MotoGP, Michele Pirro: “Lorenzo in Honda? Sono preoccupato”

MotoGP, Michele Pirro: “Lorenzo in Honda? Sono preoccupato”

Michele Pirro descrive il ruolo del collaudatore di MotoGP. Lavorare con Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo è servito a portare Ducati ad alti livelli la Ducati, ma dal 2019 lo spagnolo sarà un duro avversario.

di Luigi Ciamburro
Michele Pirro

Ducati è il team di MotoGP che maggiormente ha investito sui collaudatori. Alla fine del 2012 è stato ingaggiato Michele Pirro, mentre Casey Stoner sta per concludere il suo terzo anno (forse l’ultimo) al servizio della Desmosedici. Nessun team ha potuto contare mai su due tester d’eccezione, tanto che dopo averne capito l’importanza anche Honda, Yamaha e KTM si stanno attrezzando per la prossima stagione.

PIRRO WILD CARD – Se oggi la Rossa di Borgo Panigale viene ritenuta la MotoGP più completa in griglia è anche merito del tester pugliese, abbastanza giovane per trovare motivazioni nel suo lavoro un po’ a margine delle grandi scene, abbastanza veloce per poter aspirare a qualcosa di più e contendersi le posizioni di vertice quando veste i panni della wild card. Un lavoro di certo non facile e che troppo spesso passa in secondo piano: “E’ molto piacevole per noi poter partecipare anche alle gare – ha ammesso Michele Pirro a Speedweek.com -. Se otteniamo buoni risultati, come il quinto posto a Misano 2017, questo è molto soddisfacente e un vero piacere. Per noi è importante lavorare da soli su una pista per tre giorni, solo tu e la pista per molte ore… lavorando, testando, valutando. No, non è facile“.

IL LAVORO DI TESTER – Per svolgere al meglio il lavoro del collaudatore serve costanza e concentrazione, facendo attenzione a non schiantarsi quando si prova al limite, non solo per la propria condizione fisica, ma anche per non mandare a monte la tabella di lavoro. Recentemente Michele Pirro è stato autore di un brutto incidente al Mugello durante le FP2 che ha lasciato per un attimo tutti con il fiato sospeso. “È importante essere veloci senza rischiare troppo. Vado al limite e se necessario si rischia. Succede, ma nel complesso questo non è l’obiettivo di un test. Il tuo compito è quello di sviluppare una moto che può essere veloce per 20 o 30 giri“. Il suo impegno sembra rivolto interamente al servizio di Jorge Lorenzo e Andrea Dovizioso, ma in vero “lavorare per Jorge e Dovi mi ha fatto crescere come pilota. Tutti e tre insieme abbiamo generato molti dati che ci hanno aiutato a portare la moto a questi alti livelli“.

LORENZO PILOTA HONDA – Dal prossimo anno il maiorchino non farà più parte del box Ducati, ma Michele Pirro sente di dovere molto ad un fuoriclasse come Lorenzo, un’occasione che nella vita capita poche volte: “È stato un onore e una grande opportunità per me lavorare con un campione del mondo come Jorge. Ho anche lavorato con Dovi, sono due piloti molto forti. So che Jorge non guiderà per la Ducati il ​​prossimo anno, ma devo dire che lascerà un sacco di cose buone. Mi ha dato molto personalmente… Ma nella vita, le persone vanno e vengono”. Dal prossimo anno sarà un avversario difficile da battere. “La cosa peggiore è che non gareggerà con noi nel 2019. Ma non perché si dimette come Stoner, ma perché guiderà un’altra moto. Sono preoccupato, però abbiamo una squadra forte con Dovizioso“.

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