Massimo Roccoli festeggia 40 anni e scorrono i fotogrammi di una lunghissima carriera. Ancora non si sa cosa farà in futuro in ogni caso la sua storia è esemplare, un concentrato di passione e abnegazione. Il pilota romagnolo si è sempre distinto per la sua serietà, è un esempio per i giovani. Nato a Rimini il 27 novembre 1984 è riuscito a diventare un pilota professionista grazie al suo impegno, al suo talento, alla sua voglia di emergere. Non aveva una famiglia ricca alle spalle, anzi, durante i primissimi anni della sua carriera si svegliava all’alba e lavorava otto ore al giorno come manovale. E' riuscito poi a conquistare un ruolo di primaria importanza in ambito italiano ed internazionale. Si è laureato per ben sei volte Campione Italiano Supersport, ha partecipato ad oltre cento gare del Mondiale Supersport e a quasi venti del Motomondiale.
Massimo Roccoli dall'infanzia ad oggi
Massimo Roccoli va in moto praticamente da sempre. Quando aveva appena 4 anni suo padre Gabriele e sua mamma Rita gli regalarono una minimoto e iniziò subito a correre sulle piste della Romagna. Nel 1999 vinse il Campionato Italiano e l'anno dopo approdò al Challenge Aprilia. Iniziò così la sua brillante carriera. I primi tempi ha avuto un ruolo determinante Stefano Morri del Bike Service con cui nel 2003 ha dominato il Trofeo Yamaha R6 Cup. L'anno dopo ha partecipato al CIV ed ha debuttato nel Mondiale Supersport. All'inizio ha gareggiato anche su una Yamaha R1: erano i tempi della Superstock, la classe che ha lanciato tanti campioni tra i quali anche Danilo Petrucci.
All'epoca il Team Lorenzini by Leoni era una realtà di riferimento e Vanni Lorenzini ha puntato forte su Massimo Roccoli che con lui ha corso e vinto il CIV, ha partecipato al Mondiale Supersport e Stock 1000. Proprio con Vanni nel 2005 ha debuttato nel Mondiale Superbike mentre l'anno successivo ha conquistato il suo primo (ed unico) successo nel Mondiale Supersport ed ha vinto il primo dei suoi sei titoli italiani.
Per diversi anni ha gareggiato sia nel WorldSSP che nel tricolore. A livello internazionale non è riuscito ad ottenere i risultati che sperava conquistando una vittoria e tre podi complessivi ma in Italia è sempre stato brillantissimo. I suoi primi tre titoli li ha conquistati su Yamaha rispettivamente nel 2006, 2007 e 2008. All'epoca oltre alla famiglia ed alla fidanzata, aveva sempre al suo fianco anche il cagnolone Achille che era diventato la mascotte del paddock.
Negli anni successivi per un po' si è concentrato soprattutto sul Mondiale Supersport facendo un paio di apparizioni anche in Moto2. Nell'ultimo decennio è tornato a focalizzarsi sul CIV. Nel 2015 quindi ha vinto per la quarta volta il tricolore SSP ma su MV Agusta, moto con la quale ha trionfato anche l'anno successivo. Massimo Roccoli è poi tornato in sella ad una Yamaha e nel 2018 ha vinto il sesto titolo. Nel 2022 ha debuttato in MotoE partecipando ad un paio di gare e nel 2024 ha gareggiato a tempo pieno nel Mondiale MotoE. Nel frattempo è diventato team manager e si impegnato per la crescita e la valorizzazione dei giovani.