Elia Sammartin, "una stagione pazzesca" tra Italiano e Mondiale Supermoto

Storie di Moto
venerdì, 20 dicembre 2024 alle 17:14
sammartin supermoto 2024
Una stagione Supermoto da incorniciare. Elia Sammartin, 33enne di Chiampo (Vicenza), si è assicurato nuovamente il trionfo in campo nazionale e ha chiuso 3° a livello mondiale. La sua prima annata con Honda, una sorta di azzardo dopo anni con TM, invece Sammartin ha decisamente brillato, consegnando a Gazza Racing i primi grandi risultati nella categoria S1. L'unica "pecca" del 2024 è rappresentata dal 5° posto nel Trofeo delle Nazioni dopo anni a podio, ma il bilancio complessivo rimane decisamente positivo: una grande motivazione in più in vista del prossimo anno di gare.

Elia Sammartin, ci racconti il tuo 2024? Un anno Supermoto ricco di soddisfazioni!

È stata veramente una stagione pazzesca! Ho vinto il mio sesto titolo consecutivo nell'Italiano, il settimo in totale, e ho vinto il mio secondo titolo consecutivo negli Internazionali d'Italia. Questa è stata abbastanza un'impresa, quest'anno praticamente c'era la stessa entry list del Mondiale, in cui però ho fatto 3°. Ancora adesso sono al settimo cielo.

Ti aspettavi questi risultati o ti sei un po' sorpreso?

Diciamo che questo è stato un anno particolare, con un passaggio importante. Arrivavo da cinque anni di gestione L30 Racing, da due anni ero pilota ufficiale TM, un po' la moto di riferimento in Supermoto. Passare a Honda con un team che, pur storico, in S1 non aveva ancora fatto grandi risultati... C'era un po' di "paura", anche perché a 33 anni non sono di primo pelo, ma neanche un veterano, quindi non sapevo cosa aspettarmi. Invece mi sono subito trovato bene con la moto, con il team abbiamo lavorato bene e sono andato addirittura più forte degli anni precedenti! Una cosa abbastanza sorprendente.

Quand'è che hai cominciato davvero a crederci? C'è stato un momento in particolare?

Alla prima gara degli Internazionali d'Italia a Ortona ho fatto la Superpole davanti al tre volte campione del mondo Schmidt. Da subito quindi è stata una sorpresa! Ma dici, è un giro solo, quindi mi è andata bene... In gara però ho fatto secondo e gli sono rimasto sempre molto vicino: mi era venuta l'acquolina in bocca. Da quel momento in avanti però sono sempre rimasto vicino a Schmidt, che ha fatto un errore a Busca, mentre io ho vinto e sono passato al comando del campionato. Nel round dopo io gli sono rimasto vicino finché non ha bucato, quindi ho preso altri punti. Il mio peggior risultato stagionale è stato un 3° posto! Sono stato sempre concreto e ce l'ho fatta.

Al Mondiale Supermoto invece?

Quello è stato soprattutto una bella sorpresa! La prima gara in Spagna è stata invece abbastanza difficile, non eravamo pronti, tra la moto nuova e una pista molto scivolosa. Ma ho fatto 4°, in linea con l'anno precedente. Quando siamo andati in Sardegna ho fatto 3°, ma sono sempre rimasto molto vicino a Chareyre ed a Schmidt. Lì mi sono caricato tanto! Da quel momento sono riuscito a migliorarmi sempre di più. Ho fatto la Superpole sia in Polonia che in Germania, ma in entrambi i casi ho avuto parecchia sfortuna. Nonostante tutto sono riuscito a fare quattro podi in sei gare, ma soprattutto sono rimasto sempre vicino ai primi due.

Facciamo un passo indietro: da dove inizia la passione per le moto?

Mio papà è un ex pilota e lo seguivamo sempre. È un fornaio, assieme a mia mamma gestisce un panificio-pasticceria. Posso dire di essere cresciuto davvero a pane e motori! Sia mio papà che mia mamma mi hanno sempre appoggiato in tutto quello che ho fatto, devo sempre ringraziarli per questo. Quando avevo 4-5 anni mi ha regalato una minimoto e ho iniziato a girare nei parcheggi, finché a 6-7 anni ha visto qualcosa, quindi lui ha smesso e ho cominciato io. Prima nel minicross, vincendo svariati titoli triveneti e regionali, poi ho fatto 2° in un campionato italiano. Nel passaggio a una moto grande però mio papà ha scoperto questa disciplina e si è preso un motard, una supermoto. È andato girare su un piccolo kartodromo ad Arzignano, vicino a casa mia: la prima volta sono andato solo a vederlo, la seconda mi ha chiesto di provare e sono andato forte! Mi sono divertito da subito, mi piaceva, con lo sterrato poi... Ho capito che quella era la mia disciplina.

