24h Le Mans

Allarme COVID-19: tampone obbligatorio per tutti alla 24h Le Mans

Piloti, meccanici e staff di tutte le squadre dovranno sottoporsi al tampone in vista della 24h Le Mans Moto: le criticità dell'emergenza COVID-19.

21 agosto 2020 - 13:14

Per il Mondiale Endurance FIM EWC sono stati 10 giorni critici, spinosi, difficili, tanto da mettere a serio repentaglio il prosieguo della stagione 2019/2020. Alla vigilia della 24h Le Mans del 29-30 agosto prossimi, le problematiche derivanti dall’emergenza Coronavirus hanno stravolto nuovamente il calendario, comportando molteplici difficoltà sul piano organizzativo, in primis per gli stessi team impegnati. Una serie di questioni delicate, per certi versi irrisolte ed irrisolvibili, hanno già di per sé pregiudicato la regolare disputa dei prossimi eventi della stagione. Con il timore che non sia finita qui…

CANCELLATA SUZUKA

Nella cronistoria di questo periodo difficile, andiamo con ordine. Partiamo dalle cancellazioni dei due eventi-cardine del Mondiale Endurance: la 8 ore di Suzuka e del Bol d’Or. Per quanto concerne la maratona del Sol Levante, ne abbiamo già parlato approfonditamente (qui potete leggere l’articolo dedicato), con la consapevolezza che il promoter Eurosport Events poteva far poco/nulla. La decisione è stata sì tardiva, ma dipendente esclusivamente dalla società (Mobilityland) organizzatrice della Suzuka 8 hours. Che la “gara delle gare” sarebbe stata cancellata, può ritenersi una mera formalità. Non per un discorso di porte chiuse o aperte per gli spettatori (si andava verso la seconda ipotesi), bensì per le difficoltà derivanti dai trasferimenti di piloti e squadre internazionali verso il Giappone.

SALTA IL BOL D’OR

Tutt’altra storia invece la cancellazione del Bol d’Or, ufficializzata soltanto in data 17 agosto, giusto ad 1 mese dalle prove della 24 ore originariamente prevista per il 19-20 settembre. Senza vestirci del ruolo di “Avvocato del diavolo“, anche in questa circostanza il promoter nulla ha potuto. Il Bol d’Or, organizzato da Editions Larivière, si regge solo sulla partecipazione del pubblico in quanto la pista (di altri proprietari) viene noleggiata per quella settimana. Senza spettatori, non ci sarebbe stato ritorno economico, al contrario di Le Mans dove la stessa ACO detiene la titolarità della pista e la 24 Heures Motos si regge anche grazie all’apporto di importanti sponsor. Lo scarso preavviso è motivato da una decisione dell’ultim’ora presa dal Governo francese. In origine, fino al 31 agosto erano vietati gli eventi sportivi con più di 5.000 spettatori coinvolti. Un’ordinanza recentemente prorogata fino al 30 ottobre compreso, tagliando di fatto fuori il Bol d’Or. La richiesta di una deroga fatta pervenire al prefetto del Dipartimento di Var non ha sortito gli effetti sperati. Nella medesima giornata della risposta negativa, di conseguenza è arrivato l’annuncio della cancellazione.

