Il GP di Miami ha fatto riscoprire al mondo la storia di come le Ferrari corse le ultime due gare della stagione 1964 di Formula 1. Chi fu l’uomo che permise alle vetture di Enzo Ferrari di correre anche senza la licenza italiana? Molti non lo conoscono, ma Luigi Chinetti non è stato solo un pilota eccelso. Se il marchio Ferrari ha riscosso tanto successo negli Stati Uniti d’America, lo si deve a lui. Riscopriamo la sua figura e capiremo anche perché, proprio oggi, è così importante ricordarlo.
Luigi Chinetti corse prima che la Formula 1 nascesse
La storia di Luigi Chinetti parte nel 1901, quando viene alla luce da una famiglia modesta. Nasce a Jerago con Orago, un piccolo paese di poche anime in provincia di Varese. La sua passione sono i motori e ad inizio ‘900 sono in molti a voler scoprire questo nuovo mondo. Luigi nemmeno diciottenne inizia a lavorare come meccanico dell’Alfa Romeo, nel reparto corse. Qui inizia a conoscere personaggi importanti, tra i quali al tempo, il pilota Enzo Ferrari. La sua passione però, non era solo preparare le vetture ma era anche quella di correre. Nei primi anni ’30, il giovane Chinetti riesce a riscuotere il giusto successo. Un successo che lo conduce a gareggiare la gara più ambita di tutte. Nel 1932 la Formula 1 non era nemmeno un’idea, il mondo delle quattro ruote era tutto concentrato sulla 24h di Le Mans.
Chinetti dal 1932 al 1934 riscosse molto successo in terra francese, conquistando in tre edizioni della 24h Le Mans 2 vittorie. Il pilota di Varese correva ai tempi per l’Alfa Romeo e conquistò il successo nel ’32 e ’34, giungendo secondo nel ’33. Negli anni successivi Luigi deve fare i conti con la sfortuna. Egli non riuscirà più a finire la gara sino all’ultima edizione prima della Seconda guerra mondiale che fece sospendere la mitica gara. Nel periodo da pilota Chinetti non svolgeva solo tale mansione, ma era anche addetto alle vendite alle vetture della casa del Biscione in terra transalpina. La guerra cambiò totalmente la vita del pilota italiano. Luigi nel 1939, dopo aver svolto l’ultima gara prima del secondo conflitto mondiale, scappa negli Stati Uniti d’America.
La fuga dall’Italia per poi tornare come pilota
Il conflitto mondiale cambiò la vita di tutti gli europei e così chi poteva, cercava di scappare. Luigi riuscì a farlo, andando nella terra d’oltreoceano, quella delle grandi fortune. L’inizio della sua avventura è ovviamente difficile, tanto che inizia a lavorare come venditore e riparatore di auto. Il suo curriculum era quello. La vita scorre lontana dalle sirene della guerra, cercando di accumulare maggiore ricchezza e di gareggiare ed intanto fa anche la domanda per la cittadinanza statunitense, che gli viene concessa. Nel 1949, quindi ben 4 anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale, il mondo cerca di tornare alla normalità, tanto che viene riprogrammata la 24h di Le Mans. Chinetti vuole esserci! Serve una squadra ed ecco che si ripresenta alla sua finestra, un vecchio pilota, divenuto nel tempo fondatore e proprietario di una celebre casa di automobili.
Enzo Ferrari lo vuole nella sua squadra a Le Mans, insieme ai britannici Lord Selsdon e Peter Mitchell-Thomson. Il Drake voleva vincere quella edizione, anche perché la Ferrari sino a quel momento non aveva mai trionfato. I tre conducono la Ferrari 166 MM alla vittoria, era il 26 giugno del 1949, esattamente 75 anni fa. Quella fu la prima vittoria del Cavallino a Le Mans e il Drake per riconoscenza investì molto sui tre piloti. Chinelli che ormai dell’Italia non voleva più saperne, decise di aprire una concessionaria di Ferrari e successivamente nel 1958 fondò la N.A.R.T (North American Racing Team). La NART è una scuderia che correva nei campionati a stelle e strisce, con solo vetture di Maranello e le gestiva Chinetti in persona.
La N.A.R.T salvò Enzo nel correre sempre in Formula 1
Luigi Chinetti divenne nel tempo l’uomo di fiducia di Enzo Ferrari nell’oltreoceano, aveva carta bianca visto quando il suo marchio riscuoteva successo.
Arriviamo quindi al 1964, quando in rottura con la federazione italiana, il Drake prese in prestito la licenza statunitense della N.A.R.T correndo nel GP USA e in Messico con i colori blu. Questo permise alla Ferrari di prendere sempre parte a tutte le gare di Formula 1 e permise a Luigi di lasciare un segno ancora più importante nella storia della mitica azienda italiana. La Ferrari oggi ha il suo massimo guadagno di vendite di auto proprio in Nord America, è il suo mercato più grande. Oggi era giusto ricordarlo, visto che 75 anni fa grazie a quella vittoria in Francia, Chinetti entrava nei libri di storia per diversi motivi. Un motivo è quello di essere stato uno dei pochi ad aver vinto 3 edizioni della 24h di Le Mans, un altro motivo è quello che da quel successo, la Ferrari iniziò il suo grande mercato negli USA e un altro ancora, è l’aver salvato il Cavallino nel correre sempre in F1. Luigi che all’inizio del secondo conflitto lascio l’Italia non ne fece più ritorno in pianta stabile, tanto da morire a Greenwich, nello Stato Fairfield negli USA, il 17 agosto 1994.
FOTO: social Formula 1