Alvaro Bautista

Alvaro Bautista: “Alla prima curva non ho sbagliato io”

Le Ducati ufficiali si sfiorano alla prima curva, lo spagnolo finisce fuori e addio possibilità di giocarsela con Jonathan Rea

7 settembre 2019 - 17:29

Dopo le cinque cadute (e un ritiro) nelle ultime dieci corse, ad Alvaro Bautista mancava solo il contatto in famiglia. L’ingresso in prima curva di Chaz Davies è stato molto aggressivo, ma il gallese non ha fatto niente di più che azzeccare una partenza da favola, affondare la frenata e impostare la traiettoria più propizia. All’ex leader del Mondiale non è rimasto altro che rialzare la moto e tirare dritto nella via di fuga. Così la probabile sfida a Jonathan Rea è sfumata ancora prima di cominciare (qui cronaca e classifica di gara 1)

“Ero all’interno della curva, su una linea molto più interna del normale proprio per proteggere la linea migliore” è stata la spiegazione di Alvaro Bautista. “Chaz è arrivato alla mia destra, molto più interno di me. Non potevo far altro che rialzare la moto, per non toccarci. Non so onestamente se ci siamo toccati comunque. Sulla sinistra avevo Alex Lowes, è stata fortuna evitarlo. Poi sono finito largo e ho perso tantissime posizioni. Se avessi provato a chiudere la mia traiettoria, io e Chaz saremmo caduti entrambi.” 

Perchè nei primi giri hai girato così piano?

Ho cercato di prendere il mio ritmo, ma sorpassare gli altri piloti era difficile. Quando guido la solo con la Ducati riesco a fare la mia linea a curare tutti i dettagli per essere veloce, mantenere una buona percorrenza. Ma quando ci sono avversari davanti, devo frenare prima e più forte. Così perdo tempo e ritmo. Ho capito che l’unica possibilità era lanciarsi forte dall’ultima curva e approfittare del rettilineo. E’ vero, all’inizio ho perso davvero tanto tempo…Con la Ducati vai forte se guidi preciso e con avversari in mezzo non è possibile.”

Nel finale giravi più forte di tutti, anche di Jonathan Rea…

“Da solo riuscivo ad essere molto veloce. Purtroppo è andata così. Un peccato perchè quando le gomme erano fresche sarebbe stato il momento per spingere avevo avversari in mezzo. Poi alla fine andavo forte, ma era tardi”.

La spalla sinistra ha retto. Come ti senti?

“Temevo che sui venti giri potesse darmi fastidio. In gara non ho sentito niente. Forse l’adrenalina, la tensione, è andato tutto bene. Adesso sta cominciando a farmi male. Andrò in Clinica Mobile e domattina vedremo che succede.”

Quanto ti secca aver perso un’occasione così?

“Eravamo veloci, avevamo un bel ritmo. Purtroppo per una ragione o per l’altra non riusciamo a concludere. Non è stata colpa mia, così come a Laguna Seca, che è stata la chiave della stagione. In gara 1 sono caduto senza un perchè, non stavo spingendo. Al via della Superpole Race un altro pilota (Toprak Razgatlioglu, ndr) mi ha toccato, non potevo farci niente. Stavolta almeno non sono caduto…”

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