Sarà la notte della fine di un'epoca. Sabato in
Qatar finisce la corsa della Panigale V2, che era iniziata nel 2012. Passerà alla storia come l'ultima Ducati
Superbike bicilindrica e unico modello in rosso a non aver conquistato il Mondiale. Lascia spazio all'attesissima Panigale V4 R, che debutterà in Australia il 23-24 febbraio nell'apertura del campionato 2019. Ma Losail potrebbe anche essere teatro dell'ultima recita di
Marco Melandri, che a 36 anni è stato appiedato daala Ducati e non ha ancora spiragli 2019.
Qui gli orari in pista e in TVPORTE CHIUSE - Nel Mondiale le porte sono ormai drammaticamente tutte chiuse, teoricamente resterebbe una Honda CBR-RR libera, ma il pilota ravennate non sembra in cima ai desideri di una squadra che - a fine ottobre - non ha ancora definito la scelta dei piloti, la gestione tecnica e il motorista. Melandri posta sui social immagini di spettacoli di strada "ecco di cosa mi occuperò nel 2019", lasciando intendere di avere poche opzioni sul tavolo. A meno di non accettare nuove sfide: un pilota come Melandri, per esempio, potrebbe trovare spazio nell'Endurance, dove i Costruttori stanno tornando ad impegnarsi al massimo livello, e - essendoci tre piloti per moto - lo spazio non manca...
PISTA USA - Nelle scorse settimane si è parlato di interesse verso il MotoAmerica, la serie
Superbike Usa. Ma lì il problema è che il livello è assai basso e l'impegno delle Case inesistente, a parte Suzuki e Yamaha che hanno già completato gli schieramenti. Fonti Usa riportano che la Ducati avrebbe assicurato la disponibilità di una V4 R ma - ad oggi - non c'è un team che abbia soldi e capacità tecnica per gestire un programma del genere con un pilota "normale", figuriamoci uno come
Marco Melandri che oltre a volere un ingaggio, ha pretese tecniche da pilota top level.
PODIO - Peccato, perchè Melandri resta uno dei migliori e da agosto in avanti, cioè da quando è stato "tagliato", le prestazioni sono migliorate: quattro volte sul podio in sei gare. Il progetto è chiudere in bellezza. "Losail è uno dei tracciati più divertenti e spettacolari in calendario. Correre di notte, poi, lo rende speciale, anche se la preparazione alla gara non cambia. È una pista scorrevole, con molte curve da raccordare, e quindi si addice abbastanza alle mie caratteristiche di guida. Stiamo lavorando bene insieme a tutta la squadra e, dopo il doppio podio in Argentina, mi aspetto di essere competitivo anche qui. È molto importante per noi chiudere con una prestazione degna di nota”.