Mirko Giansanti: “Il progetto GRT mi sta ripagando del Mondiale perso da pilota”

Parla il direttore tecnico di GRT Yamaha. Dal mondiale sfiorato in 125GP alla gestione di due talenti come Cortese e Melandri. "Nel 2020 punteremo in alto"

20 giugno 2019 - 7:42

Il Mondiale che avrebbe potuto vincere nel 2000 in 125 Mirko Giansanti l’ha assaporato 17 anni dopo, da team manager di GRT Yamaha con Lucas Mahias. Nel week end a Misano l’ex pilota ternano, adesso 42enne, dirigerà dai box Marco Melandri e Sandro Cortese a caccia del podio in Superbike. La sua nuova attività sta regalando grandi soddisfazioni. Ma chissà quante volte avrà ripensato a quell’occasione perduta…

“Veramente, moltissime volte. Era una stagione fantastica, non mi mancava nulla. Ero arrivato al GP di Barcellona in testa al campionato e li sono iniziati i problemi con il primo infortunio per la rottura del motore. Quindi sono stato fuori per due GP, al rientro ero tornato subito competitivo ma chiaramente avevo perso molti punti.Dopo poche gare è arrivato un altro infortunio in Giappone e li è finita la mia avventura.”

Perchè non si è più presentata un’occasione simile?

“A fine 2000 il team Playlife Benetton si era ritirato dalle corse e me è stato veramente un problema perché era un team di primo livello ed era difficilissimo trovare un team come quello. Avrei potuto pagarmi un ottimo posto, ma non avevo possibilità”.

In venti anni com’è cambiato il motociclismo?

Sono passati pochi anni ma il motociclismo è cambiato molto. Io correvo con le 2 tempi, poi sono arrivate le  4 tempi portandosi dietro più elettronica e anche gomme diverse che anno portato ad uno stile diverso nella guida. Adesso anche il tipo di preparazione di un pilota è molto più particolare e specifico e anche molto professionale.Prima era un ambiente dove tra i piloti e addetti ai lavori c’era un rapporto diverso. Adesso è molto freddo, quasi non si salutano”.  

Come è nata l’idea di fondare il team GRT?

“E’ cominciato tutto nel 2014 quando insieme a Filippo (Conti, il proprietario, ndr) correvo le gare nel campionato Cev Moto2. L’anno dopo anche Filippo partecipava al Campionato di Spagna con una MV F3 675 e propio in quell’anno nella gara a Jerez abbiamo fatto la prima wild card nel mondiale SS600 con Miroslav Popov. Da li sono iniziati i primi contatti con vari piloti, quindi abbiamo deciso di partecipare nel 2016 nel Mondiale SS600 con Mv.”

Com’è passare da pilota a gestire un team?

“Il mio ruolo nel team è Direttore Tecnico, comunque era molto più bello fare il pilota (sorride, ndr). Però devo dire che rimare in questo ambiente che per me è stata tutta la mia vita è molto bello. Cerco di portare tutta la mia esperienza nel team”.

GRT Yamaha è nato appena quattro anni fa. Avete già vinto un Mondiale e adesso siete in WSBK…

“In questi quattro anni di mondiale abbiamo fatto dei risultati molto importanti e difficilissimi da raggiungere. Non so se c’è un segreto però secondo me la cosa molto importante è formare un gruppo di persone e tecnici molto bravi, dei professionisti. Bisogna stare tutti uniti come un vero team, infatti da noi c’è un clima molto bello e sereno. Sono molto contento delle persone che lavorano qui dentro. Chiaramente servono dei piloti di alto livello e veri professionisti come sono Cortese e Melandri”.

Com’è nato il rapporto con Filippo Conti?

“Ci siamo conosciuti nel 2006 quando avevo un negozio di moto e da li ci siamo frequentati sempre di più perché c’era questa passione in comune delle moto, quindi si andava nelle piste insieme facevamo cross insieme. Alla fine è nata l’idea di fare questo team insieme”.

Arriva Misano: qual è il ricordo più bello che hai su questa pista?

“Quando è arrivata la GP a Misano io non facevo più il mondiale, quindi i ricordi più belli sono le prime gare di sport production e la gara di campionato Europeo nel 1996 in GP. Ooi ci sono state altre gare nel campionato CIV SS600 quando ero ormai a fine carriera. E’ una pista che mi piace molto anche se preferivo quando girava al contrario.”

Che bilancio fai delle prime sei gare di Cortese e Melandri?

“Positivo perché noi come team siamo partiti da zero e fare il salto dalla WSS alla WorldSBK è molto impegnativo. Sandro è un pilota di molta esperienza ed è un due volte campione del mondo. Ma una SBK non l’aveva mai guidata quindi è tutto nuovo, è stato subito molto veloce. Sono convinto che nella seconda parte della stagione farà un bel passo avanti. Marco è un pilota con una esperienza grandissima in tutti i tipi di moto dalle 125GP alla MotoGP alla SBK e anche un pilota molto tecnico e puntiglioso. Infatti alla prima gara in Australia è partito veramente forte calcolando che era una moto che conosceva da poco. 

Poi?

“Anche a Buriram secondo me con i problemi che avevamo ha fatto delle gare molto belle, poi sono arrivate tre gare molto difficili per noi. Però dopo i test di Misano con evoluzioni sulla moto ha rripreso la fiducia che gli mancava,. infatti a Jerez ha fatto delle bellissime prove e gare è stato sempre li davanti. Peccato per gara 2 perché sicuramente si giocava il podio anche li”.

Cosa pensi del contatto con Davies e della penalizzazione di Marco?

“Se Marco non passava Davies in curva era impossibile passarlo da altre parti perché la Ducati in accelerazione e in velocità erano troppo veloci. Quindi aveva visto che in curva 5 era molto più veloce in percorrenza, in quel giro Davies aveva lasciato spazio sufficiente per provare il sorpasso. il problema è stato che Davies non si è accorto e quindi si sono toccati. Marco ha fatto bene a tentare il sorpasso perché gli altri stavano scappando. Per la penalizzazione non sono d’accordo ma in questi casi c’è poco da fare. Adesso dovrà fare delle prove molto buone per partire più avanti possibile a Misano”.

Cosa dici ai tuoi piloti prima del via?

“Sono momenti molto particolari di concentrazione non dico nulla perché anche io ci sono passato e penso sia meglio cosi….”

Pronostico secco: a Misano Melandri e Cortese a cosa possono aspirare?

“Dato che abbiamo fatto i test a Misano e sia Marco e Sandro sono andati bene io mi aspetto che Marco possa lottare per il podio e Sandro di stare entro le prime sei posizioni”.

Yamaha tecnicamente sarà al livello di Ducati e Kawasaki anche a Misano?

“Secondo me si. Perchè dopo il grande lavoro fatto da Yamaha ci siamo avvicinati molto”.

Cosa c’è nel futuro di Mirko Giansanti?

“Per adesso l’obbiettivo del team e finire questa stagione nei top 5. Poi partire per il campionato 2020 tra i protagonisti principali quindi di fare un campionato nei primi tre. Poi vedremo…”

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