“Amo le moto, altrimenti non sarei qua!” Si presenta così Valentina Chiodo di Verona, una delle circa 50 commissarie di pista (qui vi abbiamo raccontato di Patrizia Suzzi) al lavoro durante lo scorso Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini del Mondiale MotoGP. Un ruolo per cui ha ottenuto la licenza solo quest’anno ma che svolge con grande passione e impegno. Ha grande esperienza nell’antincendio, attualmente collabora da tre anni con un’azienda, e in precedenza ha lavorato anche per aziende che si occupano di sicurezza sul lavoro: manutenzione, estintori, corsi di sicurezza, primo soccorso. Ha fatto l’agente di viaggi per vent’anni ed è stata anche volontaria in un’associazione di Protezione Civile accreditata dalla Guardia Costiera del Lago di Garda. È commissaria di gara per la prima volta in MotoGP e ci ha raccontato la sua esperienza.
Quando sei diventata commissario di gara?
Siccome sono appassionata di moto, ho deciso di fare anche il commissario di percorso. A febbraio 2024 ho preso la licenza per godermela anche da questo punto di vista, per divertirmi e per collaborare con tutti i commissari che avevo conosciuto nelle precedenti esperienze.
Qual è stato il tuo primo evento in questa veste?
Il primo servizio l’ho fatto a marzo di quest’anno a Modena, per fare un po’ di esperienza e cercare di impratichirmi, per essere all’altezza dei colleghi che lo fanno ormai da decenni. Ho fatto ad esempio il CIV Junior a luglio, poi tendenzialmente gare ‘piccole’. La prossima settimana sarò di nuovo a Modena perché girano le Ducati… Sempre situazioni piccole.
C’è poi il “salto” Mondiale, giusto?
Dai campionati piccoli al Mondiale, è un’emozione fantastica. Il primo grande servizio è stato con la Superbike a giugno di quest’anno, sempre qui a Misano. Ero alle bandiere. Una bellissima esperienza, mi sono divertita tantissimo.
FOTO DI GRUPPO ALLA CURVA 16: oltre a Valentina Chiodo, Gianni Cesarillo, Tony Pagano, Vito Fusco, Eugenio Semprini, Claudio Simonti e i ragazzi della squadra antincendio
Ora c’è anche la MotoGP, in un ruolo diverso.
Anche l’anno scorso ero qui a Misano, ma come servizio antincendio. In questo frangente ho chiesto di essere messa ai recuperi per cercare di fare un po’ di pratica anche su quello. Devo dire che è molto simile al lavoro dell’antincendio, devi essere pronta e scattante, e avendo già questa esperienza ero sempre sul pezzo. Mi piace di più, mi stimola di più. Ma essere qui in un Mondiale di così grande prestigio, è un’emozione indescrivibile.
Per quanto avevi fatto il servizio antincendio?
Per due anni, sempre a Misano come circuito. In seconda battuta comunque anche i rally, sono stata al circuito di Magione.
Com’è nata la tua passione per le moto?
È nata da ragazza: avevo tutti gli amici con la moto, chi aveva il CBR 600, chi la Ducati 999… Ho cominciato da zavorrina, come sono ancora adesso perché non ho la patente della moto. Dai 16 anni, età in cui all’epoca si prendeva la patente per le 125, ho cominciato ad appassionarmi. Col passare degli anni poi si è rafforzata.
Hai mai provato a girare in moto?
Ni, nel senso che ho un po’ paura. A starci sopra, guidarla io... Ho provato, ma ho paura. Però guardarle, intervenire, scattare per cercare di dare una mano, mi piace proprio tanto.
Hai fatto sia la Superbike che la MotoGP. Hai un “campionato preferito”?
La domanda non è scontata, ma la risposta sì: la MotoGP per forza!
Hai un pilota preferito?
Io cerco di essere imparziale. Chi è corretto in pista, chi corre bene, per me va bene. Non ho un prediletto. Logico però che se vince l’Italia è meglio!