Loris Baz, Superbike

Superbike, Loris Baz: “Sportellate in Australia? Sono le gare che mi piacciono”

A Phillip Island il francese di Ten Kate è finito fuori pista a 250 km/h per evitare Toprak, riuscendo a non cadere. Vittoria in fumo? "Ci saranno altre occasioni..."

9 marzo 2020 - 18:47

Loris Baz a Phillip Island era un fulmine. Velocissimo nei test pre gara, sempre tra i protagonisti nelle sessioni del round d’apertura. Aveva il potenziale da podio, magari sui gradini più nobili. In gara 2 era lì a giocarsi il successo con sei compagni di viaggio scatenati. Entrate micidiali, gomitate, gran carenate. L’agitazione era al massimo, quando alla curva tre, la più veloce del Mondiale, il ragazzo francese si è trovato Toprak Razgatlioglu piantato in mezzo alla traiettoria…

“Prima di raccontarvi cos’ho provato in quell’istante, devo premettere che alla 3 si va veramente molto, molto veloce. Ero molto forte in quella curva, percorrevo una traiettoria un po’ esterna per poter puntare l’intero alla 4, il tornantino a destra. Lì ne ho passati tanti, e a tre giri dalla fine mi stato preparando ad attaccare Toprak con la stessa dinamica. Quando eravamo in piena traiettoria, lui ha avuto un problema alla moto e…”

Già, Toprak è rimasto senza benzina, ed ha rallentato di colpo…

“Ha dovuto rialzarsi, eravamo molto vicini e siamo stati molto fortunati a non toccarci. Sono finito sulla sabbia ad altissima velocità, ho provato a rallentare quanto più potevo, provando a non cadere e non coinvolgere nessuno. Vedevo avvicinarsi la quattro, ma ero nell’erba e non potevo frenate. In qualche modo ce l’ho fatta, sono rientrato in pista, ma avevo perso tanto tempo e ogni possibilità di vincere.”

Hai portato a casa 20 punti: due settimi e un ottavo posto.

“Non mi piace parlare di sfortuna, perchè la fortuna devi provocarla. Ma stavolta ho molto da recriminare. Rea aveva la sua strategia, andava piano perchè non voleva rovinare le gomme per giocarsi tutto alla fine. Ho sapevo di potere mantenere un passo più alto senza avere problema di usura di gomma. La strategia di Rea per me era pericolosa, perchè la mia Yamaha ha il motore 2019 e in rettilineo pagavo tanto. Il gruppo era così numeroso che temevo mi potessero passare tutti. Volevo andare in testa e spingere, per provare a fare il break. Sono convinto che senza la disavventura con Toprak ce l’avrei fatta…”

Con che stato d’animo sei rientrato in Europa?

Avrei voluto fare molti più punti. Però sono orgoglioso di aver dimostrato che Yamaha Ten Kate e Loris Baz se la possono giocare, e non solo a parole. Abbiamo lavorato tantissimo, i tecnici sualla moto e io dal punto di vista fisico. Anche Yamaha ha fatto uno splendido sviluppo, la R1 è bella da guidare, mi sto divertendo tanto. Non vedo ora che arrivi la prossima gara.”

Puoi essere la sorpresa 2020, anche senza essere ufficiale?

“Abbiamo lavorato sulla qualifica, gli altri nostri punti deboli erano la partenza e il ritmo nei primi giri, con le gomme nuove. Pensiamo ad aver fatto passi avanti, conservando il nostro punto di forza del ritmo nel finale, con le gomme finite”.

La Yamaha che potenziale ha?

“Da quando la guido dico che la R1 va molto forte. Però devi capire come guidarla. Andare forte con questa moto è facile, ma fare l’ultimo passo, cioè andare fortissimo, può diventare più duro che con altre moto. Devi capirla bene”.

A Jerez avrai finalmente il motore 2020?

“Si, questo è l’obiettivo. Al 99% ce l’avrò”.

I risultati di Phillip Island sono attendibili?

“E’ vero, è una pista speciale. Però è anche vero che quelli forti erano tutti lì davanti. Io non guardo così tanto gli avversari, mi fido del nostro lavoro. Sono sicuro che con Yamaha Ten Kate starò davanti l’intera stagione”.

Pensi che Jonathan Rea sia ancora il principale favorito?

“Sarebbe irrispettoso pensarla diversamente: lui ha vinto gli ultimi cinque Mondiali. Però quest’anno siamo in tanti lì vicini. Per provare a batterlo bisognerà avere continuità, raccogliere tanti punti anche nei round più difficili.”

Abbiamo visto tante sportellate: non state esagerando?

“Queste sono le gare che mi piacciono. In gara 2 c’è stato casino nel gruppo, ma non ho visto niente oltre il limite. Nella prima invece Lowes mi ha quasi buttato fuori pista, andavamo a 300 km/h. Dopo la gara sono andato a parlarci, perchè così diventa molto pericoloso. Lui si è scusato, è finita lì.”

Non siamo andati in Qatar. Come l’hai presa?

“Spero che la recuperino, perchè quella gara è speciale: mi piace tantissimo correre a Losail.”

Da te in Francia come ve la passate con il Covid-19?

“E’ difficile capire, io continuo a fare le stesse cose. Solo che martedi non prenderò l’aereo per il Qatar. Mi dispiace molto.”

Ne usciremo?

“Mi è piaciuto quanto ha detto l’allenatore del Liverpool, Jurgen Kloop: “Se vuoi sapere, devi chiedere alle persone che sanno”. Per cui io non so risponderti se tutta questa emergenza sia giustificata. Speriamo che passi presto.”

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