Formula TT: il campionato dimenticato che ha forgiato leggende

Storie di Moto
venerdì, 21 marzo 2025 alle 12:28
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Il Tourist Trophy nacque nel 1907. Inizialmente era una gara singola ed iconica come del resto lo è pure oggi ma non solo. Per anni fece parte del Campionato del Mondo di Velocità, l'attuale Motomondiale. Venne esclusa ufficialmente nel 1977 perché ritenuta troppo pericolosa ma già negli anni precedenti molti piloti di primo piano avevano iniziato a boicottarla per motivi di sicurezza, primo tra tutti Giacomo Agostini. C'è però chi aveva però il TT nel sangue e non voleva rinunciare a quella gara, ai suoi valori ed al suo fascino. Nel 1977 nacque un nuovo campionato alternativo ai Gran Premi tradizionali: il Formula TT, Tourist Trophy World Championship. Prevedeva una serie di gare su circuiti leggendari ed era organizzato sotto l'egida della Federazione Motociclistica Internazionale.

I circuiti

La gara di riferimento era ovviamente il mitico Tourist Troophy sull' Isola di Man. Erano presenti anche altri appuntamenti su tracciati stradali, come Ulster Grand Prix e North West 200 in Irlanda del Nord, Macau Grand Prix in Cina ed Imatra in Finlandia. Questi circuiti, ricavati da strade pubbliche, offrivano scenari spettacolari ma anche un elevato livello di rischio per i piloti. Vennero inserite poi anche delle piste permanenti come Misano, Donington, Assen ed altri.

Le classi, le moto ed il regolamento

Il Formula TT aveva diverse classi, basate sulla cilindrata e sulla configurazione dei motori. C'era il TT F1 con moto derivate dalla produzione, con cilindrate fino a 1000cc., il TT F2 per moto più leggere con motori fino a 600cc ed il TT F3 riservata a moto di cilindrata ancora più contenuta. Le moto utilizzate nella Formula TT erano spesso modelli modificati di marchi iconici come Honda, Yamaha, Suzuki, Kawasaki e Ducati, che trovavano in questa competizione un banco di prova fondamentale per lo sviluppo delle loro tecnologie.
Il regolamento per le motociclette della Formula TT stabiliva che le moto dovevano essere disponibili al pubblico in almeno 1.000 unità prima del 1º marzo della stagione, con omologazione del produttore. Dovevano funzionare con benzina commerciale, avere impianto elettrico completo, avviamento e alternatore. Il telaio e le sospensioni erano libere, ma non si potevano modificare motore, cilindri, carburatori e scatola del cambio. Venivano ammessi alcuni interventi come l’aumento del diametro dei cilindri, modifiche all’impianto di scarico e l’uso di un motore Wankel considerato a 4 tempi. Il regolamento favoriva dunque l'innovazione tecnica, ma mantenendo limiti per la sicurezza e l'equità.

I piloti

Parteciparono tante leggende del motociclismo. Il protagonista assoluto fu Joey Dunlop, il re indiscusso del Formula TT: vinse il Mondiale per ben 5 volte. Scrisse il suo nome nell'albo d'oro anche il mitico Mike Hailwood, per 9 volte Campione del Mondo del Motomondiale. Curioso il fatto che "Mike the Bike" vinse la seconda edizione del Formula TT classe Formula 1 nel 1978 ma appena qualche anno prima aveva gareggiato anche nella Formula 1 su quattro ruote. Carl Fogarty mosse i primi passi proprio nel Formula TT vincendo le ultime tre edizioni del campionato prima di diventare uno tra i piloti che hanno scritto la storia del Mondiale Superbike. Il Mondiale Formula TT aveva un fascino unico, irresistibile, non era un ripiego tutt'altro.

Il declino

A partire dal 1987, il Mondiale Formula TT rimase limitato alla sola classe Formula 1, vinta da Virginio Ferrari con la sua Bimota YB4 R, che sconfisse Joey Dunlop, pur non partecipando al Tourist Trophy e al GP dell'Ulster per la pericolosità dei tracciati. Quella stagione rappresentò il culmine per la Formula TT, che dal 1988 iniziò a subire la concorrenza del Campionato Mondiale Superbike, creato da Steve McLaughlin per offrire uno spettacolo simile a quello della TT-F1, ma con costi più contenuti.
Nel 1990 il campionato Formula TT fu ufficialmente cancellato. Molte delle sue gare, come il Tourist Trophy dell'Isola di Man e il North West 200, continuarono a vivere come eventi indipendenti e tutt'oggi rappresentano alcune delle competizioni motociclistiche più spettacolari al mondo.
Foto: Henny Ray Abrams

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