Ducati, Panigale V2

Ducati, prove di futuro con Panigale V2 955 e Randy Krummenacher

Ducati prova a Misano la Panigale V2 955 con l'ex iridato Randy Krummenacher. Obiettivo correre il Mondiale Supersport, sempre che il regolamento cambi...

23 ottobre 2020 - 17:15

La Ducati sta provando a Misano la Panigale V2 955 sperando che questo modello possa gareggiare in Supersport. Perchè accada serve che Dorna e FIM deroghino gli attuali limiti di cilindrata della serie cadetta, che attualmente sono: 600 cc per le quattro cilindri, 675 per le tre cilindri, 750 per moto a due cilindri. Alcune case (Triumph, MV Agusta e Ducati), oltre al promoter stesso, auspicano l’adozione di sistemi di bilanciamento per equilibrare le prestazioni di differenti modelli di cubatura più ampia. E’ difficile che questa rivoluzione veda la luce nel 2021; salvo sorprese se ne riparlerà in ottica 2022, sperando che nel frattempo sia finita l’emergenza virus.

Barni con Krummenacher

Ad occuparsi di questo primo stadio di sviluppo è il team Barni, che ancora non ha deciso i programmi sportivi per il 2021. L’obiettivo è raccogliere informazioni e dati utili per lo sviluppo e per svolgere quest’attività è stato convocato lo svizzero Randy Krummenacher. Iridato nel 2019 con Yamaha, si era accasato in MV Agusta, salvo lasciare burrascosamente la squadra durante il lockdown, con coda di accuse e ripicche incrociate.

Marco Barnabò: “Ci faremo trovare pronti”

Abbiamo chiesto a Ducati di poter fare un test con la Panigale V2 955 per essere pronti qualora arrivassero novità dal regolamento del Mondiale Supersport e dai campionati nazionali” spiega Marco Barnabò, titolare della formazione bergamasca. “Volevamo capire quali fossero le prestazioni della nuova Panigale V2 in rapporto a quelle di altre moto che fanno la Supersport ormai da anni. Il progetto sarebbe intrigante perché se, in futuro, alla nuova Supersport potranno partecipare moto con cilindrate diverse e un sistema di equilibrio delle prestazioni, la categoria diventerebbe davvero propedeutica alla Superbike”

Le novità CIV non sono la soluzione

“Con la situazione attuale e con il regolamento che si profila nel CIV Superbike 2021, la distanza tra la moto del campionato nazionale e quella del mondiale Superbike resta troppo marcata e per un pilota è molto dura fare il salto. Per noi ducatisti utilizzare una moto nella classe media sarebbe un’ottima opportunità per lavorare con i giovani, come facevamo nella vecchia Superstock”.

2 commenti

Ringhietto
21:18, 23 ottobre 2020

Anni fa quando in SBK correvano cilindrate diverse era sempre un delirio di opinioni su chi fosse favorito o penalizzato dal regolamento.
Da quando tutti usano il 4 cilindri 1000 sembra che il tutto si sia calmato…salvo poi far correre una 1100 nel CIV ma va beh…
Perché riaccendere la confusione in supersport? Perchè Ducati non sa fare una 600? Beh problema suo..
Perché non la smettiamo con le SBK pompate e non torniamo alle SBK stock? Ma non quelle da 1000 pezzi…
In BSB si vede uno spettacolo strepitoso, possibile che non si riesca a copiare anche a livello internazionale?

    Nikt
    8:22, 24 ottobre 2020

    Daccordo al 100% con la tecnologia di oggi basta poco per far andare un motore di piu. Il CIV con la RSV 1100 fa ridere e nonostante tutto Pirro riesce ancora a difendersi con 100cc. in meno.
    Secondo me potrebbero cambiare le regole sulle immatricolazioni permettendo di fare dei modelli da strada con cubatura maggiore per migliorare coppia e guidabilita. Poi imponi il basamento e lasci rifare i cilindri a tutti oppure riduci la corsa.
    A quel punto niente scuse dalla FIM, niente tarocchi sui numeri di giri solo variazioni sulle zavorre.
    Ducati potrebbe tranquillamente fare un v4 da 600 e mettere la parola fine alla querelle sui frazionamenti.
    Sarebbe bello avere il parere di qualche motorista sulla fattibilita.

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