Jonathan Rea resta il pilota da battere ma
Marco Melandri è già in scia pronto a ribaltare con la Ducati le sorti di una
Superbike da due anni saldamente in mano alla
Kawasaki.
Nella giornata finale dei test ufficiali in vista dell'apertura Mondiale a
Phillip Island Melandri è arrivato ad appena 30 millesimi dal riferimento di Rea, una prestazione che scalderà in maniera esponenziale l'attesa per il primo round della
Superbike 2017. Il 34enne ravennate tra l'altro è stato il più veloce nella sessione pomeridiana più indicativa in ottica della gara che scatterà alle 15 locali, le 5 del mattino in Italia sabato (gara 1) e domenica (gara 2).
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“Ho avuto buone sensazioni fin dai primi giri con la Ducati, per cui un po' me l'aspettavo” ammette Melandri. “Siamo andati forte, abbiamo trovato una strada molto interessante per la messa a punto ma credo che la gara sarà più difficile e che Rea abbia un paio di decimi nel taschino.”
Già, il nordirlandese chiude da dominatore il campionato d'inverno avendo registrato il miglior tempo su ogni tracciato: Aragon, Jerez (due volte) e
Phillip Island. Il suo il giro veloce assoluto dei due giorni in 1'30”545. “
La Kawasaki è cresciuta molto, devo un grande grazie a tutti i tecnici” riconosce
Jonathan Rea.
“Non ho fatto una simulazione completa ma usato la stessa gomma per una ventina di giri con risultati molto confortanti.” Il numero uno ha parlato anche dell'arrivo di Melandri.
“E' un pilota forte, qui ha vinto anche in MotoGP ma io non guardo tanto chi c'è in pista, il mio obiettivo è stare davanti a chiunque.”[caption id="attachment_120173" align="alignright" width="300"]

Melandri ha vinto il primo confronto interno con
Chaz Davies staccato di 318 millesimi dal compagno di squadra che gli ha preso la scia all'ultimo giro, quello buono. "
Però avevo gomme da gara, anche molto usate" puntualizza Melandri. Comincia bene anche l'avventura di Lorenzo Savadori in Aprilia Milwaukee, la formazione britannica che gestirà le RSV4 RF fornite da Noale: settimo tempo in 1'31”449 segnato nell'ora più calda, con pista meno veloce. Alex De Angelis (Kawasaki Pedercini) chiude con l'undicesimo tempo, diciottesimo
Riccardo Russo incappato in una rovinosa caduta (pilota OK) che ha mandato distrutta la Yamaha Guandalini. Chiude le fila Ayrton Badovini ventunesimo con
Kawasaki Grillini. Delude la novità
Honda Fireblade SP2 con Hayden e Bradl nelle retrovie, ma lo sviluppo è appena cominciato.
I tempi finali (combinati): 1. Rea (Kawasaki) 1'30"545; 2. Melandri (Ducati) 1'30"575; 3. Davies (Ducati) 1'30"893; 4. Sykes (Kawasaki) 1'31"044; 5. Fores (Ducati) 1'31"226; 6. Camier (MV Agusta) 1'31"293; 7. Savadori (Aprilia) 1'31"449; 8. Lowes A. (Yamaha) 1'31"629; 9. Torres (BMW) 1'31"673; 10. Krummenacher (Kawasaki) 1'31"783; 11. De Angelis (Kawasaki) 1'31"794; 12. Laverty (Aprilia) 1'31"882; 13. van der Mark (Yamaha) 1'31"936; 14. Hayden (Honda) 1'31"952; 15. Reiterberger (BMW) 1'32"071; 16. Ramos (Kawasaki) 1'32"206; 17. Brookes (Yamaha) 1'32"396; 18. Russo (Yamaha) 1'32"771; 19. Bradl (Honda) 1'32"796; 20. Jezek (Kawasaki) 1'32"856; 21. Badovini (Kawasaki) 1'33"139.
Foto Diego De Col