Kevin Manfredi: "Ecco il vero significato dell'Endurance!"

In Pista
venerdì, 26 settembre 2025 alle 20:30
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Dal 2017 presenza fissa del Mondiale Endurance, Kevin Manfredi ci ha preso gusto. Dopo il podio messo a segno pronti-via alla 24 ore di Le Mans, il due volte Campione del World Supersport Challenge (Europeo) si è ripetuto alla recente 24 ore del Bol d'Or, prova conclusiva del FIM EWC 2025. Al Circuit Paul Ricard di Le Castellet ha centrato una strepitosa seconda posizione di classe Superstock con prestazioni da classifica assoluta con la CBR 1000RR-R #41 del team Dafy RAC41 Honda, laureandosi contestualmente vice-Campione del Mondo nella FIM Endurance World Cup di categoria. Un traguardo sensazionale che proietta il pilota spezzino nell’élite delle competizioni motociclistiche di durata, con il pensiero già rivolto ad un possibile passaggio alla top class EWC per il 2026.

Secondo posto al Bol d'Or con annessa top-4 assoluta, secondo podio su due 24 ore disputate nel FIM EWC 2025, vice-Campione del Mondo Superstock. Cosa chiedere di più all'esordio con RAC41?

"Strano a dirsi, ma è una delle pochissime volte in cui sono felice di aver concluso secondo! Nonostante ci sia sfuggita la Coppa del Mondo di categoria, nostro obiettivo dichiarato in tempi non sospetti, sono orgoglioso di me stesso e del lavoro dell'intero gruppo-squadra. Ha trionfato la squadra (Honda National Motos, ndr) più concreta. Abbiamo accumulato uno zero a testa nel corso della stagione, ce la siamo giocata ad armi pari in un confronto tirato, intenso e leale fino all'ultimo. Mi sono davvero divertito".

Nel tracciare un bilancio sul Bol d'Or, sui tuoi canali social hai fatto cenno ad un colpo di genio di Julien Diguet, Team Manager di RAC41. Ci spieghi meglio?

"Stando ai piani concordati originariamente con la squadra sarei dovuto tornare in sella per lo stint finale. A sorpresa Julien mi ha convocato nel box quando mancavano ancora tre ore e mezza alla bandiera a scacchi: voleva anticipare il mio turno di guida per cercare di recuperare il tempo lasciato per strada dopo uno stop-and-go di 20 secondi (comminato in seguito ad un'infrazione sotto regime di Safety Car, ndr). Per accelerare il passo, al pit-stop abbiamo imbarcato carburante senza tuttavia sostituire gli pneumatici. Julien mi ha chiesto di spingere al punto da rischiare la caduta. Come ho preso la sua scelta? L'unico mio timore era legato alla tenuta fisica. Fino a quel momento avevo effettuato nove stint complessivi, non sapevo se sarei subito riuscito a resistere per un decimo. Sapevamo i rischi a cui andavamo incontro. Fortunatamente non ho accusato il colpo e, al netto del doppio-stint, anche gli pneumatici hanno retto. L'azzardo alla fine ha pagato: questa tattica ci ha permesso di guadagnare la seconda posizione. Magari, perché no, potremmo farne di nuovo buon uso in futuro".

Manfredi in sella alla Honda CBR 1000RR-R #41

Se c'è proprio un qualcosa che è mancato in questa stagione è la vittoria...

"Si, peccato! Il rimpianto più grande sono la 24 ore di Le Mans e la 8 ore di Suzuka. In Francia abbiamo pagato a caro prezzo gli errori di un mio compagno di squadra oltre ad un inconveniente tecnico. Avevamo la vittoria a portata di tiro, ci siamo dovuti accontentare del secondo posto. Stesse disavventure in Giappone dove avevamo la velocità per un piazzamento sul podio che, a posteriori, ci avrebbe consegnato la Coppa del Mondo Superstock. Alla 8 ore di Spa purtroppo ci siamo ritirati, mentre il Bol d'Or è stata indiscutibilmente la corsa più bella della stagione".

Se vogliamo, il Bol d'Or ti ha restituito il doppio di quello che ti aveva tolto nel 2023...

