Formula 1: 30 anni fa Berger riportava la Ferrari al trionfo

Formula 1
mercoledì, 31 luglio 2024 alle 20:40
berger 1
La Ferrari è la storia della Formula 1, è l’unica che ha sempre partecipato ad ogni campionato. La casa italiana è quella più vincente sia per titoli costruttori che piloti. I record battuti dal Cavallino Rampante sono innumerevoli, con l’ultimo giunto nell’ultima tappa in Belgio. La squadra di Maranello a Spa-Francorchamps ha raggiunto i 10.000 punti conquistati nel campionato madre, nessuno come lei. La storia ci insegna che non ci sono solo i momenti di gloria ma anche quelli difficili. Un disastro che all’inizio degli anni ’90 era palpabile in casa Ferrari, ma Gerhard Berger il 31 luglio del 1994, fece tornare il sorriso agli uomini in rosso.  

Il GP di Germania arriva dopo il disastro di Silverstone

Lo ripeteremo alla nausea, ma il 1994 è stato l’anno delle polemiche in Formula 1 come quelle che si sollevarono dopo la decisione di Silverstone. Michael Schumacher che doveva scontare le due gare di penalità successive al GP di Gran Bretagna ebbe una deroga dal regolamento. La gara successiva a quella di Silverstone era Hockenheim, ovvero il GP di Germania. La FIA decise di non far saltare la gara di casa a Schumacher, anche per via delle persone che sarebbero arrivate all’autodromo tedesco e decise che le gare che il teutonico deva saltare erano quelle di Monza ed Estoril. La Williams ovviamente non ci stava, ma f la Federazione aveva deciso così.
L’arrivo in terra tedesca fu molto nervoso per il mondo della Formula 1, con i due contendenti al titolo, cioè Schumacher con la Benetton e Damon Hill con la Williams pronti a tutto pur di vincere. I pronostici, infatti, parlavano di una lotta a due. Al massimo gli altri due alfieri della Benetton e della Williams pronti ad aiutare i due in lotta. La Ferrari, quindi, non era in lizza per vincere, anche perché non raggiungeva il successo di tappa da ben 4 anni. I tifosi della rossa ci speravano sempre, ma ci voleva un miracolo, visto che la 412T 2 erra una vettura strana. Strana perché, quando riusciva a finire le gare andava a podio, il problema era che le gare alle quali non arrivava al traguardo erano di più. Berger che, come compagno, ebbe in quella stagione in rosso Jean Alesi e Nicola Larini (in sostituzione del francese per due gare), non pareva credere nella settimana che portava al GP di Germania ad una possibile vittoria.  

Le fiamme della Benetton di Verstappen

Le qualifiche di quella gara, tuttavia, fanno ben sperare, cancellando definitivamente il malumore. La prima fila di quel GP ad Hockenheim era tutta Ferrari, con Berger che conquistò la Pole davanti al compagno Alesi. Il sole domenicale era tutto per le due rosse e la voglia di vincere era altissima, tanto la seconda fila che vedeva i due contendenti al titolo di Formula 1 passò in secondo piano. La partenza di quella gara fu un disastro, allo start con un incidente escono di scena quattro vetture e subito dopo Mika Hakkinen con la sua McLaren dopo un contatto con la Williams di David Coulthard sbanda in rettilineo, causando un incidente con altre sei vetture. Nemmeno un giro e già dieci vetture sono fuori gioco.
La gara vive di colpi di scena e il primo è di dramma per la Ferrari, ovvero, quando alla fine del primo giro Alesi è costretto al ritiro. Il ferrarista accusa un problema elettrico e parcheggia la sua rossa, ora la paura torna. La gara prova a tornare alla normalità, con Hill che rientra subito ai box in quanto era stato preso dall’incidente di Hakkinen, il capogruppo è Berger seguito da Schumacher. Nel corso del quindicesimo giro, Jos Verstappen rientra ai box con i suoi meccanici che tolgono il bocchettone della benzina troppo presto durante la sosta. L’olandese viene avvolto dalle fiamme causato da un incendio, scaturito quando la benzina ha raggiunto il retrotreno incandescente. Verstappen riuscì ad uscire da solo dalla vettura, riportando solo alcuni lividi. L’immagine della Benetton in fiamme quel giorno, è diventata nel tempo una delle foto più simboliche della Formula 1.

Il ritorno alla vittoria della Ferrari in Formula 1

Questo GP sembra non riuscire a vivere momenti di tranquillità, tanto che il più grande colpo di scena arriva nel corso della ventesima tornata. Schumacher spinge al limite il suo motore Ford per superare l’austriaco della Ferrari, con il propulsore statunitense che alza bandiera bianca e lo lascia a piedi, Michael si deve ritirare. Berger ora ci crede, visto il vantaggio che ha dal duo delle Ligier-Renault ed arriva il lieto fine. Gerhard Berger dopo 45 giri passati al comando vince il GP di Germania e riporta dopo 4 anni al successo la Ferrari in Formula 1. Un successo che mancava da Spagna 1990, dove ad imporsi fu Alain Prost. Gli uomini in rosso si lasciano andare ad una festa incredibile, il digiuno si era spezzato ora davvero si poteva tornare a lavorare in tranquillità. Berger sul podio non si trattiene non tanto per la nona vittoria in carriera, ma quando per aver riportato il Cavallino Rampante al successo, una festa condivisa con i due alfieri francesi della Ligier: Olivier Panis ed Eric Bernard. 30 anni fa, il mondo tornava a colorarsi di rosso, tornava a sperare e a sognare.
Gerhard Berger non avrà vinto un titolo con la Ferrari, ma per me, è stato uno di quelli che ha lasciato come pochi il segno nella scuderia di Maranello. Vuoi per i successi di tappa, vuoi per l’amore mostrato per il marchio italiano.
FOTO: social Formula 1

Continua a leggere

loading

Potrebbe anche piacerti

Altre notizie

Loading