La prima grande opportunità mondiale.
Alessandro Di Persio infatti disputerà il suo primo fine settimana di gare nel Mondiale Supersport 300. Correrà con la Yamaha YZF-R3 di
ARCO Sash MotoR University Team, che si vede costretto a rinunciare sia a Gonzalo Sanchez che a Unai Calatayud per infortuni accusati nel primo round a Portimao. Il 18enne abruzzese,
tra i vittoriosi protagonisti dei primi FIM ICG e quest'anno nuovamente in R3 World Cup con quella stessa struttura spagnola, da domani sarà in azione ad Assen, circuito che ospita il
terzo round del WorldSBK, il secondo per la classe 300.
Alessandro Di Persio, quand'è arrivata questa occasione?
A Portimao Gonzalon [Sanchez] s'è fatto male durante la Superpole, successivamente s'è fatto male anche Unai [Calatayud] in Gara 1. Gonzalo si sapeva che non avrebbe corso ad Assen, per Unai invece c'era il dubbio. Se non ricordo male, sabato scorso mi hanno chiesto se potevo andare ad Assen e abbiamo accettato. Diciamo che non potevo rifiutare!
Una grande emozione per te.
Sì, ma dovrò tenerla a bada, non voglio fare errori! Sarà la prima volta in sella a una Yamaha del Mondiale Supersport 300 e cambia molto rispetto a quella della R3 Blu Cru World Cup. Prima di tutto la potenza, ma anche ciclisticamente: quest'anno nella R3 Blu Cru le altezze sono bloccate e sono le stesse per tutti, nel Mondiale invece si può variare. Dovremo trovare la quadra velocemente, visto che abbiamo solo un turno di prove e poi le qualifiche.
Obiettivi per questo esordio nel Mondiale Supersport 300? Correrai ad Assen.
La mia pista preferita! Mi dispiaceva non tornarci, ci sono rimasto malissimo quando ho visto il calendario senza Assen. Sono rimasto male anche per Magny-Cours. Quando me l'hanno detto è stato un sollievo! [risata] Come obiettivi, voglio imparare, fare esperienza e divertirmi. Potrò girare e guardare da vicino i veterani, i più forti nel mondo in 300, quindi tenere d'occhio quello che fanno, come guidano... Posso vedere da vicino cosa fanno di diverso da me. Questo mi emoziona molto. Se voglio imparare a guidare bene una 300, meglio di così non si può fare.
Una nuova sfida dopo un inizio di stagione a due facce in R3 World Cup.
Podio in Gara 1, in Gara 2 mi hanno buttato per terra... Sarebbe stato brutto aspettare fino a Misano! A Portimao però è stato il top, meglio di così non potevo fare. Sappiamo quanto la 300 sia una categoria in cui la scia conta molto, quindi anche se qualcuno è più lento riesce comunque a lottare per la vittoria. Sapevo però di essere tra i più veloci. In Gara 1 comunque ho sbagliato io nell'ultimo settore e non sono riuscito a restare vicino al primo. Gara 2 invece è stata sfortunata, in parte può dipendere anche da me perché dovevo rimanere più avanti nel gruppo. Nel complesso però sono contento, col team mi trovo da paura fin dai test e sono carichissimo. Sarà una stagione bella, ci divertiremo.
Una carica in più arriverà anche da questo "premio" nel Mondiale Supersport 300, giusto?
Più che un premio, secondo me è un incarico. Gli altri due piloti sono unfit e hanno chiamato me per completare il lavoro che dovevano fare. Io la vedo così. Il team poi è stato molto contento di com'è andata a Portimao, subito dopo la caduta la prima cosa che mi hanno detto è che non era stata colpa mia. So che loro vedono qualcosa in me, sento che valgo qualcosa e sono contento di stare con loro.
Per finire, ci racconti qualcosa degli Intercontinental Games dello scorso dicembre?
È arrivato un bel titolo! È stata un'esperienza incredibile. Girare lì con Mahendra, il campione Supersport 300 in carica... È stata combattutissima, lottare per la vittoria contro uno come lui è stato magico! Mi sono divertito tanto, poi aver vinto è stato ancora più bello. Ho imparato molto come lavoro di squadra, l'anno scorso non avevo compagni di box e lì me ne sono trovati sette! Ho anche dovuto fare molta più attenzione ai dettagli, le gare poi sono state ancora più pazze di quelle della R3 Blu Cru, una vera battaglia.