Kawasaki SRC

Kawasaki SRC Campione EWC a Suzuka… e non doveva correre

Il Team Kawasaki SRC a Suzuka si è assicurato il titolo mondiale EWC 2018/2019: un finale travolgente, in una gara dove non era sicura la sua partecipazione.

1 agosto 2019 - 19:16

Vittoria alla 24 ore di Le Mans ottenuta negli ultimi 15 minuti di gara, titolo mondiale addirittura nei conclusivi 5, rocamboleschi minuti di gara della 8 ore di Suzuka. La stagione del Team Kawasaki SRC non soltanto ha riservato la conquista del primo titolo iridato della propria storia, ma anche un’escalation di emozioni. Una vittoria che resterà negli annali per com’è stata resa possibile e per alcuni retroscena da “dietro le quinte” che potevano precludere questo (emozionante) hurrà mondiale.

SLIDING DOORS

Gilles Stafler è fatto così. Per anni riferimento tecnico di Kawasaki France ed artefice dei successi maturati nei primi anni ’90, dal 2009 con il proprio Team SRC (Stafler Racing Competition, ex-GSR) difende i colori di Akashi nel Mondiale Endurance. Di anno in anno, in merito al suo team, ci si interroga sempre se prenderà parte a tutta la stagione della specialità. Vuoi per ragioni di budget, vuoi per la propria filosofia, tentenna sempre. Il suo obiettivo sono le due 24 ore (Bol d’Or e Le Mans), il resto viene dopo. Abbondantemente dopo. Lo testimonia il fatto che soltanto in due pregresse stagioni (2015 e 2016) ha preso parte a tutto il campionato. Infatti, per il 2018/2019, seppur abbia iscritto il proprio team in forma permanente al FIM EWC, la partecipazione alla 8 ore di Suzuka non era contemplata nei piani iniziali…

OK PER SUZUKA

L’OK per presenziare alla “gara delle gare” è arrivato soltanto nei giorni successivi la 8 ore di Oschersleben, conclusa sul podio riappropriandosi della leadership di campionato con 5 punti di vantaggio sulla S.E.R.T., 23 a scapito di F.C.C. TSR Honda. L’ufficialità in data 13 giugno, con una certezza: al contrario delle avversarie non ci sarebbero stati test pre-evento, pertanto si sarebbero giocati tutto direttamente nel weekend di gara. Sulla carta un dazio non di poco conto, ma in questi casi il pensiero per tutti al box #11 era “Giochiamocela!“. Come giusto che sia e con tutte le ragioni di questo mondo. Ancor più pensando che, senza la vittoria alla 24 ore di Le Mans e la leadership post-Oschersleben, la 8 ore di Suzuka l’avrebbero vista dalla TV, con i piloti con largo anticipo lasciati liberi di correre in altri campionati (Guarnoni nell’ESBK, Nigon nell’IDM).

GARA TUTTA IN SALITA

La gioia iridata del Team Kawasaki SRC si è concretizzata soltanto nei conclusivi 5 minuti complice la rottura del motore della Suzuki SERT. Fino a quel momento, la Ninja ZX-10RR #11 ne ha vissute di ogni. Pronti-via, la lotteria della Safety Car ha relegato Nigon nel secondo gruppo, mentre la S.E.R.T. nel primo con ampio vantaggio da amministrare. Una corsa tutta in salita che sembrava… finita dopo la scivolata di Erwan Nigon alla MuSASHi 200R Chicane. Si poteva alzare bandiera bianca, ma lo spirito Endurance invita sempre tutti a non mollare mai l’osso: per questo al Team Kawasaki SRC hanno avuto ragione.

STAFLER UN SIGNORE

Burbero e con uno sguardo che metterebbe in soggezione chiunque, Gilles Stafler per una volta lo si è visto sinceramente emozionato. Il primo titolo mondiale del proprio team è una gioia inedita dopo 4 vittorie al Bol d’Or nelle ultime 7 edizioni, 6 alla 24 ore di Le Mans nelle ultime 10. Primo pensiero? Poteva riservarlo per chiunque. Da gran signore, lo ha fatto per il suo avversario di mille sfide, Dominique Meliand, alla sua ultima gara al timone di comando della SERT. “Dominique è stato sfortunato, per una volta siamo stati noi ad avere fortuna“. Rispetto.

CHECA IN LACRIME ED IN DISCUSSIONE

Il successo del Team Kawasaki SRC è frutto di risorse tecniche, ma anche di un’inestimabile bagaglio umano. Tutti e tre i piloti hanno offerto ampiamente il loro contributo alla causa. Erwan Nigon, dopo il Bol d’Or scambiatosi il posto con Randy De Puniet diretto in Honda, corona una carriera di successo nell’Endurance proprio a Suzuka, un po’ la sua seconda casa. Quanto a Jeremy Guarnoni, questo trionfo mondiale lo vede come primo artefice, a cominciare dalla magica rimonta dello scorso mese di aprile a Le Mans. Parlando di David Checa si tratta del quarto titolo iridato dopo i 3 conseguiti con GMT94 Yamaha (2004, 2014, 2016/2017), ma il più sofferto. Per certi versi, il più significativo.

Per tutto il 2019 ha lottato con problemi al braccio destro, non trovando mai il giusto feeling con la Kawasaki. Ad Oschersleben, per ragioni di strategia e gestione dei consumi, addirittura è stato “panchinato” dal team in gara. Un colpo al suo morale, ma quando c’era bisogno di lui, come nei conclusivi minuti con l’olio della SERT lasciato in piena traiettoria, ha risposto presente. Una rivincita, se vogliamo: il suo posto in squadra era seriamente in discussione, con al vaglio diverse alternative. Dopo Suzuka ha trovato la conferma per il Bol d’Or, sempre accanto a Guarnoni e Nigon.

CON PIRELLI VITTORIA STORICA

Kawasaki SRC festeggia un titolo mondiale che resterà negli annali ed è frutto di aver individuato i partner tecnici giusti. Il tocco tricolore non manca con Pirelli, storico partner della #11, insieme da anni mietendo successi a profusione a Le Mans, al Bol d’Or e, adesso, salendo sul trono della specialità. Per l’azienda italiana una soddisfazione doppia, in un campionato dove non vige il regime di “monogomma”, ma il confronto con Bridgestone (2° in campionato con F.C.C. TSR Honda) e Dunlop (3° con la Suzuki SERT) è apertissimo…

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