Quanto accaduto ieri a Magny-Cours è il lato peggiore del motociclismo. Lo sanno tutti gli addetti ai lavori, lo sapeva bene anche il povero
Borja Gomez, scomparso a soli 20 anni per un fatale incidente in occasione delle prove libere di un nuovo round JuniorGP. Il
Team Laglisse, quello del pilota spagnolo, ha omaggiato il suo ragazzo alla curva "incriminata" e ha preso la decisione di fermarsi, ritirando tutti i suoi piloti per questo fine settimana.
Non condivide minimante la scelta di andare avanti con l'evento FIM sulla pista francese e non sono stati gli unici ad esprimere il proprio disappunto. Purtroppo i precedenti di questo tipo ci sono e di livello Mondiale. Nel 2016, dopo l'incidente mortale di Luis Salom, avvenuto durante le libere Moto2 del GP Catalunya, tutto è continuato regolarmente. Nel 2021, dopo l'incidente fatale di Jason Dupasquier in qualifica Moto3 al Mugello, il GP è andato avanti come se nulla fosse.
Borja Gomez, il ricordo
Classe 2005, originario di San Javier (Murcia), come molti ragazzi aveva conosciuto da bambino il fascino delle due ruote. Ha cominciato a competere a 9 anni nel campionato spagnolo Minimotard 65, conquistando il vice-campionato l'anno dopo. Si è ben distinto anche in Kawasaki Cup nel 2019 (3° nella generale), due anni dopo ecco il primo titolo in carriera nella Supersport spagnola, a 16 anni, affacciandosi anche per la prima volta su un palcoscenico internazionale: debutta in WorldSSP nel round a Navarra. L'anno dopo sfiora il titolo in ESBK Superbike dietro a Tito Rabat, sempre nel 2022 disputa
i primi due GP Moto2 in carriera, raggiungendo a Valencia i primi e unici punti in questo Mondiale grazie al 12° posto.
Nel 2023 viene ingaggiato a tempo pieno da Fantic, fino al prematuro divorzio dopo il GP Giappone, senza aver mai raggiunto la zona punti. Riparte dall'Europeo Moto2 già a fine 2023, ottenendo due podi, impegno che alterna alla ESBK. Quest'anno era ripartito dopo un gravissimo infortunio ad un braccio a seguito di una caduta a Misano. Il peggiore della sua storia da pilota, tanto che sembrava pregiudicare la mobilità del suo braccio e quindi la sua carriera... Invece è riuscito a rimettersi ed eccolo nell'Europeo Stock del JuniorGP, assieme alla Superbike ESBK: è l'attuale capoclassifica di entrambi i campionati. Tutto purtroppo si conclude con una caduta in curva e, per sua sfortuna, con il successivo investimento da parte di un altro pilota che non gli lascia scampo.
La nota della squadra
"Dal Team Laglisse vogliamo comunicare che nessuno dei nostri piloti continuerà a competere in questo fine settimana a Magny-Cours. Tutti i membri del team sono uniti, il nostro unico pensiero è con Borja Gomez e la sua famiglia. Come squadra, non siamo d'accordo col fatto di continuare il weekend di gare. Oltre a questo, vogliamo soprattutto ringraziare tutte le persone che ci hanno appoggiato e che hanno dimostrato il loro affetto per Borja e la sua famiglia. Da parte di tutto il Team Laglisse, grazie mille per l'appoggio, la comprensione e l'affetto". Questa la nota comparsa via social, assieme alle immagini dei fiori e della squadra riunita nel punto dove è caduto Borja Gomez. Ai saluti per questo round JuniorGP si aggiunge
David Sanchis, pilota Stock con MRE Talent, ben più netto nella sua presa di posizione.
"Il mio weekend è finito, non sarò parte di questo circo né di questa ipocrisia" ha scritto sui suoi canali social.
Altri pareri contrari
Vari piloti, dai collegi JuniorGP a quelli ESBK, fino a Fantic Moto2 cui cui aveva corso nel Mondiale, ma c'è chi ha evidenziato i soccorsi tardivi. Come
Mathias Tamburini, pilota ETC, in una storia via social s'è detto molto contrario alla decisione presa da FIM e Dorna.
"La trovo una cosa irrispettosa nei confronti di Borja Gomez e della sua famiglia. Continuare come se nulla fosse successo, nascondendosi dietro alla frase "Corriamo in suo onore" è una cosa disumana, una morte va oltre i soldi "sprecati per venire qui". In questo caso è successo per colpa della mancata sicurezza del tracciato e per i mancati soccorsi nel momento giusto, quando ancora potevano fare qualcosa e magari salvare la vita del povero Borja". "Detto questo, prenderò parte alla decisione della Federazione e correrò. Lo trovo completamente scorretto, ma bisogna farsi forza" ha concluso Tamburini. Un'altra opinione di questo tipo arriva da Mika Perez, pilota in stand-by, attualmente coach Prodina nel Mondiale 300 ed istruttore di guida. "Il weekend JuniorGP dovrebbe finire qui. Mi sembra una mancanza di rispetto verso il pilota scomparso, la sua famiglia ed anche tutti i piloti che devono correre dopo aver visto un collega perdere la vita".