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HARC-PRO Honda ed il rischio di non esserci alla 8h Suzuka 2021

Nonostante 3 vittorie alla 8 ore di Suzuka, il team HARC-PRO Honda rischia di non esserci al via dell'edizione 2021 per mancati traguardi sportivi: ecco perché.

11 maggio 2021 - 19:52

Soltanto l’universo del motociclismo giapponese può offrire simili storie e situazioni. Il team HARC-PRO Honda, tre vittorie all’attivo alla 8 ore di Suzuka, rischia di non poter partecipare all’edizione 2021. Problemi di budget? Assolutamente no. Difficoltà di qualche genere? Certo che no! Semplicemente, per mancati traguardi sportivi raggiunti inerenti i cosiddetti “Try Out“. Ad oggi la squadra che, per anni, ha rappresentato HRC alla “gara delle gare“, non è ammessa di diritto all’edizione 2021. Con una sola chance di raggiungere questo obiettivo. Tra pochi giorni, proprio sul mitico circuito dell’ottovolante.

UNA LUNGA STORIA

Di fatto HARC-PRO è una vera istituzione nel motociclismo del Sol Levante. Fondata nel 1984 da Shigeki Honda con il claim di “High Quality Motorcycle Parts“, in pochi anni è passata dal preparare moto da corsa ad un impegno diretto nelle competizioni. Debutto nel 1989 nell’All Japan 125cc per poi, con l’inizio del Terzo Millennio, presenziare attivamente alla 8 ore di Suzuka. Di anno in anno, successo dopo successo (13 titoli nazionali in bacheca), questa realtà si è guadagnata il massimo supporto Honda, diventandone team di riferimento dal 2010 in seguito al disimpegno del Team HRC. Lo squadrone HARC-PRO, finanziato dal munifico sponsor MuSASHi (uno dei principali fornitori Honda), in poco tempo ha riscritto i libri di storia delle competizioni motociclistiche All Japan e, non da meno, della 8 ore di Suzuka. Affermandosi come squadra votata a “svezzare” diversi giovani talenti: dai fratelli Hiroshi e Shuhei Aoyama a Takaaki Nakagami, passando per i casi più recenti di Takumi Takahashi e Ryo Mizuno.

SUCCESSI ALLA 8 ORE

In 8 anni senza l’impegno diretto del Team HRC, HARC-PRO ha rappresentato la squadra di punta della casa dell’ala dorata alla 8 ore di Suzuka. Con qualche battuta d’arresto eccellente, ma annoverando numerosi successi. Tre vittorie alla 8 ore, tanto per gradire. Nel 2010 con Takumi Takahashi, Ryuichi Kiyonari ed una riserva di lusso del calibro di Takaaki Nakagami, bis e tris nel biennio 2013-2014 con lo stesso Takahashi affiancato da Leon Haslam e Michael van der Mark.

Il terzo successo alla 8h nel 2014

La Fireblade #634 era la moto più ambita dai piloti e temuta dalla concorrenza alla 8 ore, con la casa madre che spesso gli affidava i suoi piloti top. Qualche nome? Nicky Hayden, Jack Miller e, soprattutto, Casey Stoner. Un clamoroso ritorno in gara del due volte iridato MotoGP alla 8 ore di Suzuka 2015 risoltosi, come risaputo, con quella spaventosa caduta all’Hairpin causata da un guasto all’acceleratore (a cavo) della CBR.

NUOVA VITA

Con il ritorno del Team HRC alla 8 ore e nel circus dell’All Japan, se vogliamo HARC-PRO è tornata alle sue origini: team satellite e “di sviluppo” di giovani piloti. Ryo Mizuno prima, Teppei Nagoe oggi, strizzando l’occhio anche alle classi formative-propedeutiche dell’All Japan. Con una rivoluzione interna, vedi il passaggio di testimone in famiglia da Shigeki Honda a suo figlio Kotaro dal 2019 a questa parte. Con alterne fortune e svariate problematiche.

RISCHIO SUZUKA 2021

Se per gran parte del 2020 la squadra ha svolto per conto di HRC i collaudi della nuova CBR 1000RR-R in configurazione 8 ore, per la 43esima edizione in programma il 7 novembre prossimo rischia di non esserci. Conseguenza dei “Try Out“, serie di gare di qualificazione volte ad ottenere il diritto di partecipazione all’evento. Ad oggi, il team MuSASHi RT HARC-PRO Honda (questa la denominazione completa) non rientra nella lista delle 33 squadre finora ammesse.

Teppei Nagoe in azione a Suzuka

Un paradosso dovuto alla caduta di Teppei Nagoe in Gara 1 dell’All Japan Superbike a Suzuka. Comodamente nella top-10, al restart dopo l’ingresso della Safety Car il giovane vice-Campione ST1000 in carica è stato autore di un violento highside nel curvone veloce che immette sul rettifilo dei box. Brutta caduta, pilota OK, ma addio alla qualificazione garantita per la 8 ore. Quando bastava soltanto vedere il traguardo per raggiungere questo obiettivo…

ULTIMA CHANCE

Speranze in fumo dunque? Assolutamente no. Per HARC-PRO resta la possibilità di ottenere il diritto di partecipazione questo weekend alle Suzuka Sunday Road Races, serie riservata a piloti amatori e semi-professionisti, in questa circostanza rientrante nei Try Out per la 8 ore. La squadra con lo stesso Nagoe ci sarà, con l’obbligatorietà di ottenere un buon risultato per guadagnare uno dei 7 posti in palio per l’occasione.

IL PRECEDENTE DI MORIWAKI

HARC-PRO non è la prima e non sarà l’ultima squadra dall’impressionante palmares a dover passare per le Suzuka Sunday Road Races al fine di qualificarsi alla 8 ore. Nel 2017, primo anno dei Try Out, questo smacco era toccato a Moriwaki, al rientro alla “gara delle gare“, momentaneamente fuori per le cadute di Ryuichi Kiyonari e Yuki Takahashi alle precedenti corse di qualificazione tra Motegi e Suzuka. Riuscirono in quest’intento senza problemi, ma nel Motorsport, come risaputo, non si può mai dare nulla per scontato.

QUESTIONE D’ONORE

A prescindere dalla regolare disputa o meno dell’edizione 2021, per HARC-PRO è una questione d’onore ottenere un posto in griglia “sul campo” e per meriti sportivi. Considerando che il comitato di selezione potrebbe (non vi è ancora la conferma ufficiale) riservarsi di scegliere 5 squadre per palmares, HARC-PRO è chiaramente in cima a questa ipotetica graduatoria. Una formalità, in sostanza, ma in Giappone l’onore è una questione seria. Ottenere un posto alla gara più importante dell’anno soltanto per quanto realizzato in passato? Inaccettabile! Lo si deve guadagnare per propri meriti, in pista, anche affrontando una gara “amatoriale” di qualificazione. Questione d’onore, d’orgoglio, di storia e tradizione.

HARC-PRO Honda sarà al via della Suzuka Sunday Road Race con Teppei Nagoe

Lo ha chiarito lo stesso Kotaro Honda: “Non possiamo ottenere un trattamento preferenziale da parte degli organizzatori per i nostri risultati conseguiti in passato. Per questa ragione, rispetteremo le procedure formali e parteciperemo alla Suzuka Sunday Road Race“. Non solo, “Prenderemo sul serio questa gara di qualificazione perché rappresenta per noi l’ultima possibilità per qualificarci alla 8 ore di Suzuka“. Dicevamo: solo in Giappone, non per modo di dire…

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