Danny Kent

Danny Kent all’ultima chiamata: nel BSB per la redemption

Dopo un lustro difficile in pista e nella vita privata, Danny Kent riparte dal BSB con Buildbase Suzuki: un Campione del Mondo in cerca del riscatto.

18 febbraio 2021 - 14:03

La narrazione di una “redemption” affascina, coinvolge, genera empatia con il pubblico. Chi passa dalle stelle alle stalle, chi dal punto più basso della propria vita riesce a risollevarsi (e riscattarsi), inevitabilmente ci consegna una storia da raccontare. Danny Kent in questo 2021 potrebbe essere il profilo giusto per un racconto di redenzione. In effetti, ci sono tutti gli elementi. Passare da un titolo mondiale Moto3 al ritrovarsi senza futuro nel motociclismo, il tutto combinato da burrascosi episodi della vita privata. Per lui c’è anche l’ultima chiamata, rappresentata dal BSB con Buildbase Suzuki. Con 11 round, 33 gare da maggio ad ottobre, per vivere quest’anno la propria “redemption“.

CAMPIONE DEL MONDO

Parlare di “ultima spiaggia” per Danny Kent suona strano, ripensando a 6 anni or sono. Nel 2015 si laurea Campione del Mondo Moto3 con Leopard Honda, avviando persino dei contatti per una promozione diretta in MotoGP. Ad un passo dall’olimpo, DK52 suo malgrado inizia la sua discesa verso l’inferno. Sportivo, senza alcun dubbio: avanti ed indietro tra Moto2 e Moto3, polemica conclusione del sodalizio con Kiefer Racing nel 2017, appiedato a stagione 2018 in corso da Speed Up. Dal sogno MotoGP, al nulla. Ripartendo dalle proprie origini.

RITORNO IN MADREPATRIA

Senza i giusti appoggi e con un paio di opportunità sfumate (o sprecate?), Danny Kent decide di tornare in madrepatria. Vero: in questo personale lustro da dimenticare ci ha messo del suo, ma d’altro canto è stato particolarmente sfortunato. Nell’ottobre 2018 debutta nel BSB con Halsall Suzuki a Brands Hatch e, considerate le attenuanti, non sfigura affatto. Si adatta più che bene a moto, gomme, campionato e prerogative tecnico/regolamentari a lui completamente sconosciute, difendendosi egregiamente sull’insidiosissima pista (bagnata) londinese. Quel weekend che poteva rappresentare per lui una ripartenza, svanirà proprio sul più bello. Da lì a poco il team Halsall chiuderà i battenti con Danny che si ritroverà a spasso.

L’INFERNO DEL 2019

Con tutti i top team già sistemati, Kent scommette sul progetto Bike Devil MV Agusta per correre nella seconda metà del BSB 2019. Si fa trovar pronto, effettua diversi test, torna in gara con la F4, ma è al di fuori dal paddock che qualcosa non funziona. Nel mese di marzo viene coinvolto in una rissa con possesso di arma contundente e, in piena estate, la notizia è di dominio pubblico: condannato a 4 mesi di prigione (pena sospesa per 1 anno), licenziato in tronco dal team.

RIPARTE DALLA STOCK

Senza futuro e senza una moto, c’è chi crede ancora in lui. Il Morello Racing, squadra pluri-Campione della Superstock 1000 britannica, scommette sulla sua voglia di rivalsa. Lo fa correre per tutto il 2020 nella Stock con una Kawasaki e chiude in bellezza con il ritorno alla vittoria. In un classico esempio di déjà-vù, Kent rivive la medesima situazione di un biennio precedente: si ritrova sempre a Brands Hatch, ottiene buoni risultati, può guardare con fiducia al futuro e… il team chiude. Ancora una volta.

CHANCE SUZUKI

Questa volta per DK52… poco male. Con Buildbase Hawk Suzuki firma per la stagione 2021, la sua prima a tempo pieno nel British Superbike con la squadra di riferimento di Hamamatsu della categoria. Ritrova una GSX-R con la quale si era trovato bene nella (breve) parentesi vissuta nel 2018, questa volta con più esperienza in sella ad una 1000. Con una squadra che ha i suoi problemi, ma che ogni anno offre ai propri piloti qualche chance di mettersi in mostra. Sulla carta, la soluzione congeniale per Danny Kent, per concretizzare in pista la sua redemption

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