Manfredi podio thrilling a Le Mans: “Avevo la pelle d'oca”

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giovedì, 24 aprile 2025 alle 12:21
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Dal 2017 presenza fissa del Mondiale Endurance, Kevin Manfredi è diventato indiscutibilmente uno dei migliori interpreti delle corse motociclistiche di durata. Superato un 2024 problematico, per il FIM EWC 2025 il due volte Campione del World Supersport Challenge (Europeo) ha voluto fortemente sposare la causa dell’ambizioso team Dafy-RAC41 Honda, centrando pronti-via uno strepitoso secondo posto di classe Superstock (10° assoluto) alla 24 Heures Motos. In una 24 ore probante caratterizzata da molteplici colpi di scena e cadute eccellenti, il motociclista spezzino ha messo in mostra tutto il suo valore al Circuit Bugatti di Le Mans, sapendo ben destreggiarsi nel complicatissimo rush finale della corsa, sconsigliato ai deboli di cuore.

Kevin Manfredi, con il team RAC41 avevate dichiarato che sareste andati in Francia per fare risultato: promessa mantenuta.

Fin dalle prove abbiamo puntato sulla gara, sacrificando un po’ la qualifica. Nell’ultimo triennio RAC41 si è affermato tra i top team della Superstock e, in quanto tale, mi sono dovuto abituare ad una metodologia di lavoro diversa, ma tipica dell’Endurance. Rispetto alla filosofia di qualche team con cui ho corso in passato, per RAC41 ricercare il tempo sul giro non è indispensabile. Sapevamo di poter essere competitivi e di avere le potenzialità per riuscirci. Ce l’abbiamo fatta, sebbene nel corso delle 24h ne siano successe di ogni”.

Il clima mutevole ha reso la 48^ edizione della 24 ore di Le Mans una delle più rocambolesche di sempre, con addirittura 201 cadute complessive!

“Di cui due nostre! Per mia fortuna non dipese dal sottoscritto, bensì dal mio compagno di equipaggio Chris Leesch. La prima banalotta, la seconda invece un pesante highside che ha rischiato di compromettere il piazzamento finale. Non avremmo raggiunto il podio senza le prodezze della squadra, capace in pochissimi minuti di rimettere in sesto la nostra Honda Fireblade. Per quanto mi riguarda, non aver commesso neanche un errore in una gara caotica e piena di insidie come questa mi rende davvero orgoglioso. Tuttavia, a 34 minuti dalla bandiera a scacchi [!] me la sono vista davvero brutta con la rottura della catena…”.

L’ultima ora non ti ha mai portato troppa fortuna, soprattutto in una 24h…

“Ripenso al Bol d’Or 2023 quando con il Wojcik Racing Team #777 ci giocavamo la vittoria di classe Superstock: sul più bello perdemmo podio e il terzo posto di campionato per la rottura del filtro dell’olio. Nella mia mente sono riaffiorati i fantasmi del passato. Ero indeciso tra piangere, abbandonare o continuare. Facendo un rapido calcolo, ho capito che potevamo conservare il podio. Allo stremo delle forze ho riportato la CBR #41 in pit-lane, non prima di aver ricevuto il via libera dei tecnici FIM. Anche in questa circostanza il lavoro della squadra è stato sopraffino: al ritorno in pista annoveravamo ancora un paio di giri di vantaggio sui più diretti inseguitori”.

Il momento della rottura della catena sulla CBR 1000RR-R #41 di RAC41

Ritrovarsi in piena service-road a spingere la propria moto è l’immagine simbolica della tua 24 ore di Le Mans, ma non solo. Racconta l’essenza del Mondiale Endurance.

“La perfetta rappresentazione del FIM EWC: imprevisti dietro l’angolo, fatica, sudore, spirito di sacrificio e unità di squadra, cercando tutti insieme di ovviare al problema. Non auguro a nessuno di affrontare certe disavventure, ma il bello dell’Endurance è anche questo”.

Il tuo ultimo podio nella specialità risaliva alla stagione 2018-2019 (3° di classe Superstock con Kawasaki 33 Louit Moto alla 8 ore dello Slovakia Ring). Quali sensazioni hai provato?

“Anche se per carattere difficilmente mi emoziono, domenica non sono riuscito a trattenere le lacrime: avevo la pelle d’oca. Dopo la rottura della catena mi era crollato il mondo addosso. Mi sentivo disperato, quando la squadra ci ha rimandato in pista in tempi ragionevoli quasi non ci credevo. Più in generale, correre in questo tipo di condizioni è stato molto passionale. Il doppio-podio tricolore nella Stock con Vietti [3° con 3ART Best of Bike]? Gli ho fatto i complimenti. Due partecipazioni a Le Mans, due terzi posti in appena 12 mesi: se questo non è un record poco ci manca, io ho impiegato 6 anni per tornare sul podio di una 24h! Ammetto che sono un po’ geloso, ci abbiamo scherzato su! Due italiani sul podio che potevano essere tre senza il forfait di Gamarino [con Kawasaki Webike TRICKSTAR poi 2^]. L’ennesima conferma che l’Italia rappresenta ormai il cuore pulsante dell’Endurance. Manca soltanto una gara a ‘casa nostra’…”.

Sui social ho notato che hai celebrato in modo originale questo importante risultato.

“Sono solito prendere l’aereo, invece questa volta ho voluto viaggiare in furgone, un po’ come i piloti degli anni ’80: mi piaceva assaporare il fascino del motociclismo che fu. Le sigarette sono fuorimoda, ma si può prendere spunto da tante altre buone, vecchie tradizioni. Il lunedì di Pasquetta, tornando verso l’Italia, con la mia ragazza ci siamo imbattuti in un parco zoologico non troppo distante da Le Mans e abbiamo pensato bene di effettuare un piccolo tour. Era talmente sconfinato che abbiamo percorso la bellezza di 14 chilometri… di fatto una seconda 24 ore, un toccasana per le mie gambe! Sono pronto a concedere il bis l’anno prossimo in caso di nuovo podio”.

Nonostante la possibilità di passare alla top class EWC per il 2025, ha deciso di proseguire l’avventura in Superstock. Tutto sommato ne è valsa la pena…

“Avevo delle opzioni EWC, seppur con team non ufficiali. Ho preferito rimanere un altro anno in Superstock con un progetto valido, in quanto sapevo che RAC41 mi avrebbe permesso di essere protagonista. La presenza in squadra di figure conosciute, con esperienza da vendere nell’Endurance, mi ha spinto ad accettare la proposta di RAC41. Questo sodalizio non poteva iniziare meglio di così. A titolo personale mi piacerebbe centrare il podio anche in tutti i restanti eventi del calendario, 8 ore di Suzuka in primis, ma non è l’unico obiettivo da qui a fine stagione. La conquista della Coppa del Mondo Superstock? Ne discuteremo al Bol d’Or…”.
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