Dal sogno di Arturo alle strade del mondo: come Magni ha reinventato la moto artigianale

Storie di Moto
lunedì, 02 febbraio 2026 alle 19:00
Magni moto
Magni moto
Artigianato, tecnica e cuore. La Magni è una delle aziende motociclistiche artigianali più longeve d'Italia.
Dietro questo marchio c’è Arturo Magni, l’uomo che ha trasformato l’esperienza dei box più vincenti del mondo in moto da strada uniche, costruite a mano, una alla volta. In ogni modello c’è il filo invisibile che collega la gloria delle corse agli ingranaggi della vita quotidiana su due ruote.
Arturo Magni nacque nel 1925 a Usmate Velate, vicino Milano. Durante la sua infanzia si divertiva a realizzare modellini di aerei ed alianti. Inizialmente lavorò nel settore aeronautico. Nel 1947 entrò nel mondo delle moto con la Gilera, contribuendo all’assemblaggio del motore quattro cilindri da Gran Premio che portò poi l’azienda alla conquista di sei titoli mondiali nella classe 500.
Nel 1950 il Conte Domenico Agusta chiamò Magni al reparto corse della MV Agusta, dove diventò capo meccanico e poi Direttore Sportivo. Qui aveva piloti quali Giacomo Agostini, John Surtees e Mike Hailwood, collezionando titoli mondiali in serie tra piloti e marche. Quando MV Agusta si ritirò dalle competizioni nel 1976, Magni non smise di sognare.

La nascita della magni Moto 

Nel 1977 Arturo Magni fondò la Magni Moto insieme ai figli, trasformando l’esperienza decennale in una piccola impresa artigianale. L’obiettivo non era correre, ma trasferire la cultura delle corse nelle moto di serie limitata: telai in tubi di acciaio cromo-molibdeno, saldature TIG, geometrie studiate per la guida sportiva e soluzioni tecniche avanzate.
I primi passi dell’azienda riguardavano kit e modifiche per MV Agusta: conversioni da cardano a catena, maggiorazioni di cilindrata, sospensioni e telai migliorati. In questo modo, Magni rese possibile restaurare moto storiche o costruire repliche da competizione, mantenendo il motore originale ma migliorandone la ciclistica e la guida.
Negli anni ’80 la Magni Moto face il grande salto. Nacquero le prime moto complete, inizialmente con motori Honda CB900F. Le MH1 e MH2, rispettivamente senza e con carenatura, segnarono l’inizio di una produzione artigianale esclusiva, limitata a poche centinaia di esemplari.
Seguirono modelli basati su motori BMW boxer e, a partire dal 1985, Moto Guzzi, scelta che rafforzò l’identità “totalmente italiana” delle motociclette. In questo periodo Magni sviluppò il celebre parallelogramma, una sospensione posteriore che annulla le reazioni della trasmissione a cardano, rendendo la guida simile a quella di una moto a catena: un piccolo capolavoro di ingegneria applicata alla strada.
Anni dopo arrivarono modelli come LeMans, Classico 1000, Arturo 1000, Sfida e Australia, tutti caratterizzati da linee pulite, dettagli artigianali e prestazioni da sportiva. L’attenzione alla ciclistica, alle sospensioni e ai telai continuava a essere il marchio di fabbrica di Magni. Negli anni la Magni moto ha continuato a realizzare autentici gioielli. tra questi la Experience, una special da competizione schierata fuori classifica al Bol d'Or Classic oppure “Filo Rosso”, un prototipo con motorizzazione MV Agusta 3 cilindri 800cc molto apprezzato.
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