe succedere.

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Foto: Dani Guazzetti

Il debutto CIV PreMoto3 però è andato molto bene, te l’aspettavi o ti sei sorpreso?

No, non mi sono sorpreso perché comunque conosco le mie capacità. Sicuramente però non mi aspettavo di fare subito così bene, quello sì.

Ti sei poi giocato il podio in entrambe le gare, non era scontato.

Quello no, però un po’ ce lo aspettavamo dopo le qualifiche. Peccato per la squalifica, che non mi è andata tanto giù, ma dobbiamo accettare quello che fa la Direzione Gara, hanno deciso così. Ma è stata anche una spinta in più per Gara 2, ci siamo portati a casa la prima coppa.

C’è stato anche un pizzico di tensione, o pressione? Erano le tue prime gare nel CIV PreMoto3.

No, ormai la pressione so come gestirla. Sto là, abbasso la visiera, mi guardo un po’ in giro, guardo i miei avversari, studio la gara e poi vedo quello che succede. Poi io ho un mio rito, sbatto sempre i piedi prima di partire. Non l’ho fatto prima di Gara 1 e ha portato male!

In Gara 2 però hai portato a casa il primo podio. Che soddisfazione è stata?

Il primo podio è sempre bello: nessuno se l’aspetta, poi quando arriva ti fanno i complimenti e sei un po’ al centro dell’attenzione. Sai però che comunque devi continuare, quando ne fai uno poi tutti si aspettano che tu lo faccia sempre, quindi ti mettono ancora più pressione addosso, come se avessi tante responsabilità. Io però l’ho preso come un momento di relax, me lo sono proprio goduto: è molto diverso da quello che facevo con l’Ohvale, questo è un podio grande, in alto, bello da vivere. Come se fosse il primo podio di una carriera, una “rinascita”: dopo la sconfitta del 2023 è bello tornare sul podio.

Quali sono gli obiettivi stagionali?

Lo dico apertamente, proverò a combattere per il titolo, secondo me si può fare. Siamo stati là nel gruppo dei primi, poi Gonzalez e Agostinelli non dovrebbero più esserci nel CIV. Si può pensare al campionato. Adesso a Vallelunga bisognerà per forza vincere! Cercheremo di recuperare i punti persi in Gara 1, prima li recupero meglio è.

Chi sono i maggiori rivali?

La mia testa! Non devo fare cavolate come l’anno scorso, quando ho buttato 37 punti di vantaggio perdendo un titolo… Direi poi che come avversari in pista vedo Barbagallo e Pritelli.

Foto di copertina: Team Roc’n’Dea

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