Un grande cambio per il 2026: Martin Galiuto, ex PreMoto3, è il primo nome del nuovo trofeo V2 Future Champ Ducati Academy. L'intervista Dalla Honda Talent ad una
Ducati Panigale V2:
Martin Galiuto è già carico per la sfida che affronterà nella prossima stagione di gare. Con il nuovo
Team DD Racing by Ducati Milano parteciperà al neonato trofeo
V2 Future Champ Ducati Academy, progetto di Michele Pirro, Garage51 e
Ducati per creare un vivaio di giovani talenti (
i dettagli) e di cui il 15enne di Cinisello Balsamo (Milano) è il primo e finora unico annuncio. Nuova sfida, ma il numero rimarrà lo stesso, il 47, scelto quando, al cambio di categoria in minimoto nel 2021, s'è visto costretto a lasciare il 7 del suo pilota preferito Chaz Davies. Un cambio che ha portato bene, visto il titolo italiano categoria Junior C! Nel frattempo non manca l'impegno scolastico: frequenta il secondo anno dell'IIS Eugenio Montale, indirizzo Finanza e Marketing con opzione Sport del "lato tecnico" dell'istituto. Di seguito il racconto del diretto interessato, tra un 2026 ricco di novità e un'occhiata alla sua storia.
LA NUOVA SFIDA
Martin Galiuto, un bel salto dalla PreMoto3 ad un V2!
Non è un cambio arrivato per caso, quasi però. Fino a 3 mesi fa il mio piano, la prima opzione, era continuare l'ascesa in Talent Cup e Moto3 al FIM JuniorGP. Dico anche Moto3 perché sono 1,70 di altezza e cominciavo a stare stretto, me l'avevano detto. Con AltoGo eravamo in contatto e c'era tutta l'intenzione, stavamo parlando anche con 2-3 team spagnoli che mi avevano contattato dopo le selezioni della Rookies Cup, ma al 90% volevo continuare con Giovanni [Altomonte] dopo la prova a Valencia. Poi è arrivata la proposta di Ducati, Garage51, Michele Pirro e Ducati Milano. È stata una scelta difficile, ma anche doverosa e importante: guardando la realtà i piani stanno cambiando, le Moto3 diventeranno quasi delle Moto2 e i piloti sono tutti forti. Ho pensato quindi che portarsi avanti con questo progetto Ducati è la scelta giusta per me, è il momento giusto, dopo i due anni più difficili della mia carriera. Quest'anno in particolare, se n'è parlato molto.
Ho iniziato con un altro team, poi Giovanni mi ha ripreso
in squadra, ha fatto una scelta importante e gli sono veramente grato! Stavo
pensando di smettere di correre, ma mi ha aiutato a rialzarmi. Però poi mi
hanno tolto la licenza e non ho potuto esprimere il mio potenziale. Come tutti,
sono un ragazzino che ogni giorno fa di tutto per migliorare, per diventare un
professionista… Ma il passato è passato, lo lasciamo là dov'è. Adesso c'è da
lavorare sul presente e sulla nuova sfida.
Quand'è arrivato l'accordo?
Circa due mesi fa. Con Michele [Pirro], Luigi [Ronzio] e il Garage51 ci siamo conosciuti l'anno scorso, sono stato alla festa per il suo 10° titolo italiano e da lì è partito tutto. Quest'anno dovevo fare il CEV, ma per motivi economici sono rimasto in Italia e abbiamo lasciato tutto da parte, continuando il discorso CIV. Mio papà non mi aveva detto niente all'inizio, una volta che mi ha messo al corrente ho detto "Proviamoci!" È una nuova avventura, a me le sfide piacciono! Al momento sono l'unico ad aver aderito a questo progetto e penso che tutti, anche la mia squadra, il Team DD Racing by Ducati Milano, abbiano capito le mie intenzioni. La mia prima moto è stata una Ducati spinta con i piedi, avevo tre anni. Correre con Ducati suona bene, ha un certo peso! Io mi affeziono molto alle persone con cui lavoro e penso sia una nuova famiglia. Cosa pensi del costo di questo nuovo trofeo?
