Luca Vitali

Luca Vitali a Box18: “Il mio 2020 tra Endurance e CIV”

Luca Vitali, pilota del No Limits Motor Team nel Mondiale Endurance e di GuandalinI Racing nel CIV Superbike, a Box18 ha parlato dei suoi obiettivi.

13 giugno 2020 - 11:47

La stagione 2020 riserverà a Luca Vitali un doppio impegno. A partire dal prossimo mese di luglio si alternerà tra il CIV Superbike con la nuova BMW S1000RR del Team Guandalini al Mondiale Endurance FIM EWC sempre con il No Limits Motor Team. Una doppia-sfida raccontata in presa diretta da Luca Vitali, ospite di Box18, il live format di Corsedimoto.com disponibile sulla pagina Facebook ufficiale.

CIV SUPERBIKE

Quest’anno correrò non soltanto con la nuova BMW S1000RR, ma anche con un nuovo team. Dopo due anni con DMR Racing, difenderò i colori del team Guandalini. La nuova moto va molto forte, ha più cavalli e questo non guasta mai! Con la squadra abbiamo già effettuato i primi test e sono andati bene. Inizialmente uno shakedown a Vallelunga di due giorni antecedente il periodo di lockdown e, di recente, a Misano con due giornate di Test rivelatesi decisamente positive. Gli obiettivi? Vengo da due stagioni che reputo molto buone. Nel 2018 ho lottato quasi tutte le gare per il podio e vittorie, oltretutto in un campionato per certi versi molto complicato come il CIV, in particolare per il livello di moto e piloti. Lo scorso anno l’infortunio conseguente alla caduta con la MotoE a Jerez mi ha condizionato quasi per metà stagione. Sono tuttavia reduce da due ottime annate, pertanto quest’anno punterò a migliorare questi risultati. Mi piacerebbe pertanto concludere sul podio finale di campionato e lottare costantemente là davanti. Ducati e la nuova Aprilia 1100 saranno avversarie difficili da battere, ma siamo un’ottima squadra: penso e spero che ce la possiamo giocare. La monocentralina elettronica MoTeC? Noi non la adotteremo quest’anno. In ottica futura, potrebbe essere un’ottima soluzione. L’idea di correre con controlli limitati mi piace, non è mai stato un problema, anzi, lo scorso anno spesso li toglievo per fare il tempo sul giro. Se l’hanno adottata nel BSB, non vedo perché non lo possiamo fare anche noi qui in Italia. Potrebbe essere un aiuto per quei team che non corrono con Ducati e Aprilia, al fine di avvicinare un po’ le prestazioni tra le varie moto.

ENDURANCE

L’Endurance è una specialità che mi piace, sicuramente diversa dalle gare sprint. Non rinuncerei mai alle gare di velocità perché c’è l’agonismo di arrivare davanti ad un tuo rivale, mentre nell’Endurance è un po’ diverso: devi mantenere un passo costante, veloce, ma con la prerogativa di non commettere errori. Finora ho disputato solo delle 8 ore: ad Oschersleben e Sepang mi sono divertito molto, mentre per svariate ragioni devo ancora esordire in una 24 ore. Il calendario che si prospetta per il finale del 2020 sarà un vero e proprio tour de force per quanto mi riguarda. In 3 settimane dovrò disputare due 24 ore tra Le Mans e Bol d’Or e, nel mezzo, la tappa del CIV ad Imola. Dell’Endurance mi piace anche l’ambiente, vivere nel paddock dove siamo tutti amici. In queste gare la settimana è lunga, si inizia il lunedì per finire domenica sera, ma ci sono comunque delle giornate libere dove è bello stare insieme. Passaggio alla top class EWC? Chiaramente sì, c’è la volontà, vorrei arrivare in questa classe per giocarmela al vertice. Mi piacerebbe farlo con il team No Limits e so che per il futuro c’è questa intenzione. Sarebbe bello crescere come squadra, insieme ai miei compagni di squadra. Con Luca Scassa mi trovo molto bene e siamo amici. Insieme a Christian Gamarino formavamo un bel team nella passata stagione. Adesso con noi c’è Christopher Kemmer che è un ragazzo simpatico e veloce che può crescere.

