Dopo lo stop per circa due mesi, l'attesa e sperata ripartenza. Edoardo Boccellari, saltato il round di Magione, è riuscito a ripartire in sella alla sua Aprilia nella Sportbike del Motoestate in occasione della caldissima tappa disputata a
Varano de' Melegari. Il
primo e unico campione Twins Cup è tornato con un nuovo team, AM Racing, e con il solo obiettivo di raccogliere informazioni, ma tanto è bastato per ritrovare la giusta dose di motivazione. Da dire però che ha ottenuto l'ottava casella in qualifica, nelle due gare poi ha chiuso 6° e 10°, quindi già una buona ripartenza. Ora tocca alla pausa fino ad ottobre, il 21enne piacentino ha tutto il tempo per "rimettersi in sesto" per la chiusura di campionato sul Tazio Nuvolari di Cervesina.
Edoardo Boccellari, ritorno nel Motoestate dopo un periodo difficile.
Non è stato un weekend facile, ma abbiamo raccolto un po' di informazioni, che era la cosa più importante. Non ero sicuro di ripartire per questa stagione, non c'era niente di sicuro, finché Alberto Bettella non ha fatto il mio nome ad AM Racing. Ci siamo sentiti, ci siamo poi trovati a parlare a metà luglio ed abbiamo trovato il modo di venirci incontro. Mi ha chiesto se volevo fare la gara del 27 e prima anche il test del 20, e io ho detto di sì. Hanno fatto un gran lavoro per sistemare la moto, anche se il motore è ancora quello, infatti dobbiamo pensarci per fare un passo avanti. Ci racconti il tuo periodo di "pausa"? C'è stato appunto il cambio di team.
Per farla breve, con Mike D'Ambrosio e Fullgas abbiamo deciso di prendere strade separate per motivi principalmente di budget. Sia chiaro che a Mike voglio ancora bene, non abbiamo litigato né niente. È un peccato cambiare team a metà stagione, purtroppo però non c'era altro modo. Matteo Croci, il proprietario di AM Racing, e Maurizio Ferretti, il meccanico che collabora con lui, sono bravissimi e mi sono subito trovato bene.
Quant'è importante questa ripartenza?
La gente dimentica alla svelta e a me non piace per niente non riuscire a fare risultato, non essere lì. Fanno presto a dire che ho fatto l'exploit l'anno scorso perché non c'era nessuno. Ma c'era un certo Davide Conte, che ha fatto 3° all'Europeo, e vari altri piloti forti. Guardando allo scorso weekend, non è stato il massimo, ma anche Alberto Bettella mi ha aiutato molto, facendomi un po' da mental coach. E lui doveva pure pensare a vincere il suo titolo! Quattro pole su quattro, otto vittorie in otto gare, sei giri veloci su otto... Non penso ci sia molto da dire.
Com'è andato per te questo penultimo round Motoestate 2024?
I risultati non sono stati granché per le pressioni che mi metto e gli obiettivi che mi prefisso. Matteo e Maurizio però mi hanno confortato e supportato, ricordandomi anche che la moto non è ancora a posto. In effetti giravo un secondo più lento del mio solito passo a Varano... Abbiamo però fatto dei miglioramenti importanti rispetto all'inizio del fine settimana e un po' alla volta ci siamo avvicinati a 1:10, un'utopia fino al weekend precedente.
Abbiamo raccolto informazioni e soprattutto non hanno perso subito la fiducia. Anche perché arrivi con il numero 1, quindi da campione, ma non riesci a girare neanche ad un secondo dai primi e ti lamenti che non riesci a guidare la moto. Ho detto di portare pazienza, che devo togliermi la ruggine e che devo ancora capire cosa vuole la moto. Mi hanno risposto che lavoreremo e faremo dei test per riprendere fiducia e costruire una base solida.
L'importante era ripartire, giusto?
La cosa più bella è stata sentirmi dire alla fine di tutto "Tu sei stato bravissimo, il risultato arriverà!" Ci tenevo a ripagarli con un buon risultato. Sabato, a causa di una 'carneficina' di piloti davanti che si sono stesi, avevo a tiro il podio, ma la pompa del freno mi ha mollato... Mi è piaciuto molto però il fatto che Matteo sia tornato a casa, ne abbia smontato una dalla sua vecchia moto da corsa e me l'abbia data per la seconda gara.
Ricordiamo che eri anche reduce da un brutto incidente a Cremona.
Rimanere due mesi fermo dopo un incidente così non è stato il massimo, anche perché puoi essere di ghiaccio quanto vuoi, ma è qualcosa che ti segna. È successo davanti alle tribune, alla curva 4 la moto mi ha letteralmente sparato per aria e sono atterrato nell'erba, saltando tutta la parte di ghiaia. Un volo brutto che non avevo calcolato più di tanto, alla fine mi sono fatto solo qualche graffio, invece chi l'ha visto mi ha detto che mi è andata bene... Ma una botta alla testa è l'ultimo dei problemi, mal che vada migliora! [risata]
Peccato che ora il Motoestate vada in vacanza fino a ottobre, no?
Sì, ma più ni. Ora ho tempo per fare un po' di test, per rimetterci a posto, per fare le cose fatte bene e con calma. È vero che le gare sono il banco prova finale, ma devi arrivarci con fiducia in sella alla moto, il resto viene da sé. Io ho fatto fatica a portare a termine dei sorpassi, non avevo la velocità, e non mi sentivo bene neanche in frenata né in accelerazione in uscita di curva. Ci sono alcune cose da sistemare.
Quali sono ora i tuoi programmi?
L'idea è di girare un po' al Tazio Nuvolari, visto che la prossima gara sarà lì. Vedremo così di sistemare anche la mia Aprilia. Io poi appena possibile dovrò fare un po' di chilometri a Castelletto: mi manca sensibilità con la moto, devo buttare giù un po' di ruggine. Ho a casa una R6 del '99 che devo finire di sistemare, per quello che non riesco a fare la porterò in officina da Matteo e Maurizio. Una volta a posto userò quella per allenarmi.
Stai già pensando a cosa fare l'anno prossimo?
È sempre tutto da valutare... Però a prescindere mi piacerebbe fare una gara in salita, magari la prima in campionato, la più breve e quindi ideale per assaggiare un po' l'ambiente. Ci sto pensando già da un po', Luca Salvadori mi ha anche fatto vedere alcuni video e diciamo che mi ha "convinto". Stavo pensando di farla o con l'Aprilia 125 due tempi del '98 o con la R6 del '99, io sono appassionato di moto più "vecchie". Poi se mi piace potrei anche pensare ad andare avanti, in parallelo alla pista.