Adrian Huertas non ha dato scampo a nessuno in gara 1, ma l'immagine più bella dell'antipasto di Cremona è stata la stretta di mano finale fra il vincitore e lo sconfitto, Yari Montella. Ultimamente c'era stata parecchia tensione fra i due principali aspiranti al Mondiale, compreso il finale a nervi tesi della Superpole del giorno prima. Adesso sembra tornata la calma, meglio così. Lo spagnolo della Ducati Aruba è partito davanti, ha chiuso la porta alle velleità di Montella e da metà gara in poi si è involato tutto solo. Con il nono trionfo in stagione ristabilisce le distanze dal pilota campano. Adesso sono 23 i punti di margine, perchè Yari non è riuscito a salvare neanche il secondo posto dal veemente attacco di uno Stefano Manzi mai domo. E' ancora lunga, ma quando Huertas è in giornata è fuori portata dagli altri due.
Yari Montella: "Gara di sopravvivenza"
Prima di prendere il via Montella ha annunciato il passaggio in
Superbike 2025 con il team Barni, a fianco di Danilo Petrucci. Ci sarebbe voluta una prodezza per mandare in ghiaccio una giornata memorabile. Invece
"l'avantreno si chiudeva, non ero tranquillo, così ho cercato di arrivare in fondo, perchè i punti sono molto importanti" ha spiegato il ragazzo campano. Huertas invece tira un respiro di sollievo dopo i dubbi emersi soprattutto a Magny Cours.
"Qui il team è stato perfetto, dal venerdi sto guidando come piace a me, ci voleva una vittoria così." L'anno prossimo
Huertas cambierà aria, cercando fortuna in Moto2: in Superbike non ha trovato il posto di spicco che lui desiderava.
Federico Caricasulo spreca l'occasione
Una scivolata nel finale ha mandato in fumo la bella prestazione di Federico Caricasulo che stava portando a casa un quarto posto eccellente. Per fortuna c'è un'altra occasione per provare a dare corpo a questo week end sentitissimo da pilota e squadra. Dietro Huertas, Manzi e Montella c'è una frattura di parecchi secondi, un dato già emerso in numerose gare precedenti: aldilà della formula Next Generation che bilancia le prestazioni, i tre sembrano decisamente di un'altra caratura rispetto al resto.
Foto Dani Guazzetti