Moto2: Miguel Oliveira “La differenza è più nella testa che nella moto”

Moto2: Miguel Oliveira “La differenza è più nella testa che nella moto”

Parla Miguel Oliveira, protagonista assieme a Bagnaia di un’intensa battaglia per la corona iridata, ma senza avvertire troppa pressione: “Penso ad una gara alla volta.”

di Diana Tamantini, @dianatamantini

La lotta iridata nella categoria intermedia è ormai principalmente tra due piloti: parliamo di Francesco Bagnaia e Miguel Oliveira, battaglieri protagonisti della stagione 2018 come visto soprattutto al Red Bull Ring, quando i due piloti hanno dato vita ad un corpo a corpo emozionante vinto da ‘Pecco’. Non è sicuramente però da sottovalutare quando sta facendo Oliveira: unico pilota portoghese presente nel Motomondiale, capace con i suoi risultati di far scoprire le due ruote ad un paese appassionato prevalentemente di altri sport, l’alfiere Red Bull KTM Ajo sta sicuramente realizzando la sua stagione migliore nella categoria intermedia, l’ultima prima dell’esordio in MotoGP con KTM-Tech3.

Miguel Oliveira non si è fermato nemmeno in questi giorni, visto che assieme alla sua squadra e ad al collega Brad Binder è stato protagonista al MotorLand Aragón di alcuni test privati, dividendo la pista con alcuni team della categoria regina. Oltre a ciò, da anni il pilota di Almada gestisce una scuola-campionato (la Oliveira Cup) per favorire così la crescita di giovani talenti portoghesi: uno di questi è attivo in Supersport 300, mentre un altro sarà all’esordio nella tappa di Portimao con una squadra sostenuta proprio dal pilota Moto2 (qui i dettagli).

“Non sono mai contento di arrivare secondo quando so di poter vincere, tuttavia sono stato contento del mio ritmo. So di aver dato tutto, ma felice di un secondo posto? No.” Bastano queste poche parole, dichiarate nel corso di un’intervista rilasciata a crash.net durante il GP britannico, per delineare il carattere e la grinta in pista di Miguel Oliveira, come detto ‘solo’ secondo in Austria dopo una grande battaglia con Bagnaia. “Comincio ogni Gran Premio con il pensiero della vittoria in testa. Nel corso del fine settimana si lavora duramente per risolvere tutti i problemi che possono allontanare questo obiettivo, fino a renderlo realistico. Ogni volta però si pensa sempre al primo posto.”

Un obiettivo però non sempre facile da raggiungere, soprattutto per le sessioni di qualifiche non sempre chiuse nella migliore delle posizioni: qualche volta il pilota portoghese si è reso protagonista di importanti rimonte anche da oltre metà griglia, riuscendo però sempre a concludere tra le prime sei posizioni al traguardo (con due vittorie ed altri cinque piazzamenti sul podio). “In Moto2 la competizione è incredibilmente serrata” spiega lo stesso Oliveira sempre nella medesima intervista. “Un decimo o un piccolo errore possono costarti tre file in griglia di partenza. A volte può essere frustrante se sai di avere un buon ritmo: se sei costante ma altri riescono a realizzare anche solo un buon giro, parti dietro.”

Ma qual è la maggiore differenza? “Penso che sia più nella testa che nella moto. Non c’è questo grande divario tra diversi materiali (ad esempio, tra la rigidezza del telaio in acciaio e di quello in alluminio), ma dipende da come li usi. Per me però gli aspetti più importanti sono le gomme e le sospensioni.” Non è da trascurare nemmeno l’intesa con la squadra: il sodalizio con KTM è sempre più forte, come dimostra l’esordio nel 2019 sempre in sella alla moto della squadra austriaca, dall’anno prossimo legata al team Tech 3. “Si circondano di persone capaci e stanno migliorando costantemente, anche in MotoGP. L’obiettivo è sempre quello di arrivare a conquistare la vittoria.”

“Sarei un bugiardo se dicessi di non pensare al campionato, ma solo a fine giornata, mai in pista” ha poi aggiunto. “Di sicuro è una motivazione extra, ma non mi mette alcuna pressione. Si pensa ad una gara per volta e l’unico aspetto da considerare è non cercare di fare manovre stupide o che possano portare ad una caduta, cercando di guadagnare sempre il maggior numero di punti possibili.” Parlando poi del suo futuro nella categoria regina, “Ho provato la RC16 l’anno scorso ad Aragón, un regalo della squadra, ma penseremo al 2019 solo alla fine di questa stagione. Lavorerò con Guy Coulon e tutto l’attuale team di Zarco: lavorare con queste persone mi aiuterà ad imparare più velocemente.”

Un presente ed un possibile futuro che però si divide già da qualche anno tra i motori e gli studi da dentista: due lavori completamente diversi, che però Oliveira è determinato a mantenere. “Ora è difficile combinare le due cose, ma ogni volta che torno a casa faccio pratica. Non si tratta di un ‘piano di riserva’: io metto sempre tutto il mio impegno nelle corse, ma mi piace anche questa attività.”

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