Superbike: Andrea Iannone seconda vita, ora dove può arrivare?

Superbike
mercoledì, 26 febbraio 2025 alle 8:50
iannone 1
La Superbike è tornata dall'Australia con due certezze. La prima è tecnica: la Ducati ha interpretato a meraviglia la nuova regola sulla limitazione del consumo, facendo registrare un dominio mai visto. Sei moto in fila indiana com'è successo in gara 2 non si erano viste neanche nel 2004, quando la marca italiana era rimasta praticamente a correre da sola, perchè le giapponesi si erano ritirate rifiutandosi di accettare il fornitore unico di gomme. Qualcuno ha sostenuto che Phillip Island faccia poco testo, trattandosi di un tracciato tradizionale terreno di caccia delle rosse. Ma un anno fa la Ducati aveva vinto una sola gara su tre, con lo stesso Nicolò Bulega, mentre le altre due erano finite in mano alla Kawasaki con Alex Lowes. In Superpole Race la marca italiana aveva mancato il podio, finendo dietro la Ninja, la Yamaha e la BMW. Quindi le cose sono cambiate di brutto.

Andrea Iannone the best of the rest

La seconda certezza è che Andrea Iannone sarà anche quest'anno l'affascinante convitato di pietra della Superbike. Trovando la porta sbarrata in Ducati ufficiale, l'ex MotoGP ha fatto benissimo a restare fedele al piccolo team Go Eleven. Da pilota privato non può sperare di vincere il Mondiale: in questa fase iniziale del campinato sua Panigale è simile, se non identica, alle ufficiali di Nicolò Bulega e Alvaro Bautista. Ma i due avversari hanno alle spalle una struttura organizzatissima, legata a filo doppio con il reparto corse interno, e vantaggi tecnici di varia natura. Parliamo di dettagli, ovviamente, ma decisivi. Ma immaginate dove sarebbe potuto finire Iannone se fosse salito in sella ad una moto diversa: in Australia, chi più chi meno, le avversarie Ducati sono andate tutte a fondo. Invece si è messo in valigia 35 punti e il terzo posto nel Mondiale, ad un solo punto da Bautista. E senza i problemi di gomma di gara 1 (sesto posto) i podi sarebbero stati tre...

Il profilo basso

Ci sarebbe di che urlare di gioia, invece Andrea Iannone mantiene un profilo basso, anzi di più. "In Australia è andata bene, ma mi piace anche stare coi piedi per terra" ha detto a La Gazzetta dello Sport, che una volta tanto è tornata a dare spazio alla Superbike e ai suoi personaggi. "Vogliamo puntare più in alto dell'anno scorso ma dobbiamo farlo con calma e lucidità, senza strafare. E' un pò la mia filosofia, il mio approccio a questa stagione ma non solo." Il messaggio è chiaro: l'ex MotoGP non vuole fare proclami e indicare obiettivi, ma navigare nell'ombra e, possibilmente, finire sotto ai riflettori al momento giusto. Ma, soprattutto, il profilo basso gli permetterà di gestire più agevolmente i momenti difficili, che nei prossimi undici appuntamenti non mancheranno.

Dove può spingersi in questa stagione?

Nel 2024, dopo quattro lunghi e dolorosi anni di stop forzato, Andrea Iannone ha vinto una gara (Aragon) dimostrando di avere ancora tantissimo da dire in un Mondiale. Vi ricordate? C'era chi sosteneva che sarebbe stato impossibile, dopo un'assenza così lunga, rivederlo competitivo. Invece AI29 non solo va ancora fortissimo, ma è motivato come mai. Non è tornato per vedere l'effetto che fa, ma per regalarsi e regalarci una seconda vita sportiva da protagonista. Il team Go Eleven resta una piccola struttura privata, ma è più forte e organizzato di un anno fa, grazie al supporto maggiore che Ducati sta dando, anche con il prestito di figure che arrivano dal reparto corse. Ragionevolmente, Iannone può puntare a diverse vittorie. Quante? Chi può dirlo, ma sicuramente su determinate piste (Portimao, Assen, Aragon, Misano) può rilevarsi un'insidia pressante anche per i due ufficiali e perfino per un Nicolò Bulega in stato di grazia.

E l'anno prossimo?

Iannone ha 35 anni e in Ducati, almeno stando alle dichiarazioni dei vertici, le porte del team factory sembrerebbero sbarrate anche in prospettiva. Ma, comunque vada, un pilota di questo spessore avrebbe un grande mercato se decidesse di voler fare il pilota ufficiale a tutti i costi. Tutte e cinque le marche concorrenti (Yamaha, Honda, Bimota, BMW e Kawasaki) hanno piloti in scadenza. Qualcuna di queste è una scommessa persa in partenza, ma su una BMW un talento come Andrea potrebbe sicuramente fare assai bene. E finalmente potrebbe tornare ufficiale, con tutto quello che comporta, a partire dall'ingaggio. Ne vedremo delle belle.

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