Inizi quindi a competere in Supermoto.

Avevo 13 anni: grazie all'aiuto del concessionario Piazza Moto nel mio paese ho cominciato con un Beta 85cc nel Trofeo Malossi Supermoto Junior. L'anno dopo, sempre tramite un concessionario, Tutto Moto di Lonigo, ho avuto il 450, il motard vero, anche se 14 anni non era ancora l'età giusta! Ma ho fatto il Campionato Triveneto Supermoto, al quale partecipavano anche piloti importanti dell'Italiano, e ho ottenuto subito ottimi risultati.

Arrivi nel Campionato Italiano Supermoto, ma c'è anche il salto Mondiale.

Nel 2006 grazie al team Virex, squadra KTM di Padova, ho fatto tutto il campionato S3, la 250, e in parallelo ho fatto le selezioni per la KTM Supermoto Junior Euro Cup. Sono stato selezionato e ho fatto una gran stagione che mi ha aperto parecchie porte. L'anno successivo infatti ho cominciato a correre da professionista col team Motorbike di Nazzareno Cinti, ho fatto l'Italiano S3 e l'ho vinto. Dovevo vincere anche l'Europeo, ero in testa al campionato, ma il mio team aveva anche un pilota nel Mondiale Supermoto S2 che poi s'è fatto male. Cinti mi ha proposto di prendere il suo posto, ho sacrificato quel titolo e nel 2007 sono entrato nel Mondiale.

Una grande occasione per te.

Ero però completamente fuori categoria, quelle moto erano dei mostri da guidare. L'esordio è stato molto sfortunato: al Lingotto a Torino per il GP d'Italia, sotto la pioggia, avevo fatto una bella rimonta da 20° a 7°, ma ho avuto un problema alla frizione e mi sono ritirato. Alla fine ho chiuso la stagione 20° e con due gare in meno. Oltre al titolo italiano c'è stato anche il Trofeo Supermoto delle Nazioni, ero stato selezionato nel team junior e abbiamo vinto! Nel 2008 ho firmato per New Team Aprilia, abbiamo fatto tutto il Mondiale e ho vinto il titolo di Rookie dell'Anno. Da allora ho sempre corso da professionista, piazzandomi da 5° a 10° nel Mondiale e sempre nei 5 nell'Italiano S1.

Fino ad una sorta di "click" nella stagione 2019.

Da allora ho sempre vinto il titolo italiano S1, mentre al Mondiale sono sempre stato 4° o 5°. Quest'anno ho fatto 3°, il mio miglior risultato. In ottica Supermoto delle Nazioni, le nostre Olimpiadi, siamo sempre andati a medaglia, secondi o terzi, tranne quest'anno: con Fabrizio Bartolini e Luca D'Addato abbiamo chiuso al 5° posto. Ci rifacciamo l'anno prossimo!

La tua è una carriera decisamente di successo.

Sono sempre stato soddisfatto di tutto quello che ho fatto. Sono sempre stato un pilota che ha avuto come obiettivo il professionismo. Rispetto a tanti altri non avevo la possibilità di arrivare con le valigie coi soldi. È stata una cosa che mi ha sempre ripetuto mio papà: se volevo fare, dovevo guadagnarmi tutto. Da lì mi sono sempre dovuto gestire tutto per poter correre da professionista. Non sono mancati gli anni difficili, ma anche magari con mezzi 'inferiori' mi sono sempre fatto valere contro piloti come Lazzarini, Beltrami, van den Bosch... Piloti che hanno fatto la storia di questa disciplina. Tutto ciò mi ha fatto crescere tanto, adesso sto facendo tesoro di tutta la fatica che ho fatto.

La stagione Supermoto è finita, ora cosa stai facendo? Un po' di ferie?

Dopo la fine dei campionati praticamente ho fatto una settimana di vacanza. Ora sto già riallenando, siamo già di nuovo a pieno regime. Non siamo mai fermi! Alla fine però è la mia passione, quindi non mi pesa per niente. Anzi, il grosso del lavoro lo fai adesso, poi durante l'anno è mantenimento. Ma mi sto dedicando anche alla mia Samma School: sto cercando di tirare su dei giovani talenti nel mondo del fuoristrada in generale al Offroad Park di Pietramurata, l'impianto di Sabrina Trentini, la mia fidanzata.

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