Superbike, Alvaro Bautista

Superbike: Alvaro Bautista “Le Pirelli mi avevano spaventato, adesso sono il top”

Alvaro Bautista, che differenze ci sono fra le gomme MotoGP e Superbike? "Le Pirelli sono molto sincere, mi trovo benissimo"

5 giugno 2020 - 19:27

Leggenda del paddock narra che abituarsi alle Pirelli sia uno dei problemi più grossi per i piloti ex MotoGP che arrivano in Superbike.  Le gomme italiane sono prodotte in serie e costano 2-300 €, un decimo delle soluzioni “propotitipo” utilizzate da Michelin (e prima ancora da Bridgestone) in top class. Si tratta di prodotti assai diversi, è scontato che comportamento e sensazioni in pista siano assai differenti. Ma cosa ne pensa Alvaro Bautista, l’ultimo top rider (in ordine di tempo) approdato in Superbike dopo nove stagioni al piano di sopra?

“Sembravano troppo soffici…” 

Il primo assaggio, nei test di Jerez di fine 2018 con la Ducati, non fu affatto agevole. “Sono rientrato dopo appena un giro, la gomma mi dava la sensazione di essere eccessivamente soffice” racconta Alvaro Bautista. Ma gli sono stati sufficienti i collaudi invernali per prendere fiducia. A Phillip Island, la gara del debutto in Superbike il pilota spagnolo vinse tre gare con la Ducati Panigale 4 infliggendo distacchi abissali a tutti. Moto nuova, gomme nuove, feeling perfetto. Bautista chiuderà la stagione con 16 vittorie e il secondo posto nel Mondiale, dopo aver accarezzato per oltre metà campionato un clamoroso trionfo.

“C’è grande differenza fra i tre produttori”

A MotoGP.com Alvaro Bautista ha spiegato le differenze tecniche fra soluzioni approntate da Bridgestone e Michelin, vecchio e nuovo fornitore unico MotoGP, e Pirelli che ha il monopolio Superbike dal 2004. “Bridgestone aveva costruito una gomma anteriore favolosa, con questa potevi spingere fin dal primissimo giro. Ma la posteriore faceva penare, perchè dovevi portarla in temperatura molto velocemente. Se non riuscivi, poteva scapparci un highside. Questo è successo molto a lungo, poi il problema venne un pò risolto. Le Michelin si comportano al contrario: gran posteriore, talmente buona che spinge forte sul davanti che spesso va in crisi. Il problema dei francesi è che le MotoGP di oggi sono state sviluppate con le Bridgestone, anni addietro.” 

“Con Pirelli è diverso”

“Quando ho provato per la prima volta le Pirelli, non riuscito a controllare bene le reazioni, la moto si muoveva tanto. Però ti danno fiducia, senti quando arrivano al limite e ti puoi regolare. Lavorano bene in ogni condizione: freddo intenso, oppure caldo. Bridgestone e Michelin sono molto più rigide, forse perchè sono costruite appositamente per resistere alle sollecitazioni di moto così potenti come le MotoGP. Le Pirelli, quando hai capito come si comportano, vanno benissimo. Adesso mi trovo proprio bene.” 


Foto: Instagram

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