ESCLUSIVA Andrea Locatelli: “Ho dimostrato a me stesso di valere qualcosa!”

Andrea Locatelli racconta il titolo nel mondiale Supersport, frutto di 12 vittorie in 15 gare. Nel 2021 sarà in Superbike con Yamaha ufficiale. L'intervista.

4 novembre 2020 - 7:50

Andrea Locatelli, che stagione! Ben 12 vittorie in 15 gare, 13 podi in totale, più 7 pole position in 8 qualifiche nell’arco di tutto il 2020, oltre al titolo di Campione del Mondo. “Loka” ha conquistato il mondiale con ben 4 gare di anticipo, lasciando soltanto le briciole agli avversari nella sua stagione di debutto con Bardahl Evan Bros dopo 6 anni nel Motomondiale (3 in Moto2, 3 in Moto3). Un dominio che forse neanche Locatelli poteva aspettarsi, iniziato in Australia nel primo round stagionale prima ancora dell’arrivo del Coronavirus.

Chi parlava di “retrocessione” si è dovuto ricredere e rimangiare tutto: dopo 6 stagioni nel Motomondiale, Locatelli si è rimesso in gioco e ha accettato una nuova sfida. Il tempo è galantuomo, dando ragione alla sua dedizione e al suo grande talento con una stagione da assoluto dominatore in Supersport, che gli è valsa la Yamaha ufficiale in Superbike. Se questa è una retrocessione…

Andrea, che stagione! Quali sono stati i segreti?
Il team Bardahl Evan Bros ha dimostrato di tenerci fin dal primo giorno. Nei primi test a Jerez il tempo era brutto e la squadra ha scelto di spostarsi ad Almeria, facendo chilometri per lavorare. Lì ho capito che volevano vincere, è stato un primo segnale. Oltre a ciò, il rapporto con team e moto è stato positivo, ci siamo capiti subito. Mi hanno trasmesso la loro passione, dentro e fuori dalle corse: in loro ho visto molto e mi hanno aiutato tanto. Avere cambiato aria mi ha agevolato: volevo rilanciarmi, probabilmente ho creduto troppo poco in me stesso. A volte ho creduto di non essere all’altezza, invece ho potuto dimostrare che valgo qualcosa! Il mondo dei motori non è semplice e riuscire ad esprimere il 100% non è mai banale.

Cosa hai trovato di speciale in Evan Bros?
Hanno dimostrato di essere una squadra che potrebbe essere competitivo anche nel Motomondiale. Mancherebbe esperienza, essendo loro nati con le derivate di serie: hanno creato un bel progetto, come dimostrano questi anni di Supersport. Ho visto fare cose mai viste: per me è un team di eccellenza con tantissima passione e questo viene ripagato con i risultati che stanno ottenendo. Il Campione del Mondo sono io, ma senza di loro non ce l’avrei mai fatta. Quando si sale in moto non si è mai da soli, ho trovato un grande appoggio per dimostrare il mio potenziale.

Si è parlato anche del passaggio in SBK proprio con Bardahl Evan Bros: ti sarebbe piaciuto?
Non c’è mai stata un’occasione, sono momenti difficili. C’era interesse da parte di Yamaha, ma hanno già i loro team di riferimento. Il desiderio è rimasto nei cuori di tutti, ma mai niente di concreto. Sarebbe stata una cosa carina e mi sarei messo in gioco, conscio del fatto che anche per loro sarebbe stata una nuova avventura. Avrei avuto piacere nel continuare con loro perché si è creata un’atmosfera bellissima, non ci è mai mancato niente. Siamo stati impeccabili, ma bisogna considerare che la SBK sarebbe stata diversa. Il lunedì con Yamaha ho potuto constatare che il team sarebbe stato un po’ da ricostruire in caso di salto nel mondiale Superbike.

C’è stato un momento in cui hai capito di poter vincere il mondiale?
In realtà ho affrontato ogni weekend con il mantra del ‘mai dire mai’. Avevamo molti punti di vantaggio, ma il mondiale poteva riaprirsi: ciò che è accaduto a Cluzel poteva succedere a me. Avrei perso round, gare e punti. Avevo capito di essere all’altezza di poter vincere, ma non mi aspettavo di poter mantenere questa costanza. Ad Aragon, per esempio, abbiamo corso per due weekend di fila: dopo avere vinto due gare consecutive la distanza dai rivali si accorcia. Invece il sabato successivo abbiamo vinto alla stragrande e anche la domenica siamo riusciti a portare a casa la vittoria.

Barcellona, Gara 2: tagli il traguardo e hai vinto il mondiale. Cosa hai provato?
Ho fatto fatica a realizzare, mi sentivo pesante a Barcellona; ero un po’ teso e rigido. Nei 200/300 metri di rettilineo sono tornato leggero, mi sembrava di volare! Non so bene quale sia la ragione, è come se mi fossi liberato di tanti sassolini dalle scarpe. Realizzi cose che non ti sembrano vere, invece è successo davvero! Barcellona è stata magnifica, così come il rientro a casa: ho visto la gente del fan club e i miei amici, la cosa mi ha reso molto felice. È stato come tornare ad avere un po’ di normalità.

Hai parlato di “togliere alcuni sassolini dalle scarpe”.
Per me significa concretizzare quello che si fa. Lotto per cercare di vincere, per migliorarmi e per fare bene. Quando i risultati non ci sono tutto diventa più stressante. Per anni ho fatto fatica a portare a casa quello che volevo ottenere. I risultati in Supersport sono stati più che brillanti; ogni giorno mi alleno, dedico del tempo per farlo. Vincere è stato un grande risultato: sapendo i sacrifici che fai vuoi anche il risultato. Lavori per farti piacere il tuo lavoro, ma anche per ottenere delle grandi soddisfazioni.

Parliamo di 2021: com’è stato l’impatto con la Superbike?
Ci tenevo a provarla, non era sicuro che riuscissi a girare in Portogallo. Non volevano che ci fosse pressione ed eventualmente potevamo aspettare per fare le cose con calma. Quando abbiamo capito invece che c’era l’opportunità di provare subito la moto all’Estoril ho spinto per poterlo fare, anche se abbiamo completato pochi giri. Credevo fosse una cosa importante per farmi un’idea della categoria: ho avuto le idee più chiare, mi sono tolto dei dubbi e ho percepito le caratteristiche della moto. Ho conosciuto inoltre la nuova squadra e spero di poter effettuare il test a Jerez a metà mese, per andare avanti con il lavoro e conoscere di più la R1.

Cossa ti aspetti dalla prossima stagione?
Sarà tutto nuovo per me: cambiano i riferimenti, la velocità… Sarà una stagione in cui cercherò di dare il 100%. Voglio spingere i miei obiettivi il più in là possibile, migliorare gara dopo gara. Sono consapevole di poter fare un gran bel lavoro con il team Yamaha, sfrutteremo le migliori occasioni per ottenere bei risultati. L’obiettivo è crescere, fare bene e lavorare, imposto sempre in questo modo il mio focus. Ciò che faccio mi piace tantissimo e cercherò di migliorarmi il prima possibile. Sono abbastanza impostato perché mi piace essere professionale, mi piace mantenere i miei ritmi. Dare un giudizio su come potrà essere il 2021 in Superbike adesso è difficile. Punto anche a qualche podio, spero di poter partire con il piede giusto ed essere competitivo.

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