L'apertura del Mondiale Superbike sarà caratterizzata dal pit stop per il cambio gomme obbligatorio. La procedera, come un anno fa, è stata richiesta dal fornitore unico Pirelli per evitare problemi di sicurezza determinati dall'eventuale cedimento degli pneumatici. Phillip Island è il circuito più impegnativo per questo componente, per via dei tre velocissimi curvoni sinistrorsi dove carcasse e mescole raggiungono temperature fuori norma. Per lo stesso motivo non è stata portata la super soffice SCQ mentre la SCX, morbida da gara, sarà utilizzata solo per la qualifica. La sosta ai box sarà quindi il momento cardine delle due gare lunghe. Ma contrariamente a quanto avviene in F1 o nell'Endurance, non c'è bisogno di compiere l'operazione più velocemente possibile. Il fattore determinante è rispettare il tempo imposto. Ecco come funziona tutto il meccanismo.
Chi fa piano va più lontano
Le Superbike non montano sistemi di sgancio rapido delle ruote, prerogativa dell'Endurance, nè i team sono dotati dell'attrezzatura necessaria per accelerare al massimo le operazioni, cioè avvitatori e cavaletti pneumatici. Tutto questo per motivi di budget e per non favore i team factory rispetto alle strutture più piccole. La chiave di tutto è il
"pit intervention time", cioè l'indicazione del tempo intercorrente fra l'ingresso e l'uscita dalla pit lane. Viene comunicato ad ogni week end dalla direzione gara ed è determinato in base alla lunghezza della corsia. A Phillip Island è molto lunga (549,20 metri) perchè l'ingresso è precedente alla curva dodici, l'ultima. Qui il tempo imposto è 63 secondi. Nel corso dei test d'inizio settimana tutte le squadre hanno simulato il pit stop, qui sopra
Alvaro Bautista.
Qual è il fattore determinante?
Come abbiamo detto, non serve fare tutto di fretta. La chiave è impiegare esattamente 63 secondi da quando il pilota varca la linea d'ingresso in pit lane e quella d'uscita: entrambi i punti sono rilevati dal cronometraggio ufficiale. A Phillip Island il tempo di percorrenza della corsia ai 60 km/h fissati dal regolamento è di 33 secondi. Quindi la sosta effettiva deve durare esattamente 40 secondi. Ogni team, oltre ai meccanici che eseguono le operazioni di cambio ruota, ha un addetto posizionato alla sinistra del pilota che cronometra l'intero processo e dà il tempo della ripartenza al pilota. Il quale può verificare il momento ideale d'uscita dalla pit lane anche attraverso il dashboard.
E in caso d'errore che succede?
Descritta così sembra tutto facile. Ma considerate che tutto si svolge nel bel mezzo di una manche del Mondiale, lunga 20 giri. Sempre per regolamento, i piloti devono compiere l'operazione non prima del giro nove e non oltre il giro undici. Quindi hanno una finestra di tre giri e possono eventualmente cambiare la strategia predefinita con la squadra in caso di particolari condizioni di gara e aggiustamenti di tattica in corsa. Ovviamente se l'operazione dura più di 63 secondi, c'è un riflesso negativo sulla classifica. E' difficile che accada, perchè 40 secondi di sosta sono più che sufficienti per cambiare le due ruote con tutta la calma e precisione possibili. E' invece successo spesso che, nella bramosia di rientrare in pista, qualche pilota sia uscito in anticipo rispetto ai 63 secondi imposti. In quella circostanza il margine guadagnato si trasforma in penalità all'arrivo.
Qualche esempio di penalità
In gara 1 lo scorso anno la BMW sbagliò il pit stop per due piloti su quattro.
Toprak Razgatlioglu si gettò in pista 1"225 secondi prima del termine imposto, beccandosi una identica penalità aggiunta al tempo totale sulla distanza. Gli costò il quarto posto a vantaggio di Alex Lowes, nella manche dominata da Bulega (Ducati) con Locatelli (Yamaha) e Iannone (Ducati) ad accompagnarlo sul podio. Anche Scott Redding, un anno fa con BMW Bonovo, rientrò in pista con 2"030 d'anticipo. Quindi in gara 1 e gara 2 tenete d'occhio la classifica in tempo reale e soprattutto l'indidicazione del
"pit interventention time" che verrà mostrato immediatamente in sovrimpressione. In Superbike soste troppo veloci possono costare molto care.