Il Circuito di Torretta: un sogno siciliano fermo ai box

Storie di Moto
venerdì, 10 ottobre 2025 alle 18:00
Circuito di Torretta in Sicilia
Circuito di Torretta in Sicilia
Grandi speranze e profondi silenzi. L’Autodromo Piano dell’Occhio, conosciuto come Circuito di Torretta o Autodromo MBR “Vincenzo Florio” sarebbe dovuto diventare il fiore all'occhiello del motorsport in Sicilia assieme all'Autodromo Valle dei Templi. Invece è chiuso dal 2019. La sua storia è un concentrato di entusiasmo, ambizione e attese sospese. Ora in circuito continua a vivere più nei ricordi, nelle speranze che nei progetti concreti.

Un autodromo nel cuore della Sicilia

All’inizio degli anni 2000, l’idea era chiara: creare un vero e proprio autodromo permanente in Sicilia, capace di riportare sull’isola la tradizione motoristica che fu della Targa Florio. Nel 2003 partirono i lavori. Il terreno venne spianato, l’asfalto steso, presero forma le prime curve nella piana di Torretta, vicino a Palermo. Il sogno era ambizioso: un tracciato tecnico, immerso nella natura, destinato a ospitare gare auto e moto a livello nazionale. Chiaramente era troppo piccolo per ambire a grandi eventi ma tanti speravano potesse fungere da pista per i test invernali data la sua posizione geografica.
Nel 2007 c'è stata l’inaugurazione del primo tratto: 2,4 chilometri di pista con quindici curve, una larghezza media di 14 metri e un disegno che alternava tratti veloci e sezioni guidate. Nonostante l’entusiasmo iniziale, i lavori di completamento con la costruzione di box, tribune, servizi e paddock, non sono mai stati ultimati. Le difficoltà economiche e burocratiche hanno rallentato il progetto, fino a portare il circuito a una progressiva inattività.
Negli anni successivi, l’Autodromo Piano dell’Occhio ha comunque ospitato eventi locali, giornate di prove libere, corsi di guida e manifestazioni amatoriali. Il circuito, però, non è mai riuscita a ottenere le omologazioni complete necessarie per competizioni ufficiali FIA o FIM.
Nel 2019 è arrivato lo stop definitivo. Cancelli chiusi, attività sospese, e una sensazione di incompiuto che ancora oggi pesa sul destino del circuito. Oggi, percorrendo la strada che porta a Torretta, si intravedono ancora le curve disegnate nell’asfalto, le linee dei cordoli, e la torre dei box rimasta a metà, come una fotografia sbiadita di un sogno interrotto.
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