MotoGP: Rissa "virtuale" fra Aleix Espargaro e Xavier Simeon

Storie di Moto
mercoledì, 11 aprile 2018 alle 12:11
gettyimages 943508692
Aleix Espargarò al termine del GP di Argentina ha rilasciato a caldo una dichiarazione in cui stigmatizzava il comportamento di Danilo Petrucci, a suo dire troppo “duro” nei suoi tentativi di sorpasso. Il catalano ha definito il comportamento in gara dell'italiano «peggiore di quello di Marquez». La polemica si è quindi spostata su Twitter, innescando una vera e propria reazione a catena.
cover TW2REAZIONE - Francesco Guidotti di Alma-Pramac, che accende la miccia: «in ogni caso Petrucci è stato più delicato rispetto a quanto hai fatto tu a Dovizioso nel 2017». Risponde a stretto giro Simeon: « Alla fine, è sempre e solo uno il motivo di cui si lamentano ... solo per l'interesse dei media...per vedere il proprio nome...L'unico che può lamentarsi oggi è Jack... Doveva vincere la gara con 30 secondi di vantaggio...Tutto qui!». A questo punto si inserisce nella discussione Espargarò: «Ahahah, parecchi possono lamentarsi di molte cose ... Ad esempio, dei piloti che pagano per correre quando molti di quelli buoni sono fermi a casa».
cover TW2COLPI DIGITALI - La lite, tutta elettronica, aumenta d'intensità: Xavier Simeon rinfaccia ad Aleix non solo di aver perso il controllo, ma di non poter fare la morale a nessuno, visti i suoi risultati. Lo scambio di cortesie prosegue con il catalano che afferma che paragonare la situazione di Simeon con la sua è come confrontare una bicicletta con un camion. Il pilota del team Avintia racing non si trattiene più e apostrofa il rivale come «fottutamente stupido». La discussione – che assume contorni da litigata tra pescivendoli ai tempi dei tweets – si conclude con il belga che mostra la foto del blocco ai contatti ricevuto dal pilota Aprilia e amaramente chiosa «un ragazzo a cui piace dire quel che pensa, ma non ama sapere cosa pensano gli altri».
SELF MADE TWEET - Lo spettacolo dei tweets in libertà è un indicatore di una comunicazione-fai-da-te che non serve all'immagine dello sport, estremizzando atteggiamenti superficiali. Stavolta i media non c'entrano niente, non hanno fomentato l'odio. Ci hanno pensato i piloti a utilizzare i social come una clava. Un randello elettronico che mostra, impietosamente, quale sia il livello della comunicazione. Agli appassionati non resta che rimpiangere i bei tempi andati: quando alle 23 della sera Barry Sheene, per citarne uno, aveva ben altre voglie, che non perdersi nei tweets.

Continua a leggere

loading

Potrebbe anche piacerti

Altre notizie

Loading