Mi hanno insegnato che io faccio il pilota e quindi devo pensare solo a quello, a migliorarmi giorno dopo giorno e ad essere la versione migliore di me. Queste cose quindi non le guardo perché non è una cosa di cui mi devo preoccupare io. Ma alla fine un occhio lo dai e anche Michele alla presentazione ha mandato un messaggio chiaro: senza Ducati e soprattutto gli sponsor, questo progetto non sarebbe stato possibile perché i costi sarebbero stati il doppio. L'obiettivo è schierare 30 moto, più 5 wild card, e poi bisogna fornire attrezzatura, gomme, benzina... Sono costi importanti, hanno già fatto tanto. Penso sia una scelta corretta anche perché, guardando tutti i team con cui eravamo in contatto per il JuniorGP, le cifre erano più alte: è un Mondiale Junior alla fine, quindi i costi sono alti. Come ti preparerai per questa nuova sfida?
La mia nuova squadra è la fusione di Ducati Milano e TAA-The Athlete Architects, un centro sportivo specializzato nella preparazione fisica. Io comunque sto ancora lavorando con chi mi segue da due anni, Acqualife di Novegro. Stiamo ancora lavorando sul recupero sia dell'infortunio dell'omero di aprile sia della doppia frattura della prima falange del dito della mano destra, a gennaio inizieremo la preparazione vera e propria. Spero poi di provare presto la nuova moto, ma i test sono ancora da stabilire. LA STORIA
Partiamo dall'inizio: dove comincia il tuo percorso nelle moto?
Parte tutto nel 2016, avevo 6 anni. Prima, da quando avevo 3 anni, avevo iniziato a fare nuoto, ma più per sicurezza per i miei genitori. Poi ho iniziato le scuole elementari: mi ricordo il primo giorno, era un venerdì, e il mio nuovo compagno di banco andava in minimoto. Il giorno dopo mi dice che domenica va a girare su una pista a Monza e mi chiede se voglio andare con lui: sono andato, ho provato e mi è piaciuto sin da subito! Lui poi ha smesso ed è passato al basket, ma devo ringraziarlo sempre per l'imput. Mi ricordo che avevo anche una maglietta con una giraffa e la scritta Ducati, poi mio papà è sempre stato un ducatista, ha cambiato 8 moto Ducati... Diciamo che un po' ce l'ho nel sangue! Inizi a girare, arriva la prima moto... E il primo titolo.
Per un anno, un anno e mezzo ho girato con minimoto a noleggio, mio papà ha aspettato a comprarmene una. Finita la prima elementare è arrivata la mia prima minimoto, una GRC, come regalo per la pagella e da lì è iniziato tutto. Proprio con una GRC, ma 12 pollici, ho vinto il titolo europeo MiniGP! Ma da lì è cominciata: ho vinto il campionato interregionale nel 2018, poi campionato regionale, rimanevo sempre in zona. La mia carriera agonistica inizia nel 2020, l'anno del Covid, con RP Racing Team: sono 3° nell'Italiano Minimoto Junior B e 3° nell'europeo. Correvo col numero 7, nel 2021 ho cambiato numero e ho vinto il primo titolo italiano in Minimoto Junior C. Il 47 porta bene!
Continui a salire.
Nel 2022 è il momento di fare il salto in MiniGP con le Ohvale 160, partendo dal CIV Junior. Ci sono state però alcune difficoltà fin da subito, abbiamo fatto solo un test e poi ho cambiato categoria e ambiente. Sono passato al CNV con la 190, partendo tre gare dopo: ho vinto 5 gare di fila, con 5 pole position e 4 record della pista, chiudendo 3° in campionato. C'era poi la finale nazionale a Pomposa e divento vice-campione, a pari punti col primo, ma non avevo fatto la pole position. È stata un'esperienza, dobbiamo sempre prendere tutte le cose buone.
Arrivano poi le ruote alte.