"Assolutamente! Quell'anno con il Wojcik Racing Team #777 perdemmo sul più bello la vittoria di classe Superstock e il terzo posto di campionato a causa della rottura del filtro dell’olio. Il secondo posto di quest'ultima edizione non solo ha ripagato la beffa del 2023, ma mi ha portato in dote anche il prestigioso riconoscimento di vice-Campione del Mondo Superstock. Dopo tante occasioni sprecate, non per causa mia, finalmente ci sono riuscito. Da quando ho esordito nel FIM EWC mi sono affermato tra i piloti più affidabili e costanti di tutto il movimento. Qualcuno ha la vaga ricordanza di una mia scivolata in gara? Ecco. Inoltre, quest'anno più che mai ho imparato una cosa...".

Ovvero?

"Nell'Endurance per poter fare la differenza ci vuole un team specialista. In determinate situazioni bisogna badare di più alla sostanza e meno agli interessi personali".

Restando in tema, possiamo affermare che in RAC41 hai trovato la tua isola felice.

"Mi hanno insegnato che cosa significa essere un vero pilota di Endurance. Per correre con RAC41 ho rifiutato delle proposte dalla top class EWC. Oltre al canale diretto con la casa madre, mi stuzzicava l'idea di entrare a far parte di uno dei migliori team, per storia e tradizione, della Superstock. Vivono di motociclismo e l'aspetto che mi ha colpito è la loro preparazione combinata alla passione verso la disciplina: non trascurano il benché minimo dettaglio, sanno esattamente cosa fare. In passato mi è capitato di correre con squadre che si ostinavano sulla qualifica, che nell'EWC conta il giusto, mentre RAC41 predilige il lavoro in ottica gara. Per certi versi, assomigliano ad un team del Mondiale Superbike o, addirittura, della MotoGP. A tal proposito vi racconto un retroscena sul Bol d'Or...".

Prego.

"RAC41 ha deciso di affrontare l'evento con un motore più scarico del solito. L'infinito rettilineo del Mistral (1.800 metri da percorrere a gas spalancato per 23 secondi consecutivi, ndr) incute sempre timore: tecnici e meccanici della squadra volevano preservare l'integrità del propulsore onde evitare spiacevoli sorprese. Abbiamo stentato un po' in termini di velocità di punta, ma col senno di poi ne è valsa la pena: la CBR #41 non hai mai dato segnali di cedimento. Nel corso delle 24 ore siamo rientrati al box soltanto per rifornimento e cambio-gomme. Questo la dice lunga sulla mentalità vincente di RAC41. Non è un caso che siamo saliti sul podio in entrambe le 24 ore (Le Mans e Bol d'Or, ndr), unanimemente riconosciute come le gare regine dell'Endurance".

Ad inizio mese primo podio con la Honda di Penta Motorsport nel CIV Superbike, poche settimane più tardi è arrivata questa gioia indescrivibile al Bol d'Or. Stai vivendo un buon momento.

"Non c'è male! Settembre si è rivelato particolarmente proficuo. Avevo bisogno di un bel risultato nel CIV Superbike dopo un sofferto inizio di stagione con Penta Motorsport, mi ha dato un'ulteriore spinta motivazionale per il Bol d'Or: ho riaffermato che Kevin Manfredi non è solo un pilota da Endurance. La mia compagna avrà apprezzato considerando che il 24 settembre ha compiuto gli anni!".

Nel prossimo futuro quali sono altri traguardi che vuoi raggiungere nel Mondiale Endurance?

"Il mio obiettivo è passare alla top class EWC e conquistare il titolo iridato. Sto già valutando varie offerte per l'anno venturo. Al contempo, non mi dispiacerebbe proseguire il sodalizio con RAC41. In caso di permanenza nella classe Superstock il mio sogno è vincere la 8 ore di Suzuka".

Per il FIM EWC il primo round 2026 è previsto per il 18-19 aprile prossimi con la 24 ore di Le Mans. Nel frattempo questa stagione ti riserva un'ultima sfida con il gran finale del CIV Superbike, in programma tra poco meno di 10 giorni al Mugello.

"Con Penta Motorsport nella tappa andata in scena lo scorso mese di maggio avevamo mostrato un ottimo potenziale, vanificato tuttavia da una serie di inconvenienti tecnici. Ripartiremo dalle prestazioni e dal podio di Imola, sono convinto che se la fortuna ci assiste potremo essere della partita".
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