La sta aprendo una nuova era e torna alla mente il Mondiale del 2026. Anche allora c'era aria di forte rinnovamento e ad inaugurare quell'epoca fu Fernando Alonso: l'unico ancora in pista vent'anni dopo.
Il 13 marzo del 2006 la Formula 1 era
pronta a scattare per una nuova avventura, dopo aver chiuso il ciclo. Fernando Alonso era il campione in carica e la Renault era pronta a
bissare il successo, tutti si aspettavano un ritorno della Ferrari dopo il
deludente 2005. Altri erano curiosi di vedere la BMW dopo il divorzio dalla Williams e l'inizio del matrimonio con la
Sauber. Torniamo dunque indietro nel tempo e riscopriamo una tappa in Bahrein
che ha segnato una parte della storia.
Quando la Red Bull che passò ai motori Ferrari
Quella tappa in Medio
Oriente fu l'inizio di tante storie. La Red Bull che decise di passare ai
motori Ferrari facendo debuttare in contemporanea il team B, cioè Toro Rosso. La scuderia di
Faenza nasceva dalle ceneri della Minardi: ancora oggi la struttura è operativa, con la denominazione Racing Bulls, e d supporto
alla scuderia madre. La BMW provò la scalata da sola abbandonando
una Williams che ormai stava entrando nel suo vortice negativo. Il colosso
tedesco si accasò in Sauber mentre la casa britannica tornò ai motori Cosworth.
I propulsori proprio nel 2006 cambiarono, perché sì passo a motori V8 a 2,4
litri. Vent’anni fa esatti, assistevamo al ritorno dei V8 dopo 9 anni segnati dall'adozione del V10. Tanti cambiamenti, dunque, e a cambiare fu anche il format della
qualifica.
Addio al giro secco
Il GP del Bahrain segnò l’inizio
della qualifica ad eliminazione, quella che viene usata ancora oggi. Il giro
secco che veniva utilizzato prima era troppo sfavorevole per i primi ad uscire,
mentre un ritorno ad una qualifica dove tutti giravano lunga sessanta minuti diventava difficile da vendere alle TV e agli appassionati. La Formula 1 decise
quindi di introdurre la Q1, la Q2 e la Q3 rendendo davvero elettrizzante anche
il sabato. Mollti anni dopo la Dorna decise di utilizzare tale format anche per
la MotoGP. Quelle qualifiche premiarono un ritrovato Michael Schumacher che
mise la sua 248 davanti a quella del compagno Felipe Massa.
Il campione in carica di Formula 1 si
dovette accontentare del quarto posto, ma Alonso aveva la sua strategia per la
gara. Allo start il tedesco che mantenne la leadership e Fernando si fece largo con la sua Renault. Lo spagnolo provò ad impensierire il sette volte Campione del Mondo ma non ci riusciva. Il sorpasso
avverrà durante la seconda ondata di pit stop, visto che Alonso deciderà di rientrare
dopo Schumacher, passando così al comando. Terzo al traguardo giunse Kimi
Raikkonen che scattato ventiduesimo recuperò ben diciannove posizioni. Massa
invece, finirà addirittura nono dopo aver commesso un errore.
E' cambiato tutto
Da quel giorno è cambiato tutto: rimasta uguale è che
in Formula 1 corre ancora il vincitore di quel GP. Alonso è ancora in griglia e
non ha voglia di smettere. Certo, la fortuna non lo accompagna più, eppure lui
è lì, più forte che mai anche con un Aston Martin non proprio all’altezza.
Pensate che in quel GP del Bahrain con la Williams esordì un certo Nico
Rosberg, che si sarebbe ritirato dieci anni dopo, appena laureatosi Campione del
Mondo. E pensare che in Bahrain oggi non si potrà correre per questa guerra maledetta appena cominciata. Tante e troppe cose sono dunque cambiate, forse il tempo va davvero
veloce, molto di più di una vettura da corsa.
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FOTO: Formula 1