Nel 2023 l'obiettivo era fare una stagione intera, magari anche l'Europeo MiniGP, e faccio il salto in PreMoto3 con Bucci, anche se era molto presto: non ci arrivavo, facevo tanta fatica, anche se alla prima gara faccio 8°. Non ci danno però il nulla osta per cambiare team, così mio papà prende una Brevo e corriamo io, lui e il mio motoclub, in tenda. Ho fatto tante top 10, tranne Vallelunga con un ginocchio semirotto. Appena prima di Imola però ci chiamano per provare una GRC per fare l'Europeo MiniGP, e dico di sì, che nulla è impossibile, poi si correva pure in Italia! Mi butto nella sfida: prima volta su quella moto e con quel team, e mi laureo campione europeo con pole position e record della pista. Quel weekend ha raddrizzato tutta la stagione.
C'è poi la "nuova" PreMoto3.
Questo format era in tutte le parti del mondo tranne in Italia. Abbiamo accettato questa sfida e ci siamo avventurati con un team nuovo: abbiamo conosciuto Giovanni a Imola, siamo andati nel suo box e lui ha accettato. Era la prima volta per tutti con le Honda Talent, queste moto piccoline, mentre lui era abituato con le Supersport ed era fresco di titolo 600 con Corsi. Il legame tra me e Giovanni penso sia molto difficile da replicare, per me è stato come un papà in questi due anni, mi ha aiutato tanto e fatto crescere non solo come pilota, ma anche come persona. Iniziamo insieme nel 2024 e siamo subito sul podio, dietro alla wild card David Gonzalez, poi c'è una serie di podi, quella maledetta vittoria non arrivava mai! Ho chiuso 5°, con un po' di sfortuna e qualche errore che potevo evitare.
Siamo nel 2025, tuo ultimo anno PreMoto3.
L'unica cosa a cui pensavo era fare un buon lavoro: se vinco io, vince la squadra, un insieme di cose che deve funzionare. Ad inizio anno sono successe un po' di cose e dopo Vallelunga torno in AltoGo, alla nostra prima gara di nuovo andiamo bene: pole position, record della pista, 3° sull'acqua, grazie ai consigli di Giovanni e agli allenamenti in flat track. E poi finalmente arriva la vittoria, anche se ci è stata
tolta per irregolarità tecnica alla marmitta e mi sono ritrovato sanzionato con
la sospensione della licenza per 4 mesi... Grazie al nostro ricorso alla fine
ho perso solo 1 mese, purtroppo però ho perso le wild card all'ETC e le ultime due
gare del CIV.
Ti è rimasta però una wild card ETC, che fai a Valencia.
Il debutto, e abbiamo fatto un ottimo lavoro! Devo ringraziare la mia famiglia, le persone che mi aiutano e chi crede in me, senza di loro non sarei arrivato alla mia prima gara all'estero nel Mondiale Junior. Un piccolissimo traguardo l'abbiamo raggiunto. Il livello è un'altra cosa, altissimo, da chi vince all'ultimo, ma ci siamo difesi bene. Peccato per il problema tecnico al via della gara, avevamo un buon passo gara e potevamo fare bene. Non dico vincere o fare podio, era impossibile, abbiamo dovuto accelerare i tempi perché non conoscevo la pista, gomme nuove... Nel nostro piccolo ci siamo difesi e fatti valere.
Ricordiamo che, causa squalifica, non correvi da un pezzo, giusto?
Da Misano 2, e non potevo neanche allenarmi perché non avevo la licenza. L'ultima volta che ero salito in moto era appunto la gara di domenica a Misano, da fine luglio. Fino a Valencia a novembre avevo fatto solo le selezioni della Rookies Cup: molto difficile, in cui devi dare tutto e anche di più, ma ti spiegano anche come fare, come gestire bene i turni... Si imparano sempre cose nuove, alla mia età posso anche riprovarci per qualche anno, vedremo. In Italia intanto avevamo vinto il ricorso, ma non ero più riuscito a fare nulla perché mi sono rotto la falange del dito.
Insomma, ormai bisogna solo aspettare il 2026.
Adesso penso al recupero, a gennaio iniziamo la
preparazione e mi hanno già detto che dovrò mettere almeno 5 chili di
muscoli! Spero soprattutto di guidare la nuova moto il prima possibile,
non vedo l'ora di provare la Ducati e di iniziare ad adattarmi ad una moto
molto più grossa. L'importante sarà macinare tanti chilometri, è quello che
farà la differenza.