Al Tourist Trophy le sorprese sono nell'ordine delle cose, ma chi se l'aspettava una Honda così? La marca giapponese per anni si è dovuta inchinare alla supremazia BMW, ma quest'anno è cambiato tutto. Con un super
Dean Harrison la CBR-RR gestita dalla filiale britannica (e la benedizione HRC...) ha fatto in vuoto in Superstock. Gara 2 è stata copia conforme della prima sfida: Deano è partito a razzo e ha guadagnato vantaggio ad ogni intermedio dei tre giri previsti. Neanche il pit stop per rifornimento e cambio gomma posteriore ha cambiato le carte in tavola. Il quinto successo in carriera non è mai stato in discussione. Lo squadrone BMW, orfano dell'infortunato
Peter Hickman, si è dovuto inchinare: Davey Todd non è mai stato in partita e l'unica gioia è stata tenere a bada Sua Maesta Michael Dunlop. Adesso per assegnare la palma del miglior road racer 2025 bisognerà attendere il Senior TT che nella giornata di sabato chiuderà il programma della gara di moto più antica.
Harrison in scioltezza doppietta al Tourist Trophy
In gara 1 Dean Harrison aveva impresso alla Superstock un ritmo indiavolato segnando un impressionante 16'40"998, a soli quattro secondi dal primato assoluto del Mountain Circuit stabilito due anni fa da Peter Hickman con la BMW in 16'36"115. Stavolta l'ha potuta gestire con maggiore tranquillità, si fa per dire visto che parliamo di tre giri a perdifiato a 212 km/h di media! Al primo passaggio un eccellente 16'57"715 è stata l'ipoteca sul trionfo: una volta la barriera dei 17 minuti sembrava un muro invalicabile, oggi cade con una frequenza impressionante. Davey Todd con la Superstock non sembra così incisivo come con la Superbike, ma da due anni a questa parte i Re dell'Isola devono ogni volta fare i conti con il biondino britannico.
Michael Dunlop quanti problemi
Il recordman del Tourist Trophy, 32 successi, è sceso dalla BMW M1000RR molto corrucciato. La sua partenza è stata veramente lenta, tanto che al primo rilevamento di Glen Helen aveva già accomulato un divario di sei secondi da Harrison, cresciuto progressivamente fino ai 32 secondi di passivo finale. MD ha pagato problemi elettronici che hanno mortificato le sue aspirazioni. Potrà sicuramente riscattarsi nella gara 2 della Superstock che, da programma dovrebbe disputarsi nella tarda serata odierna.
E gli italiani? Due
Stefano Bonetti, con la Honda Speed Motor, è arrivato 25°. Anche stavolta il bergamasco è partito un pò freddo, pregiudicando la possibilità di un risultato migliore. Al terzo e ultimo giro è andato veramente forte: 18'02"647. Due posizioni dietro con la BMW del team Crowe Performance. Invece Andrea Majola si è ritirato al termine del primo giro. Nella Supertwins sarà un'altra musica...