Superbike: Che aiutone, la Ducati V4R potrà girare fino a 16.480 giri!

Superbike: Dorna e Federmoto Internazionale hanno pubblicato i limiti di rotazione imposti a Ducati, Kawasaki e BMW. La Panigale avrà un vantaggio super

17 febbraio 2019 - 22:28

Superbike, a poche ore dall’inizio degli ultimi test invernali 2019 (qui gli orari) Dorna e Federmoto Internazionale hanno reso noti i limiti di rotazione motore previsti per i modelli di nuova omologazione. Sorpresa: alla Ducati sarà permesso spingersi fino a 16.480 giri/minuto contro 14.729 concessi alla Kawasaki. E’ una differenza molto consistente, adesso che entrambe le marche adottano configurazioni motori a quattro cilindri.

La BMW a 14.909 giri minuto

La tabella regolamentare impone questi valori: Kawasaki ZX-10RR: Regime concesso 14.729, limitatore  a 14.600; BMW regime concesso 14.909, limitatore 14.900; Ducati regime concesso 16.480, limitatore 16.350. La differenza fra limitatore e limite concesso è la soglia di “garanzia” stabilità in caso di fuorigiri determinati, per esempio, da errori di cambiata. Da segnalare che i valori vengono registrati da una centralina Dorna montata su ogni moto e controllati  dopo ogni gara dai Commissari di gara.

Come sono stati stabiliti i limiti

Questi valori ovviamente non sono casuali, ma sono determinati in basse al regime di rotazione della moto stradale, maggiorato del 3%. In base al regolamento, Dorna ha facoltà di intervenire su queste tabelle ogni tre round Mondiali, spostando i valori in alto o in basso di 250 giri/minuto nel caso una determinata marca si riveli troppo avvantaggiata o troppo lenta. Il calcolo però non tiene conto non solo di chi vince, ma di tutti i piloti che corrono per un determinato costruttore, privati inclusi, motivo per cui nel 2018 nonostante il dominio schiacciante di Jonathan Rea la Kawasaki restò inchiodata ai 14.100 giri concessi all’inizio.

Come funziona il regolamento

L’equilibro fra i Costruttori è infatti determinato da un misterioso algoritmo studiato da Scott Smart, commissario tecnico della FIM, di cui nessuno – neanche gli ingegneri delle Case – hanno mai capito in pieno il funzionamento. L’algoritmo infatti calcola risultati, tempi sul giro, velocità massime, numero di piloti per marca, condizioni meteo e moltissimi altri parametri. Questa norma è in vigore dallo scorso anno per garantì una concessione di 250 giri a Honda e MV Agusta a partire dal sesto round.

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