Supersport Gonzalez

Non solo Martin: Most lancia Gonzalez, l’altro astro iberico in Supersport

Week end memorabile per lo spagnolo del team ParkinGO che coglie due podi, Superpole (il più giovane di sempre) e record della pista nel mondiale Supersport

9 agosto 2021 - 14:34

di Stefano Bergonzini

Ci voleva l’estate, la stagione degli amori e del sol Leone per farci comprendere che il motociclismo internazionale ha trovato un nuovo protagonista. Manuel Gonzalez è del segno del Leone, mercoledì 4 agosto ha festeggiato 19 anni ed è dal 25 giugno scorso, quando debuttò in Moto2 ad Assen con una Forward MV Agusta in sostituzione di Lorenzo Baldassarri, che le cronache del motociclismo spagnolo, hanno cominciato ad occuparsi di lui. Dopo l’esperienza nel motomondiale portata a termine positivamente con un 22esimo posto, la crescita del pilota è stata esponenziale. Due sesti posti sempre ad Assen con la Yamaha R6 del team ParkinGO. Poi a Most 2 podi, Superpole, record della pista, più giovane pilota in Superpole Supersport di sempre, terzo più giovane sul podio dal 1997 a oggi.

Non so se sia stata l’esperienza in Moto2 a darmi la spinta giusta per andare forte, di sicuro però è stata eccitante – spiega Speedy Gonzalez – sono stato avvertito all’ultimo, non sono arrivato in tempo per le FP1 e sono salito su una moto di quella potenza, che non avevo mai provato prima, direttamente all’FP2 per di più sul bagnato. Ho chiuso il turno 13mo e la gara 22mo. Ho cercato di portarmi a casa tutto il possibile da quella esperienza che di sicuro mi ha fatto bene”.

Poi però un mese dopo, sempre ad Assen, per il Round della Supersport si è infortunato al braccio destro.

Non si è trattato di un vero e proprio infortunio ma di una sindrome compartimentale. Da metà gara mi si induriva l’arto impedendomi di frenare e dare gas – racconta – Ad Assen in Supersport avevo una buona moto per lottare per il podio, ho mantenuto per quasi tutta la Gara 1 la P4 ma il dolore all’avambraccio mi ha costretto a chiudere il gas e finire sesto. In Clinica mobile abbiamo provato a risolvere con impacchi di argilla e massaggi, ma il giorno dopo il problema si è ripresentato. Ho dovuto di nuovo rallentare e accontentarmi del sesto posto ancora”.

A quel punto cosa è successo?

Mi sono consultato con il team manager ParkinGO Edoardo Rovelli, con Giuliano Rovelli e con Julian Simon della Moto2 che conosceva il medico giusto. Mi ha subito fissato un appuntamento con il dottor Angel Villamor che il 27 luglio mi ha operato a Madrid con pieno successo”.

Ed è arrivata Most, dove lei è esploso, anche se non ha vinto.

Most mi è piaciuta da subito – racconta – ci eravamo andati con Edoardo Rovelli e il team prima di Assen per provare a girarci con una moto di serie. Il primo tratto è molto rovinato, poi ci sono una serie di curve strette dove devi passare sempre all’interno senza sprecar strada. Nonostante i due podi e la Superpole mi è rimasto in bocca l’agrodolce della mancata vittoria. Eravamo velocissimi, una moto perfetta, la scelta di gomme del ParkinGO team (SCO più dure al posteriore ndr) stava pagando. 

La prossima è a Navarra, lì giochi in casa

“Già a Most è mancato un soffio vincere, sia sabato dove la gara è stata interrotta prima, che ieri quando avevo passato tutti ed ero il più veloce in molti tratti del circuito. Ma a Navarra voglio vincere, è una pista che conosco bene, ci ho vinto nel Campionato Spagnolo Moto3. Da qui a fine anno sarà così, continuiamo a lavorare al massimo con la voglia di portare a casa tutto”.

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