ESTORIL FINALE

Contestualmente alla cancellazione del Bol d’Or, il promoter Eurosport Events ha annunciato che la stagione 2019/2020 si chiuderà il 27 settembre prossimo con l’inedita 12 ore di Estoril. Vagliata già come possibile gara sostitutiva di Suzuka, la trasferta portoghese giocoforza ha rilevato il posto riservato al Bol d’Or. Una decisione, su vari aspetti, ponderata: in Portogallo, in termini di casi di contagio COVID-19, i numeri sono tuttora bassi. Lo testimonia il fatto che sia la MotoGP (a Portimao) che il Mondiale Superbike (proprio ad Estoril) disputeranno i conclusivi round della stagione 2019 proprio in terra portoghese. Inoltre Estoril ha offerto la propria disponibilità anche nel caso di un evento a porte chiuse. Per il FIM EWC, tuttavia, questa novità annunciata a 40 giorni dalla gara crea non poche problematiche agli attori principali della specialità: le squadre. Da tempo avevano pianificato meticolosamente, con un grande sforzo economico ed organizzativo, la “doppia 24 ore” (Le Mans e Bol d’Or) nell’arco di 3 settimane. Diversi team avevano preso la decisione di rinunciare a Le Mans per correre successivamente al Bol d’Or, altri ancora (con possibilità finanziarie di rilievo…) avevano preparato moto e motori in configurazione 24 ore, con sviluppo annesso. Correre ad Estoril complica un po’ tutto. Per un discorso di costi, che sia comunque una trasferta impegnativa e si possa correre con i due titoli (EWC e Superstock) quasi decisi. Non ci stupiremo nel trovare meno di 30 squadre affrontare la 12 ore portoghese.

ALTERNATIVE?

Il briefing con i team manager di mercoledì prossimo a Le Mans si prospetta infuocato. Tre saranno le tematiche da chiarire: costi (il promoter rimborserà i costi logistici di questa trasferta portoghese?), scarso preavviso e alternative. In sostanza: perché Estoril e non, magari, soluzioni più percorribili? Perché no, un ritorno allo SlovakiaRing (non che sia una trasferta meno impegnativa…). Magari in una location più “a metà strada” per tutti e “low cost“. Inoltre in molti si sono chiesti perché proprio Estoril e non Portimao, dopo l’esperienza vissuta nel 2016. Al riguardo (pare) i gestori dell’impianto non abbiano offerto la propria disponibilità complici una serie di eventi concomitanti.

BOOM DI CONTAGI COVID-19 IN FRANCIA

Nel mezzo di questo periodo tutt’altro che felice, non bisogna scordarci della situazione vigente. Lo si voglia o meno, siamo tuttora nel pieno dell’emergenza COVID-19. In Francia, soprattutto: 3.776 casi registrati mercoledì 20 agosto, addirittura 4.771 ieri. Ahinoi, record dallo scorso mese di aprile a questa parte. Emmanuel Macron ha escluso un lockdown immediato, ma se nel weekend la situazione dovesse precipitare, restano legittimi dubbi sulla regolare disputa della 24 Heures Motos Le Mans del 29-30 agosto.

TAMPONE OBBLIGATORIO

Proprio per questo incremento dei contagi, non più tardi della giornata di mercoledì alle squadre è stato imposto di far sottoporre tutti i componenti del team (parliamo di un minimo di 14 fino ad un massimo di 30 persone) al Test PCR, il cosiddetto “tampone”. Un test da effettuare entro e non oltre le 72 ore antecedenti l’ingresso del personale in pista, previsto per la giornata di lunedì. Con i costi (da 100 a 150 euro per tampone) che si devono sobbarcare gli stessi team, oltretutto con tempistiche ristrette. Team francesi a parte, organizzare il tutto in pochi giorni (e con la trasferta di mezzo) non è il massimo. Certo, si possono effettuare “in loco” a Le Mans in 3 differenti laboratori, ma senza i risultati e la conferma della negatività al COVID-19, non si potrà entrare in circuito. Con le prime prove, doveroso ricordarlo, previste per la giornata di martedì. Avvantaggiate in questo caso le realtà francesi e, come la Suzuki S.E.R.T., di casa proprio a Le Mans: il Dipartimento della Sarthe ha prorogato fino alla giornata odierna il tampone gratuito ai residenti, senza alcuna antecedente prenotazione. Tralasciando questo aspetto relativamente secondario, la domanda sorge spontanea: cosa succederebbe nel caso di una o più positività al COVID-19 registrate nella settimana di gara? In isolamento, chiaramente, finirebbe tutta la squadra, ma sarà proprio così? E come verranno effettuati i controlli? Tanti interrogativi, tante preoccupazioni, nella speranza che la 43esima edizione della 24 Heures Motos si possa disputare regolarmente tra pochi giorni…

Foto FIM Pictures

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