Dallo scorso anno il
Cremona Circuit “Angelo Bergamonti” ospita la
Superbike, segnando il ritorno del mondiale delle derivate di serie in Lombardia dopo undici anni dall’ultima gara a Monza. Nonostante i molti dubbi iniziali, pochi rimangono irrisolti. Il
Cremona Circuit è un tracciato moderno e sicuro, circondato da infrastrutture (ora) all’altezza. Sebbene il confronto con i tempi d’oro della SBK sia impietoso, non deve scoraggiare. Gli elementi valutati per la scelta di Cremona sono chiari e puntano nella direzione di migliorare l’esperienza e attrarre più spettatori, senza trascurare la sicurezza. Analizziamoli insieme, mettendo a confronto le parole dei protagonisti sugli aspetti più tecnici.
Cremona Circuit è un'opportunità?
Il
Cremona Circuit è stato scelto come tappa del campionato mondiale Superbike per una serie di ragioni. Una strategica: la Lombardia è una regione con un bacino notevole di appassionati delle due ruote; la vicinanza del circuito a Milano e ai suoi aeroporti, inoltre, può attrarre pubblico da ogni dove.
Una avveduta: il Cremona Circuit è moderno e sicuro. Inaugurato nel 2012, il circuito – grazie anche a recenti opere di adeguamento, che continueranno nel prossimo futuro – risponde ai requisiti più aggiornati della SBK.
Scott Redding (Ducati MGM BONOVO Racing) aveva sollevato qualche perplessità sulla ghiaia delle vie di fuga, ritenendo che potesse creare problemi in caso di lungo. Ad oggi, tuttavia, le uscite dei piloti non hanno fatto emergere criticità.
La scelta di Cremona si sposa inoltre con la visione di Dorna, che da anni cerca di portare il campionato in circuiti moderni capaci di offrire un’esperienza di miglior qualità.. Molta attenzione è stata prestata alle infrastrutture (migliorate a inizio 2024, grazie a un investimento di circa 9 milioni di euro) e all’accessibilità, resa ottimale anche dalle dimensioni ridotte della struttura. Aree spettatori ben definite e facilmente raggiungibili, così come zone ricreative e spazi dedicati allo show, contribuiscono a rendere l’esperienza Superbike totale, in linea con l'obiettivo di espandere l'appeal della categoria oltre la cerchia degli appassionati.
Spettacolo fuori, ma soprattutto in pista. Il
Cremona Circuit presenta un
design tecnico, con molte curve strette e un lungo rettilineo. Con almeno sei punti di sorpasso, il tracciato è pensato per garantire bagarre e spettacolo. Rispetto ai circuiti storici del campionato, è molto corto. Le numerose curve strette lo rendono poco adatto ai piloti minuti, come sottolineato da
Alvaro Bautista (Ducati Aruba) nel post Gara 2: “
Per chi è piccolo come me è molto più faticoso muovere la moto, tirarla su e ributtarla dall’altra parte ripetutamente, in così poco tempo”.
Che ne pensano i piloti?
Non è d’accordo il compagno di squadra Nicolò Bulega, il quale, nonostante la tripletta e una struttura fisica differente, proprio non riesce a farsi piacere il circuito: “Continuo a pensare che non sia un circuito che si adatta alle mie caratteristiche. Se mi avessero detto che avrei vinto tre gare a Cremona, non ci avrei creduto. Io sono molto forte in percorrenza, preferisco le curve lunghe e veloci. E credo che anche Ducati sia una moto da curve lunghe. Infatti oggi nell’ultimo tornante ho avuto difficoltà”.
Diverso il parere del campione del mondo Toprak Razgatlioglu, che apprezza molto il circuito: “A Cremona riesco a sfruttare bene la frenata, viste le tante curve strette. BMW ha problemi di chattering e una pista come questa ci permette di mascherarli”. Sulla stessa lunghezza d’onda Xavi Vierge, pilota Honda: “Questo circuito ci permette di compensare i problemi che abbiamo con la gomma anteriore”.