Paolo Simoncelli: “I genitori possono essere un problema”

Paolo Simoncelli: “I genitori possono essere un problema”

Paolo Simoncelli ha voluto parlare di un problema di alcuni giovani piloti, vale a dire l’atteggiamento dei genitori. Ecco cosa ne pensa.

di Diana Tamantini, @dianatamantini

Il boss della SIC58 Squadra Corse, Paolo Simoncelli, ha ormai dimestichezza con l’ambiente del Motomondiale grazie al periodo vissuto accanto al figlio, lo scomparso pilota Marco, al quale è intitolata la struttura. Da proprietario di una squadra quindi sa ormai di cosa hanno bisogno i piloti, ma da padre non ha mancato di sottolineare un atteggiamento che non gli è piaciuto, vale a dire il comportamento di alcuni genitori dei giovanissimi avviati nel mondo delle due ruote.

“Il problema più grande di alcuni piloti sono i genitori” ha dichiarato senza mezzi termini Simoncelli, come riportato da Speedweek. “Sono pazzi. Vogliono che i figli inizino a correre presto perché magari è uno sport che a loro piace, e se sono fortunati e il ragazzo ha talento, allora si continua, come è successo a me. Ma a volte sorgono seri problemi se al bambino non piace: ho visto giovani che non avevano nessuna intenzione di correre, ma sono stati costretti da genitori che credevano di aver generato un nuovo Valentino Rossi.”

“Lui, Poggiali e Melandri, per esempio, arrivano tutti dalle minimoto, una buona scuola per i ragazzi, e questo ha fatto scattare qualcosa nella testa di alcuni genitori, convinti di avere dei fenomeni in casa” ha continuato, aggiungendo scherzosamente un “È tutta colpa loro” prima di tornare serio. “Con le minimoto tutti possono iniziare presto, ma ritengo che l’età giusta sia tra i 9 ed i 10 anni. In quel periodo avviene lo sviluppo del bambino: quello che impara in quella fascia d’età se lo porterà dietro per tutta la vita.”

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