Motoestate round 5 2021

Motoestate, ultime emozioni a Cremona. Il recap ed i campioni 2021

In archivio un'altra emozionante stagione dei Trofei Motoestate. Il Cremona Circuit ha ospitato l'ultimo round, ecco com'è andata e chi sono i campioni 2021.

23 settembre 2021 - 9:23

Cala il sipario su un’altra intensa stagione dei Trofei Motoestate. Il Cremona Circuit ha ospitato il gran finale 2021, con tutti i titoli (tranne uno) ancora da decidere ed assegnati solo in occasione dell’ultimo round. La temuta pioggia non si è fatta vedere, permettendo così a tutti i protagonisti del MES di dare ancora una volta il massimo per chiudere al meglio il campionato. Bagarre, sorpassi e colpi di scena non sono certo mancati, per il gran finale di un’annata che ha visto protagonisti tanti piloti di talento. Giovani promesse e veterani che hanno dato di nuovo lustro a un campionato che non vede l’ora di proiettarsi al 2022. Intanto vediamo come si è conclusa questa stagione.

125/Moto4, Supermono

Un testa a testa tra Gabriele Balboni ed Emanuele Magnanelli, con quest’ultimo in vantaggio in classifica generale di sole sette lunghezze. La contesa ha premiato quest’ultimo, in perfetto controllo dell’avversario ed al traguardo al terzo posto assoluto: un piazzamento perfetto per portarsi a casa la corona 2021. La bandiera a scacchi ha decretato la vittoria di Andrea Vitali davanti a William Pisano, un successo per il primo che è valso il titolo Moto4.

In Supermono, rassegna dedicata alle monocilindriche, si prospettava un duello incandescente tra Daniele Scagnetti e Matteo Morri, separati da un solo punto in classifica generale. È quest’ultimo a spuntarla dopo una battaglia senza esclusione di colpi, assicurandosi così il campionato. Piazza d’onore per il mai domo Scagnetti, con Alessio Guarnieri a completare il podio. Da rimarcare il carattere internazionale della categoria, con anche il transalpino Gregory Penna tra i protagonisti. Il pilota francese conobbe il Motoestate nell’ultimo round dello scorso anno, una piacevole sorpresa incontrarlo di nuovo. Presenza che si aggiunge a quella dell’austriaco Frey, in azione nei primi round di una stagione interrotta prematuramente per infortunio.

La 300

Proseguiamo con la 300 Classe Viva, unica categoria con il titolo già assegnato. L’alfiere Dunlop Davide Conte era al via con il numero 1 virtuale sulla carena, ma nessuno si è risparmiato, dando vita a una gara ricca di battaglie e colpi di scena. Nei primi passaggi il trenino dei piloti si è spezzato in due gruppi, con l’ex MotoGP Bradley Smith, Davide Conte, Mattia Vignati e Davide Bollani in aperta competizione per il podio. A seguire un altro gruppetto di 10 piloti, capitanato da Fabio Lorenzini e Giacomo Zannoni, in lotta per la quinta piazza. Ma è in particolare in testa che è successo di tutto. Conte voleva certo festeggiare il titolo con una vittoria, ma all’ultima curva del quinto giro ecco la scivolata mentre tentava il sorpasso su Smith. Con Vignati poi sempre più staccato, sono rimasti in due per il successo, ovvero Bollani e Smith. Ne viene fuori una straordinaria una bagarre che certo rimarrà scolpita per sempre nella mente del quindicenne milanese. Alla fine vince l’esperienza di Smith, che ha infilato Bollani all’ultimo passaggio prendendosi la vittoria, 3° è Vignati.

Open

In 600 Open titolo assegnato a Simone Saltarelli ancora prima del via, vista l’assenza del rivale Niccolò Bianucci. Ma l’alfiere Dunlop ha dimostrato ampiamente il perché del titolo, imponendo un ritmo impossibile per i suoi avversari. Alle sue spalle bagarre tra Giacomo Gioia e l’inglese Alex Murley, primo nella Stock, al traguardo poi in quest’ordine. Per quanto riguarda la 1000 Open, la lotta per il titolo si è svolta in pista, una battaglia fino all’ultimo tra Andrea Maestri, Cristian Brugnone e Massimiliano Palladino. I tre hanno badato soprattutto a controllarsi, dando vita a una gara in attesa. Ampio spazio quindi alle wild card Ivan Goi, Fabio Starnone e Davide Eccheli, che hanno chiuso l’assoluta in quest’ordine.

Outsider di giornata Gabriele Perri, primo tra gli iscritti al campionato, rifacendosi così di una stagione non all’altezza del suo talento. Dietro di lui un agguerrito Valter Bartolini e Massimo Palladino. Maestri sembrava il più in forma dei tre, chiudendo la corsa davanti ai diretti avversari, ma c’è il colpo di scena: una penalità di venti secondi per partenza anticipata, rimanendo così fuori dai giochi. Ma non è finita: Palladino quindi diventava il primo dei tre in settima posizione, con Brugnone nono ed infilato da Bocelli all’ultimo passaggio. Questo si sarebbe tradotto con il pilota di Tecnica Moto (appunto Palladino) a vestire la corona d’alloro. Ecco però un altro cambiamento: la Direzione Gara interviene per il sorpasso di Bocelli in regime di bandiere gialle. Brugnone chiude così ottavo, scatta per lui la festa per il titolo 2021.

Race Attack

Finale di giornata con la Race Attack, il trofeo promozionale che corre solo la domenica e facilita il passaggio dalle prove libere al mondo delle gare. In 600 sono bastati pochi punti ad Andrea Liberini per laurearsi campione, conquistando un’impressionante doppietta senza farsi prendere dall’emozione. In gara 1 ha chiuso davanti a Paolo Cavallaro (primo dei Rookies) ed a Luca Coletto, a posizioni inverse alla fine di gara 2. La 1000 era invece tutta una questione tra Yari Remoto e Lazzaro Valsecchi, nemici in pista e grandi amici nel paddock. Entrambe le manche li ha visti protagonisti insieme a Niccolò Pellegrinelli, pilota in forte ascesa. I tre hanno chiuso del due corse nello stesso ordine, ovvero Valsecchi in trionfo su Remoto e Pellegrinelli. Ma grazie alla differenza di punti in classifica ed alle capacità di gestione dimostrate, Remoto si è laureato così campione 2021.

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