Il ricordo della Jaguar in Formula 1 non è forse nitidissimo, visti i risultati che raccolse. Giunta in Formula 1 nel 2000, la casa britannica non ha mai realmente brillato. Nel tempo ha cambiato radicalmente il suo brand, tanto che dai motori Cosworth che utilizzava all’epoca, oggi ne produce di propri per le sue monoposto elettriche. Questo perché l’azienda ha deciso di spostarsi totalmente sull’elettrico, sia per quanto riguarda la strada che, per quanto riguarda la pista. Infatti la Jaguar corre regolarmente in Formula E dal 2016, ottenendo in questo 2023 anche un grandissimo successo.
L'approdo di Jaguar in Formula 1
La Jaguar approda in Formula 1 nel 2000, l’anno sacro per i tifosi Ferrari. La casa britannica prende il posto della Stewart Gran Prix, la scuderia di Jackie e suo figlio Paul. Il tre volte campione del mondo si lanciò in questa avventura dopo aver gestito scuderie nei vari campionati minori. Il progetto però fu un fallimento, anche se nel 1999 raccolse una vittoria con Johnny Herbert nel famosissimo GP d’Europa al Nurburgring. Jackie fu costretto a vendere alla Ford il suo posto sulla griglia di Formula 1, che gli concedeva i propri propulsori. La Ford dal canto suo non voleva entrare con il suo nome e decise quindi di entrare con quello della casa del giaguaro, che è di sua proprietà. Una mossa di marketing per migliorare le vendite delle auto di lusso del marchio inglese. La decisione del colosso statunitense fece nascere così la Jaguar Racing. Gli anni in Formula 1 però, non sono sicuramente da annoverare nei libri di storia.
Un progetto fallimentare e il rifiuto di David Coulthard
Gli anni che vanno dal 2000 al 2004, cioè le annate di attività sportiva del marchio, sono ricordati solo per due podi. Il primo giunto nel 2001 con Eddie Irvine a Montecarlo, mentre il secondo nel 2002 a Monza sempre con l’irlandese. Il succo di 5 anni d’attività in Formula 1 si possono racchiudere qui, avendo collezionato in totale solo 49 punti. La Jaguar è così ricordata per la sua colorazione verde accesso e per un altro aneddoto. Quello del test svolto da Niki Lauda nel 2002, quando era team principal della scuderia. David Coulthard ha dichiarato che, quando McLaren lo mise alla porta a fine 2004 per puntare su Juan Pablo Montoya, lo scozzese rifiutò la proposta del giaguaro. David alla fine andò in quella scuderia, ma solo perché la casa britannica vendette tutto alla Red Bull.
Il ritorno nel mondo delle corse è arrivato nel 2016
La Jaguar, come detto, alla fine del 2004 vendette tutto all’azienda di bevande energetiche Red Bull. La casa austriaca era impaziente di entrare ed aveva anche molta più voglia di mostrarsi della casa d’oltremanica. La storia sappiamo poi a chi ha dato ragione, ma sappiamo anche che quel fallimento in Formula 1 allontanò non poco dal mondo delle gare il brand del giaguaro. Il suo ritorno alla pista giunse nel 2016, quando i vertici della casa decisero che era giunto il momento di far tornare in vita il reparto Jaguar Racing. La decisione fu presa nel giro di poco. L'approdo nel campionato full elettrico della Formula E è stata la decisione giusta.
Le stagioni che vanno da quella del 2016 a quella appena trascorsa sono state molto positive per la Jaguar che ormai è una scuderia top del campionato. Il team è giunto per due volte secondo nel campionato costruttori. Nel 2023 però, ha trionfato nel campionato costruttori il suo team satellite; infatti, l’iride è andato al team Envision Racing che ha gareggiato con la Jaguar I-Type 6. Questo ha spronato ancora di più i vertici del giaguaro che si candidano per un 2024 di fuoco con la sua scuderia madre. Oltre a ciò, ora la casa con sede a Blackpool, produce propulsori propri e non come in Formula 1 dove si riforniva come detto dalla Cosworth. Quindi in Formula E la casa è entrata con forti ambizioni.
La scelta di Jaguar è figlia dei tempi che stiamo vivendo
Oggi la Jaguar non sviluppa più vetture con motori endotermici, ma ha solo linee con motori puramente elettrici. Una scelta figlia dei tempi in cui viviamo, nel quale la casa inglese si è voluta muovere con anticipo. I vertici hanno puntato su un settore di clientela ricco, che ormai si è spostato su questa tipologia di auto. Tutto ciò che viene sviluppato per la Formula E finisce poi sui modelli da strada del giaguaro. Il problema è che noi nostalgici non riusciamo proprio a vedere una Jaguar così silenziosa, che ha deciso anche di passare dal verde delle monoposto di Formula 1 ad un bianco e nero che colora le monoposto nella serie elettrica. Alla Jaguar Racing va comunque dato atto di aver continuato a credere ancora nel progetto, dopo la fallimentare esperienza nel massimo campionato automobilistico.
FOTO: social Formula 1