Alvaro Bautista: “SBK e MotoGP sono uguali, il gusto è vincere”

Alvaro Bautista parla a ruota libera: l'adattamento, la tripletta, il confronto fra Superbike e MotoGP e del possibile rientro in MotoGP

27 febbraio 2019 - 10:12

Alvaro Bautista è un pilota felice. L’apprendistato in Superbike è durato…niente. Al debutto ha vinto tre gare su tre, battezzando nel migliore dei modi l’esordio della Ducati V4R. Lo spagnolo ha preso subito il comando del Mondiale, con 13 punti di vantaggio sul mostro sacro Jonathan Rea, imbattuto da quattro anni nel Mondiale. Bautista ha interrotto una strisce di vittorie che durava da ben undici corse, cioè metà da metà dello scorso camionato. Alvaro è un pilota felice, ma che resta coi piedi ben piantati a terra. Il mondiale è appena cominciato.

Alvaro, come ti sei adattato alle tre gare nello stesso week end?

La verità è che tre gare sono molto diverse da una, soprattutto perché non puoi mantenere la routine come in un normale weekend della MotoGP. Qui devi stare tutto il giorno in tensione. Il venerdì è normale, ma sabato devi stare con la mente sulla superpole, concentrandoti a fare un giro veloce, ma poi devi concentrarti sul cambiare chip e pensare a correre  una gara. In  Australia l’ho gestito abbastanza bene. La domenica è più complicata, sono due gare. La prima è corta, devi essere molto esplosivo. Finisci e non puoi festeggiare, non puoi uscire dalla concentrazione. Rimani in una situazione mentale un pò strana.  Sei felice perchè hai vinto, ma non puoi rilassarti per la seconda gara. È un pò diverso da com’ero abituato,  ma mi sono trovato molto bene “

Pensi che il dominio di Phillip Island continuerà su altre piste?

Come dice Cholo Simeone (allenatore dell’Atletico Madrid, di cui Bautista è tifoso, ndr)  prendiamo partita dopo partita, gara per gara (ride, ndr). Penso che l’Australia sia una pista molto particolare, lo so, abbiamo lavorato bene e la  Ducati qui ha vinto spesso, avevamo molti riferimenti. La sensazione che ho raggiunto con la moto è la migliore che ho raggiunto finora. È chiaro che non tutte le piste saranno così favorevoli. Quindi, dobbiamo andare, adattarci e provare a trovare quel buon feeling in ogni circuito per essere il più competitivo possibile. Non saprei dire se sarò competitivo su altre piste perché tutto è così nuovo per me.”

 Tripletta in SBK o un podio in MotoGP: cos’ha più valore? 

Vediamo, è un campionato del mondo e ci sono i migliori al mondo. È diverso dalla MotoGP, le moto sono diverse, il regolamento è diverso, anche le gomme, quindi non puoi fare confronti. Per me, vincere vale più di fare un podio. È chiaro che molte persone dicono che la MotoGP è il top, ma è un campionato del mondo allo stesso modo, quindi ha lo stesso valore vincere una gara in MotoGP o in Superbike. È stato un grande fine settimana,  sono riuscito a vincere tre gare, nessuno lo aveva mai fatto. E’ stata una cosa molto grande.”

Quali differenze hai riscontrato  tra il paddock MotoGP e il paddock SBK?

La differenza tra i paddock è abbastanza grande. Il MotoGP è molto più serio, con più mistero, gelosie, … non lo so. Quando sono arrivato al campionato del mondo della 125cc era tutto naturale, c’erano più amici. Tutto è cambiato, forse a causa degli interessi, Adesso sono in un ambiente che è il contrario. Il paddock Superbike è molto familiare, ognuno è amico di tutti, parla con i meccanici delle altre squadre con fiducia. Molto bene. Poi per il pubblico è protagonista, con lo stesso biglietti vieni nel paddock e in tribuna, qui possono godersi davvero la vicinanza coi piloti.  Il “Paddock Show” mi ha incuriosito molto. Lì facciamo una conferenza stampa dopo il podio e può esserci  chiunque,  rispondiamo alle domande degli appassionati. Bellissimo. “
 
In SBK ci sono pneumatici Pirelli e non Michelin. Quali differenze hai riscontrato riguardo alle gomme che hai avuto in MotoGP?
 
“La differenza è abbastanza chiara.  Le Michelin  sono molto rigide e dure, ti danno molta stabilità. Quando passi alle Pirelli senti che tutto si muove, si torcono, senti più la moto i movimenti, ma quando metti tutto al suo posto è non è male. In Australia, forse perchè faceva  più caldo, mi sono divertito di più con la Superbike che con la MotoGP. Queste gomme mi hanno dato più sicurezza , più grip, sento più il limite. È diverso, ma quando hai la sensazione che ti piaccia, è più facile. “
 
A parte le gomme, cosa ti è costato di più in termini di adattamento nei primi contatti con la Ducati Panigale?

Ho dovuto capire tutto di questa categoria:  i freni, la moto ha meno potenza quindi devi spremerla in un altro modo. Non è difficile, ci vuole solo tempo. Dopo molti anni di  MotoGP ho dovuto cambiare il chip. La Superbike  è una moto più docile, quando togli potenza adattarsi è molto più facile.”

Cosa ne pensi della rivalità appena nata Jonathan Rea,  dentro e fuori la pista?

