Come abbiamo già raccontato, per Puccetti Racing si è aperto un nuovo importante capitolo della sua storia diventando
team ufficiale Kawasaki nel Mondiale Superbike. Un cambiamento che comporta responsabilità e che inevitabilmente alza anche l'asticella degli obiettivi. Il pilota scelto è Garrett Gerloff, che nel primo test a Jerez è stato subito molto veloce con la Ninja ZX-10RR: al terzo giro ha siglato un tempo migliore di quelli registrati da Tito Rabat nelle due gare lunghe dell'ultimo round. Di tutto questo abbiamo parlato con il team principal
Manuel Puccetti.
Superbike, Corsedimoto intervista Manuel Puccetti
Manuel, quanto sei soddisfatto per questa nuova avventura nei panni di Kawasaki Racing Team WorldSBK?
"Dopo tanti anni da squadra privata in Superbike e ufficiale in Supersport, arrivare a rappresentare un costruttore nelle prime due categorie del Mondiale è una bella soddisfazione. E anche una grande responsabilità e un sogno che si avvera".
Come cambia adesso la collaborazione con Kawasaki? Nonostante il progetto Bimota, come vedi il coinvolgimento della casa di Akashi nel vostro progetto?
"Sono contenti e motivati. Per la prima volta stiamo interagendo con Kawasaki Japan, che è completamente un altro filone rispetto a Kawasaki Europe, con la quale avevo contratti e contatti in precedenza. Fin dal primo test ho visto un mega coinvolgimento del management giapponese nel nostro box".
Il primo test con Gerloff è stato molto positivo.
"È andato subito fortissimo e ha già fatto capire il potenziale che potrà avere alla guida della Ninja. Ho visto che ha un grande talento, si è adattato velocemente alla moto. Con Garrett mi aspetto di poter fare una stagione nella top 5, conquistando anche qualche podio".
Su quali aspetti avete lavorato a Jerez?
"Nel primo giorno siamo ripartiti dalla moto del weekend di gara. Nel secondo abbiamo provato una nuova evoluzione del motore 2025, un po' più potente del 2024. Avevamo anche degli aggiornamenti delle sospensioni e abbiamo lavorato in generale sulla messa a punto della moto, cercando di cucirla addosso alle esigenze del pilota. Gerloff ha iniziato già a guidare la Kawasaki come deve essere guidata: violentandola in frenata, facendola girare nel minor tempo possibile e poi rialzandola velocemente in uscita. L'elettronica funziona al meglio se usi la moto così. Lo facevano anche Rea e Razgatlioglu, con frenate da 18-20 bar di pressione sulla gomma anteriore. Questa cosa è fondamentale per andare veloce con la Kawasaki, Garrett lo ha già capito e il suo stile si sposa bene con le esigenze della moto. Siamo molto contenti di aver scelto lui, il matrimonio sembra partito bene, la base iniziale è ottima. Ovviamente lavoreremo per metterlo sempre più a suo agio".
Quali fattori avete considerato per arrivare a scegliere Gerloff?
"Lo abbiamo scelto soprattutto per il suo talento. È arrivato quattro anni fa nel Mondiale Superbike e ha sempre lavorato con squadre satellite in cui c'erano due piloti. Ora è in un team ufficiale che sarà concentrato solo su di lui, mettendolo al centro del progetto. Credo molto nel suo talento e nella sua velocità. Abbiamo studiato anche il suo stile di guida, che sembra sposarsi bene con la moto. Inoltre, l'America è il primo mercato mondiale di Kawasaki per quanto concerne la vendita della Ninja ZX-10R, quindi per loro è importante anche il fattore nazionalità".
Su cosa vi concentrerete nel prossimo test a Jerez (26-27 novembre)?
"Inizieremo a lavorare più approfonditamente sull'elettronica per cucire meglio addosso la moto a Garrett. Questa sarà la priorità. Dobbiamo lavorare tanto anche sulle qualifiche, perché lui con i marchi precedenti non è riuscito a essere sufficientemente efficace sul giro secco, se non in alcune occasioni".
Supersport, Puccetti cambia: da Can Oncu a Jeremy Alcoba
In Supersport come è nata la decisione di puntare su Jeremy Alcoba?
"Ha 22 anni ed è un buon talento. Abbiamo valutato sei piloti già in Supersport, ma tutti che avevano già dimostrato il loro potenziale e abbiamo deciso di provare a pescare il jolly, come abbiamo fatto in passato puntando su Krummenacher, Montella e Oettl. Speriamo che Alcoba vada bene come era successo con loro. Non avremo un secondo pilota, con Kawasaki abbiamo deciso di concentrarci su di lui. Abbiamo già molta carne sul fuoco, dato che stiamo affrontando un impegnativo passaggio da team privato a team ufficiale. C'è una nuova moto da sviluppare e il 26-27 novembre saremo in pista a Jerez".
C'è un po' di rammarico per come è finita l'esperienza con Can Oncu?
"Abbiamo fatto cinque anni con Sofuoglu, cinque anni con Razgatlioglu e cinque anni con Oncu. Quando Can è arrivato dalla Moto3 lo abbiamo fatto crescere e a 19 anni ha chiuso terzo il campionato del mondo Supersport 2022. Nel 2023 puntavamo al titolo, ma purtroppo ha subito un grave infortunio a causa dell'incidente con Montella ad Assen. L'abbiamo supportato totalmente nel recupero, però forse non è tornato al 100% fisicamente e forse c'è stata anche una questione di motivazioni. Dopo tanti anni assieme, probabilmente la cosa migliore per noi e per lui era quella di cambiare. Assieme a Sofuoglu siamo arrivati alla decisione di fermarci".
Razgatlioglu campione Superbike e ipotesi MotoGP
Razgatlioglu si è laureato campione del mondo SBK con BMW: come hai vissuto il trionfo del tuo ex pilota?
"Abbiamo un rapporto fraterno, siamo sempre in contatto. Quando è nata l'operazione BMW, Sofuoglu ha parlato anche con me per valutare cosa fosse meglio per il futuro di Toprak. Abbiamo pensato che andare in BMW potesse essere una grande opportunità e una nuova sfida molto stimolante, dato che in quel momento non era felicissimo in Yamaha. Un anno fa molti dicevano che aveva firmato solo per soldi, poi abbiamo visto che ha vinto 18 gare e il titolo mondiale. Ha dimostrato di essere il più forte, quello che fa la differenza. È stata una grande soddisfazione personale. Se dominerà anche il prossimo campionato, secondo me valuterà anche di cambiare costruttore per cercare nuovi stimoli. È uno affamato e che non si accontenta mai".
Lo vedresti anche in MotoGP?
"Per me non è secondo nessuno a nessuno, con tutto rispetto per i piloti MotoGP. È un talento cristallino e con una gestione in pista che è unica, difficile trovargli un difetto. Un talento del genere potrebbe fare benissimo anche in MotoGP, il problema è che Toprak ormai si è formato e adattato alla guida delle Superbike, moto derivate dalla serie, e alle gomme Pirelli. Ma penso con una moto vincente e con un po' di tempo di adattamento potrebbe vincere anche là".