Superbike Ecco perchè il Mondiale 2017 ci emozionerà

Il Mondiale Superbike riparte da Phillip Island. Ecco perchè la 30° edizione tornerà ad emozionarci come ai vecchi tempi

23 febbraio 2017 - 6:27

Era un po’ di tempo che la Superbike non preparava un piatto succulento come questo. Schiacciato dal predominio Kawasaki e dell’imbattibile Jonathan Rea, quando è salito sulla ZX-10R, il Mondiale delle maxi derivate dalla serie riprende vigore. Sarà uno spettacolo in tredici tappe, la prima sabato e domenica in Australia, con partenze alle 5 ora italiana. Vediamo perchè torneremo ad emozionarci.

REA vs MELANDRI – 30 anni, nordirlandese residente all’Isola di Man, Rea nelle due stagioni in verde ha vinto 23 gare su 56, mancando il podio solo in 6 occasioni: un Cannibale. Riuscirà Marco Melandri che torna dopo quasi due anni di stop a cambiare le sorti e riportare la Ducati al titolo che manca dal 2011? “Non guardo chi c’è negli altri box, io penso solo a vincere”  gonfia il petto il numero 1. Negli ultimi test di Phillip Island però Melandri è arrivato a soli 30 millesimi. “Rea ha ancora un piccolo vantaggio ma da quando sono salito sulla Rossa ho buone sensazioni, come ogni volta che poi ho fatto un bel campionato”. Il 34enne ravennate trova la Ducati in grande progresso, un super team e un direttore tecnico d’esperienza, Aligi Deganello ex Marco Simoncelli e artefice dell’ultimo Mondiale Aprilia con il francese Sylvain Guintoli. La Rossa conta molto anche su Chaz Davies, che è in striscia vincente dalle sei gare finali del campionato scorso.

NOALE TORNA – Il rientro in grande stile di Aprilia è un’altra delle succose novità 2017. Le RSV4 RF ufficali verranno gestite dai britannici di Milwaukee “ma nel box ci saranno quattro ingegneri del reparto corse, non è un impegno ufficiale ma siamo lì” conferma il direttore tecnico Romano Albesiano che ha seguito di persona gli ultimi collaudi australiani. Noale punta su una coppia di ben assortita: l’esperienza dell’irlandese Eugene Laverty, 29 anni, che torna dopo due discrete stagioni in MotoGP, e il talento emergente Lorenzo Savadori, 23 anni, sotto contratto diretto Aprilia e candidato ad un veloce approdo in MotoGP.

MV SORPRESA? – La marca varesina non ha i mezzi dei giapponesi e tantomeno di Ducati ma la F4 affidata al coriaceo britannico Leon Camier ha stupito nei test invernali e punta a creare grattacapi ai colossi. Parte con mille dubbi invece la Honda che ha riprogettato di sana pianta la supersportiva stradale ma non ha ancora raggiunto uno sviluppo sufficiente per puntare al top. Ma in prospettiva la Fireblade SP2 potrebbe diventare una minaccia con ex MotoGP: l’americano Nicky Hayden e il tedesco Stefan Bradl. Tutto da decifrare il potenziale Yamaha che ha rinnovato (quasi) completamente la struttura tecnica spostandola a Gerno di Lesmo nello stesso reparto dove vengono revisionate le MotoGP di Rossi e Vinales.

REGOLE – In Australia si parte con la novità della griglia ad handicap per aumentare i sorpassi: i primi tre piazzati di gara uno verranno retrocessi in terza fila alla seconda partenza, con il vincitore relegato in nona casella. In caso di ritiro nella prima corsa si arretrerà in decima posizione e così a scalare in caso di più uscite di scena. Ci sono anche novità tecniche: le quattro cilindri, cioè tutte le moto eccetto la Ducati bicilindrica, dovranno montare i corpi farfallati di serie. La Kawasaki li aveva ad apertura variabile cilindro per cilindro e si pensava che ora potesse soffrire. Invece nei test invernali Rea è sempre stato davanti. Svelato l’arcano: “Abbiamo anticipato questa configurazione già in diverse gare 2016, siamo preparatissimi e andremo ancora più forte.” Melandri e Ducati, tocca a voi.

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Foto Diego De Col 

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