“Penso che Jonathan sia il miglior pilota nella storia della Superbike, quindi per il momento essere al suo livello  appena arrivato è molto difficile e penso che lo abbiamo raggiunto. La rivalità è salutare, qui in Superbike quello che succede in pista rimane in pista. Fuori abbiamo chiacchierato un paio di volte e, beh, si è congratulato con me dopo le vittorie, mi sono congratulato con lui dopo  la sua pole position. Penso che sia una sana rivalità, speriamo che continui così durante tutto l’anno. Che litighiamo molto dentro la pista ma fuori resti tutto normale. “

La Yamaha ha preso Quartararo e sulla Ducati Avintia c’è Abraham, uno che hai sempre battuto. Che ne pensi?

“Vediamo, io sono nè felice né sono scoraggiato, sono le circostanze. Quando sei in MotoGP non hai occhi per altro, non sei in grado di vedere oltre, vuoi solo provare a rimanere lì. Poi da un’altra prospettiva, qui ho qualcosa che non avrei avuto quest’anno in MotoGP. Qui  ho una moto ufficiale, una fabbrica alle spalle, una squadra che lavora per me,  una moto che posso adattare come desidero. Alla fine sarei rimasto in MotoGP a  soffrire con quello che mi avrebbero passato, incapace di ottenere i risultati che avrei meritato. Essere in Superbike è  una buona opportunità per divertirmi, lavorare, guidare come mi piace, Per adesso è quello che sto facendo “

Un anno fa sei rimasto fregato  dal mercato piloti MotoGP che si è chiuso dopo pochi GP. Non sarebbe meglio mettere una finestra obbligatoria per i trasferimenti? In altri sport come il calcio funziona bene.

“Il mercato piloti si chiude sempre prima, perché negli sport, quasi sempre quello che conta di più è l’ultimo risultato, quindi nel momento in cui i contratti sono fatti è ciò che sta accadendo in quel momento. Poi passa la stagione e tu pensi ‘avrei dovuto aver fatto questo’ ‘avrei dovuto aspettare’ ma la situazione è così. Penso che ci dovrebbe essere qualcosa che regolamenta un pò il mercato piloti, anche se non lo rendi pubblico, se firmi un contratto prima e poi lo dici in agosto. È complicato perché poi segretamente tutto sarebbe sicuramente rimasto lo stesso “.

Nel 2018 hai avuto una moto top in una sola gara ed ha fatto un risultato sensazionale, 4° con la Ducati ufficiale in Australia. Che ne pensi?

“Mi sento come se non avessi dato il 100% di me in MotoGP, come abbiamo visto l’anno scorso in Australia, quando ho avuto l’opportunità di lavorare con un team ufficiale. Non è stato un weekend facile, perché Phillip Island è un circuito complicato, ho ereditato una moto e componenti  che non conoscevo,ho dovuto cominciare tutto da zero. Con una moto diversa da quella a cui ero abituato a guidare, il mio lavoro si è accumulato ma alla fine eravamo competitivi. Penso che con questa opportunità, ma con più gare o un campionato, avrei potuto dire la mia.  Ma quando le cose non accadono è molto facile parlare. Penso che avrei potuto avere una buona opportunità per migliorare i risultati, ma questo ormai è andata.”
 
Hai tifosi che ti seguono, pensi che le tue vittorie faranno diventare la Superbike popolare anche in Spagna?

“Mi piacerebbe moto. Ogni sport è così,  quando non c’è qualcuno del tuo Paese da festeggiare, la passione è minore. Speriamo che la gente cominci ad amare la Superbike, che ci segua perché è un campionato molto bello, con un grande spettacolo ogni fine settimana con tre gare. Se hai l’opportunità di andare sul circuito, vedrai qualcosa di unico, potrai anche stare vicino ai piloti. vivrai lì con i piloti. Speriamo che io riesca ad aumentare la popolarità, che la passione in Spagna non sia solo MotoGP.

Marc Márquez o Valentino Rossi cosa potrebbero fare in Superbike?

“Non so cosa farebbero Márquez, Rossi, Lorenzo o Pedrosa in Superbike. Ditegli di provarci, io non lo so…, (ride)”

Dicono che in MotoGP ci siano i piloti migliori del Mondo, ma non credi manchino Bautista e Rea per definirla tale?
 
“I migliori piloti della MotoGP, no … vediamo, in MotoGP ci sono piloti e in Superbike ci sono piloti. Sono moto diverse, quindi non puoi confrontare. Sono stato in MotoGP e, naturalmente, con il materiale che ho avuto non ho fatto brutti risultati. Ora sono in una squadra ufficiale e qui per me è assai più facile vincere le gare. Conta moltissimo il potenziale di cui disponi. Da quello che ho intuito,  i piloti della Superbike non hanno nulla da invidiare alla MotoGP “

Molti in Spagna pensano che la Ducati ufficiale dovrebbe essere per te e non per Petrucci.

“Il mio obiettivo è provare a godermi la Superbike, divertirti e ora ho l’opportunità,  Moto ufficiale, team ufficiale e per il momento nel 2019 siamo qui e abbiamo iniziato molto forte. Ora cercheremo di essere il più regolari possibile e vedere se possiamo continuare a questo livello di competitività per tutto l’anno. Per il futuro vedremo, come ho detto l’anno scorso, vedremo a poco a poco ciò che mi motiva di più. Ho avuto questa motivazione e fortunatamente Ducati si è fidata di me, mi è piaciuto molto il progetto e mi hanno convito Il futuro vedremo, cogliamo l’opportunità che è un’ottima opportunità e vedremo cosa ho o cosa non ho. Il mercato MotoGP  si chiude presto, e poi non si torna indietro … “

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