COSA MANCA ALL’EWC?

Peccato ci siano poche gare, sarebbe bello un campionato più ricco di appuntamenti previsti dal calendario. Per sfondare qui in Italia? A mio avviso una gara. Misano sarebbe l’ideale, considerando che ha l’impianto d’illuminazione. Una 24 ore di Misano sarebbe un sogno! L’Endurance è una disciplina che piace, probabilmente non è ancora abbastanza sponsorizzata: sarebbe bello se ne parlasse di più su tutte le TV, sui notiziari sportivi, in questo senso ci vorrebbe un po’ di promozione.

CARRIERA

Rimpianti in carriera? Per certi versi qualcuno sì. Alle volte è mancato quello “spunto” al momento giusto. Quando si presentava un’occasione propizia succedeva sempre qualcosa. Come esempio mi viene in mente la stagione vissuta nel CEV Moto2. Correvo con una moto non proprio competitiva, la Ariane, a confronto con le KALEX e con motori molto veloci. Alle volte pagavo 20 km/h in rettilineo, tanto che per l’ultima gara chiesi un motore un po’ più spinto che ci aveva permesso di ridurre il gap a 6-7 km/h. Ce la potevo giocare, nelle prove ero nella top-3 dei pretendenti alla vittoria, ma purtroppo in gara ho beccato una gomma difettosa: ho fatto 6 giri ed è esplosa… Peccato perché correvo con piloti arrivati successivamente al Motomondiale come Xavi Vierge e, proprio in quella circostanza, si parlava per me di poter correre poi l’anno seguente con un team molto competitivo in Moto2. Purtroppo è successo quell’episodio…

La mia più grande soddisfazione? Risultati molto buoni in carriera ce ne sono stati, penso allo scorso anno quando sono tornato a correre trascorsi 5 mesi dall’infortunio, senza mai andare in moto o allenarmi nel frattempo. Al rientro giravo pochi decimi più alto dei miei migliori crono ed ho concluso nella top-5 alla prima gara. Una grande soddisfazione è stata agli inizi della mia carriera quando mi alternavo tra le moto ed il calcio da portiere. In un weekend a Magione il sabato mattina avevo fatto la pole nelle prime qualifiche. Saltai il turno del pomeriggio per presenziare ad una finale di un torneo di calcio, vinta da sfavoriti totali, riuscendo oltretutto a parare 4 rigori su 4! Il giorno dopo tornai a Magione, vinsi la gara della Sport Production con il record della pista in 1’19″999. All’epoca girare sotto il 20″, anche se soltanto per 1 millesimo, sembrava incredibile!

MOTOE

Ho preso parte al primo test ufficiale in assoluto della MotoE a Jerez de la Frontera. Mattia Casadei, pilota del team Sic58, era fuori gioco per infortunio, così sono stato chiamato per sostituirlo e, sfortunatamente, a mia volta dopo qualche giro mi sono infortunato. Posso dire che ho avuto fretta. Ero reduce da una stagione molto positiva e non ho mai avuto grandi occasioni di mettermi in mostra. A Jerez mi sono ritrovato in mezzo a piloti come Bradley Smith che, fino alla settimana prima, correvano in MotoGP. Ero carico, determinato, purtroppo non è andata bene. Sono entrato in pista ed ero stato subito veloce, tanto da ritrovarmi quarto in classifica senza forzare. Dopo una sosta ai box, una volta tornato in sella ho spinto da subito. Ho perso l’anteriore e ci ho quasi rimesso un dito… Quest’infortunio mi ha condizionato per la prima metà del 2019. Per risolvere questo problema al dito mi è stato prelevato dell’osso dal gomito. Di conseguenza questo intervento mi ha comportato diverse problematiche proprio al gomito. In tutte le frenate e nei cambi di direzione per tenere stretta la moto faticavo, in quanto per compensare a questo dolore mi ha sovraccaricato l’avambraccio. Lo testimonia il fatto che, al primo round del CIV, dopo una positiva Gara 1 nella seconda sono caduto quasi per sfinimento…

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