Formula 1: Patrick Depailler e la follia come unico ideale  

Formula 1
venerdì, 09 agosto 2024 alle 17:00
patrick 1
Il mondo si ricorda solo di chi lascia il segno o un’immagine vera e forte che ne fa un’unicità. Un’immagine vera, non di cartone come tante oggi. Chi ha fatto realmente della follia il suo ideale fu Patrick Depailler. Questo pilota francese ha amato la velocità in ogni sua salsa, bastava ci fosse il rischio e lui era pronto a dare il massimo. La Formula 1 ha avuto la fortuna di averlo sulla sua griglia, ma segnò anche la sua tragica dipartita. Oggi è il 9 agosto e Patrick e avrebbe potuto festeggiare in famiglia i suoi 80 anni. Ma quella morte ancora oggi misteriosa ad Hockenheim ha cambiato il destino.

Una vita vissuta alla ricerca del rischio

La storia di Depailler è la storia di tantissimi piloti. Figlio di una famiglia benestante, non si vedeva a fare il signore nei salotti. Patrick ci provò, prese anche il diploma da ortodontista ma lui aveva altri piani. La sua vita non poteva essere in uno studio a curare denti. Lui voleva il brivido, era alla ricerca della sensazione di sfida che ti fa sentire vivo. La moto fu il suo primo amore e come poteva non esserlo: le due ruote lo facevano stare bene con sé stesso. Ma le quattro ebbe decisamente più successo. Il passaggio alle quattro ruote fu una conseguenza, ma non bastava neanche questo.
Depailler trovò nello sci, nel deltaplano o nell’immersione altre frontiere per sentirsi al massimo. Si appassionò anche alla vela ed al ciclismo. Era impegnato in mille attività, mentre correva nella 24h di Le Mans, nel Rally e nei campionati propedeutici alla Formula 1. I suoi risultati erano nella norma, sino al 1974 quando con la March conquistò il titolo Formula 2. La vettura che lo portò al successo fu la 742 motorizzata BMW. Nello stesso anno, esordì anche in pianta stabile nel campionato madre con la Tyrrell raccogliendo 14 punti ed andando a podio sul circuito di Anderstorp, nel GP di Svezia.

Il suo modo di porsi diventa leggendario in Formula 1  

Patrick era uno che sulla griglia non passava inosservato, il suo look e il modo di essere gli davano un carisma propositato. Le foto lo ritraggono sempre con gli occhiali da sole, il capello ben calzato e la sigaretta in bocca, anche dentro la monoposto. La Formula 1 dell’epoca viveva anche sull'onda di un personaggio come James Hunt. Depailler, tuttavia, era diverso da Hunt. Anche il francese amava la bella vita, ma prima di essa amava la velocità e quindi il senso del pericolo e del rischio. Il britannico correva dietro il lusso, la movida e le belle donne, era a tutti gli effetti il classico ribelle di “sua maestà”. Una figura simile al pilota transalpino fu quella di Gilles Villeneuve, un altro che il brivido lo trovava solo con la velocità.
I suoi risultati in Formula 1 sono stati convincenti. Depailler corse dal 1972 al 1980 in Formula 1 ininterrottamente, correndo oltre che per la Tyrrell anche per la Ligier e l'Alfa Romeo. Due sono stati i suoi successi nel massimo campionato, uno giunto con la scuderia britannica ed uno con quella francese. La prima arrivò nel 1978 in un tracciato molto importante come quello di Montecarlo. Nel 1979 vinse in Spagna con la Ligier in quello che doveva essere un vero matrimonio tutto francese. I rapporti però, andarono a sgretolarsi dopo che la scuderia non amò la decisione del pilota di andare a correre col deltaplano. Patrick quel giorno si fece addirittura male e dovette saltare tutta la seconda parte di stagione, facendo infuriare non poco la Ligier. L'Alfa Romeo per la stagione 1980 lo accolse dopo che la squadra francese gli stracciò il contratto per via di quell’infortunio a metà del ‘79.

Quel maledetto test di Formula 1

L’anno con la casa del Biscione doveva essere quella del rilancio, ma la 179 non fu una grande vettura. Nelle prime otto uscite del 1980 il pilota francese non conquistò nemmeno un punto. La squadra italiana insieme ai suoi due piloti decise così di effettuare un test privato ad Hockenheim per essere pronti per il successivo GP di Germania di Formula 1. Depailler però, non finì mai quel test e la sua vita s’interruppe per sempre alla OstKurve. La sua vettura prese in pieno le barriere e la macchina sì ribaltò. Il cedimento della sua 179 resta ancora un mistero, nessuno ha mai capito cosa sia successo sulla macchina, ma fatto sta che il francese perse la vita. Oggi, quella curva non c’è più, prima era stata sostituita da una chicane per via della pericolosità, mentre adesso, è addirittura parte della foresta che percorre il perimetro della pista. Il luogo della dipartita di Patrick Depailler ora è un luogo di tranquillità, quella tranquillità dalla quale il pilota è sempre scappato, morendo il 1° agosto del 1980 a soli 36 anni.
FOTO: social Formula 1

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