Caso Dovi: Aprilia insiste “La pinna Ducati dà deportanza”

Aprilia insiste: "La pinna Ducati è un triplano che assicura carico aerodinamico, non siamo noi a dover dimostrare l'accusa, è tutto molto chiaro"

12 marzo 2019 - 11:15

“La pinna Ducati dà deportanza“. Aprilia ha dato il via alla protesta contro il deflettore montato sul forcellone della GP19 e insiste sulla propria posizione, confortata dall’appoggio di KTM (qui la dichiarazione di Pit Beirer), Honda e Suzuki. La vittoria di Andrea Dovizioso in Qatar è sub judice, sull’appello deciderà la corte FIM entro quattro settimane. Successivamente la parte sconfitta potrebbe rivolgersi al Tas (qui i dettagli).

“Perchè a noi no?”

Massimo Rivola, nuovo amministratore delegato di Aprilia Racing, spiega com’è nato il reclamo. «Nell’ultima gara dell’anno scorso a Valencia la Yamaha aveva utilizzato una specie di cucchiaio attaccato al forcellone che in caso di pioggia divide l’acqua ed era stato considerato legale per principi di sicurezza. Con quella soluzione la Yamaha ci aveva aperto gli occhi. Tant’è che a inizio anno abbiamo chiesto al delegato tecnico se potevamo andare a sviluppare qualcosa in quell’area, dove sappiamo che c’è prestazione. La risposta di Aldridge del 19 febbraio ribadiva però che una soluzione simile “potrà essere montata solamente in condizioni di bagnato”. Di conseguenza ci siamo fermati».

“Il cucchiaio Ducati è un triplano”

«Che però è differente dal semplice cucchiaio Yamaha. Piuttosto è un triplano, ovvero un’ala che per sua definizione genera un carico aerodinamico — continua Massimo Rivola —. All’inizio abbiamo pensato che si trattasse solo di una prova ma, a una nostra domanda in tal senso, il 2 marzo il delegato ha mandato un chiarimento tecnico stranamente proprio su quella interpretazione, dove dà delle misure e stabilisce che non può generare carico. Che però quell’elemento lo faccia è abbastanza facile da intuire, come si può evidenziare in un semplice studio di fluidodinamica che fa capire come tutto quello che fai davanti ha effetto su quello che c’è dietro: in quella zona l’aria è velocissima, metti un triplano e generi carico. Non mi sembra che ci sia molto da discutere. C’è poi un altro punto da chiarire: un’ala non può essere mobile, questa in sé non lo è, ma se l’attacchi a un forcellone che è invece è mobile, ha un effetto differente a seconda che tu sia in una frenata o meno».

“Regole uguali per tutti”

«La nostra non è stata un’azione contro la Ducati, non vogliamo fare un dispetto a nessuno — continua Massimo Rivola —, tanto che avevo avvisato Gigi Dall’Igna che avremmo fatto reclamo nel caso lo avessero usato, visto che a noi era stato negato. E avevo informato pure Carmelo Ezpeleta. Vorremmo che le regole fossero chiare per tutti. Ci siamo trovati con Honda, Suzuki e Ktm ed erano d’accordo con la nostra posizione. Quello che trovo grave e mi lascia l’amaro in bocca è che la mail in cui ci veniva negata una simile soluzione è del 19 febbraio e dopo una settimana eccone un’altra di sicuro studiata a lungo dalla Ducati».

“Ducati dovrà spiegare ai giudici”

«Credo che non siamo noi a dover dire alla Federazione che quella soluzione crea un effetto aerodinamico — conclude Massimo Rivola —, semmai è la Federazione a dover dimostrare che non lo crea. Invece è stato rovesciato l’onere della prova. In più, nel respingere il ricorso, manca completamente una motivazione del diniego. Perché? Evidentemente non c’è. Per questo abbiamo proseguito con la nostra istanza per andare davanti a una corte differente, preparata ad ascoltare temi tecnici».

1 commento

lorenzoursan_14190819
17:21, 12 marzo 2019

Perdonate la mia di insistenza, ma, considerato quanto dichiara Rivola, a maggior ragione il reclamo andava fatto dopo il primo turno di prove del venerdì ed andava indirizzato verso le decisioni prese dal promoter, attraverso l’operato del delegato tecnico Aldridge, a cui è possibile imputare una “disparità di trattamento”, e forse scarsa competenza e superficialità.
Non certo verso Ducati che ha usato un componente che è stato approvato, e che è ben visibile, per tutto il week end di gara.

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