Maurizio Salvadori "Protezioni predisposte in maniera criminale"

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giovedì, 10 ottobre 2024 alle 13:43
maurizio salvadori
Maurizio Salvadori, padre di Luca, interviene per la prima volta dopo l'incidente del figlio. Lo fa con un video pubblicato sul canale di YouTube di Luca. In primis ringrazia le tantissime persone che hanno dimostrato vicinanza, chiede ai suoi followers se è il caso di pubblicare i video realizzati dal pilota milanese e non ancora pubblicati ma parla anche di sicurezza. Queste le parole di Maurizio Salvadori.
"Mi sento un po' in imbarazzo ad invadere quello che è, era, il campo di Luca. Io sono una persona abituata a lavorare dietro le quinte e difatti è la prima volta che parlo su Youtube. [...] Lo faccio per motivi precisi. Innanzitutto mi sento in dovere di ringraziare tutti voi per la partecipazione che ho ricevuto, che Luca ha ricevuto, per le migliaia di messaggi, la maggior parte da sconosciuti che sono stati di conforto. Questo mi ha ha aperto una visione diversa su quello che sono i numeri. Prima tutti voi eravate un numero, un grande numero che decretava il successo di Luca. In realtà questo numeri rappresentano delle persone che formano una grande comunità. Potrebbe essere definita una grande famiglia di gente per bene che Luca non so come è riuscito a mettere insieme".

Maurizio Salvadori chiede se è il caso di pubblicare gli ultimi video fatti da Luca

"Ci sono scelte difficili da fare. Da una parte c'è la valutazione dell'opportunità, dall'altra la riservatezza, direi anche etica, e dall'altra ancora quella che potrebbe essere interpretata come la volontà di Luca. Mi riferisco a 2 video già terminati e finiti fa Luca che non so se pubblicare ed un altro completo per metà che rappresenta la gara che ha vinto a Cremona e potrebbe essere terminato dalle persone che hanno sempre lavorato con lui. Non me la sento di decidere da solo e mi piacerebbe ricevere i vostri commenti per poi prendere una decisione definitiva".

L'incidente

"Molti di voi mi hanno chiesto come sia stato possibile un incidente del genere. Non ci sono immagini ufficiali se non quelle che arrivano dalla moto di luca e le moto che seguivano. Però c'è un'inchiesta in corso e non sono per il momento utilizzabili. Io le ho viste mi sento di dover parlare di un argomento delicato che è quello della sicurezza. Luca era perfettamente cosciente dei rischi che comportava correre queste gare e l'incidente con Didier Grams è una fatalità. Il contatto tra due moto a quella velocità quando la moto che precede va in high side è una fatalità. Però mi sento di dire che le barriere di protezione che sono state predisposte fuori da quella curva sono state predisposte in una maniera criminale".

Il tema della sicurezza

"Non sono una papà che cerca a tutti i costi un colpevole per la morte del figlio ma il tema della sicurezza dev'essere portato avanti. Ci sono rischi diversi sul correre in pista e su strada questo non toglie che ci organizza debba fare tutto il possibile secondo logica per garantire il massimo della sicurezza. La sicurezza è una scienza e non si può improvvisare. Questa è la missione che porterò avanti con l'unico scopo che cose del genere il futuro si riducano e si faccia il massimo su questo argomento, cosa che non è stata fatta in questa gara in cui Luca ha partecipato. Tant'è che ho parlato con alcuni piloti che mi hanno detto che sono intenzionati a smettere perché non si può giocare con la vita di piloti animati da un sacro e sano entusiasmo ma si affidano ad organizzazioni totalmente incompetenti".

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